È stato disposto il rinvio a giudizio per le sei persone indagate per la morte dell’ingegnere Antonio De Simone, 38 anni, originario di Corigliano-Rossano, rimasto vittima di un tragico incidente stradale avvenuto la notte di Capodanno del 2025 lungo l’autostrada A1, all’altezza del chilometro 16,997, nel tratto che da Torrenova conduce verso Roma.
Il Giudice dell’Udienza Preliminare Paola Pretti, accogliendo la richiesta di rinvio formulata dal Pubblico Ministero Luca Guerzoni, ha emesso il decreto di giudizio nei confronti del presunto conducente della Aston Martin che, secondo le indagini, avrebbe provocato lo schianto, e di altri cinque soggetti accusati di averne favorito la fuga dal luogo dell’incidente.
La dinamica
Secondo la ricostruzione, l’auto sportiva viaggiava a oltre 250 km/h, in una fitta nebbia, su un tratto con limite di 50 km/h e asfalto bagnato. Dopo aver urtato un primo veicolo senza conseguenze gravi per gli occupanti, il bolide avrebbe perso il controllo invadendo la corsia di sinistra e tamponando violentemente la Renault Clio guidata da De Simone.
L’impatto fu devastante: per l’ingegnere non ci fu scampo. Al suo fianco la compagna, Silvia Civile, rimase gravemente ferita e da allora è costretta su una sedia a rotelle. Nello scontro morì anche il loro cagnolino, Merlino.
Dalle indagini è emerso che nessuno degli occupanti dell’Aston Martin prestò soccorso. Anzi, uno di loro avrebbe impedito ad altri automobilisti di avvicinarsi alla vettura del giovane ingegnere. L’autista si allontanò dal luogo dell’incidente, aiutato da alcuni amici che viaggiavano a poca distanza e che avrebbero preso parte, secondo gli inquirenti, a una gara di velocità non autorizzata.
Il processo
Il processo prenderà il via ad aprile 2026. Gli imputati dovranno rispondere di omicidio stradale aggravato, omissione di soccorso e favoreggiamento personale. La famiglia della vittima, rappresentata dalla madre Franca Scorzafava e dallo zio Giuseppe Scorzafave, si è costituita parte civile.
La difesa è affidata all’avvocato Antonello Madeo, dottore di ricerca in diritto penale, docente di procedura penale all’Università della Tuscia e di colpa medica alla Sapienza di Roma.
Il dolore della famiglia
«Antonio era l’unico figlio di una madre che oggi piange una perdita incolmabile», ha commentato la famiglia, augurandosi che il processo porti a una pena esemplare e che la vicenda «serva da monito contro la follia di chi scambia la strada per una pista».
Un dolore che resta vivo nella comunità di Corigliano-Rossano, che continua a ricordare Antonio De Simone come un giovane professionista brillante, amato e rispettato da tutti.
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