

Tutto questo valorizzando attraverso la diversificazione e la riconversione di una parte delle superfici del territorio calabrese. Questo tipo di coltura, ad esempio, può rappresentare una buona integrazione al reddito per le zone marginali di collina e alta collina arrivando ad interessare anche le zone al di sopra degli ottocento metri contribuendo in tal modo a evitare lo spopolamento della montagna ed opportunità di sviluppo economico dei territori.
Teniamo molto allo sviluppo delle colture della frutta a guscio. Come capogruppo M5S in Commissione Agricoltura al Senato, insieme ad altri colleghi, nel corso di discussione e approvazione della Legge di Bilancio 2020 avevamo presentato una proposta emendativa (a firma del senatore Trentacoste) per istituire, nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il Fondo per la frutta in guscio. La finalità era quella promuovere lo sviluppo competitivo del comparto, incentivare la ricerca e l’ammodernamento delle tecniche di gestione selvicolturale, favorire programmi di valorizzazione e sostenere il rifinanziamento dei piani di settore della frutta in guscio. Tale fondo dovrebbe avere una dotazione finanziaria iniziale di 750.000 euro per l’anno 2020, 650.00 euro per l’anno 2021 e 600.000 euro per l’anno 2022. Al momento bisogna recuperare delle risorse per rimpinguare il fondo ma a questa continuiamo a lavorare proprio per favorire quei territori come la Calabria (Comunicato stampa).
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