Il presidente della Regione ringrazia forze di polizia e prefettura per il lavoro che ha accompagnato la realizzazione della struttura. Avviato il trasferimento delle attività: l’obiettivo è completarlo entro marzo 2027.
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«In questo ospedale ci sono stati otto incendi dolosi, forse perché c’era qualcuno che aveva interesse a dimostrare che le opere pubbliche non si possono concludere in Calabria. Beh, ha perso e ha vinto lo Stato», ha affermato il presidente.
Parole con cui Occhiuto ha legato l’apertura degli ambulatori anche al lavoro svolto sul fronte della sicurezza. Nel suo intervento, il completamento della struttura è stato indicato come il risultato di un impegno istituzionale che ha accompagnato quello tecnico e amministrativo, permettendo al progetto di andare avanti nonostante gli episodi denunciati.
Alla cerimonia erano presenti il prefetto di Cosenza Rosa Maria Padovano, l’arcivescovo monsignor Maurizio Aloise, il direttore generale dell’Asp di Cosenza Angelo Vittorio Sestito e il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi. Hanno partecipato inoltre i vertici di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, insieme a consiglieri regionali e comunali.
Il ringraziamento alla prefettura e alle forze di polizia è stato uno dei passaggi centrali del discorso. Occhiuto ha sottolineato che il loro impegno ha contribuito a far arrivare l’ospedale ai cittadini di Corigliano, Rossano e dell’intera area della Sibaritide. La presenza del prefetto e dei rappresentanti delle forze dell’ordine ha accompagnato così un’inaugurazione nella quale il tema della sicurezza ha assunto un rilievo preciso: la capacità delle istituzioni di sostenere la realizzazione di un’opera pubblica anche di fronte a episodi dolosi.
Il riferimento agli otto incendi ha dato concretezza a questo richiamo. Occhiuto ha avanzato l’ipotesi che qualcuno avesse interesse a impedire la conclusione dell’ospedale o a dimostrare che in Calabria un investimento pubblico di questa portata non potesse essere portato a termine. Un’ipotesi espressa dal presidente senza indicare persone o responsabilità specifiche, ma accompagnata da una conclusione netta: «Ha vinto lo Stato».
L’apertura odierna arriva dopo una lunga attesa. «Sono soddisfatto perché non credo che i calabresi possano ricordare un nuovo ospedale costruito negli ultimi quarant’anni», ha esordito Occhiuto. Il presidente ha ricordato che il presidio era stato promesso vent’anni fa e ha sostenuto che la sua realizzazione si è concentrata negli ultimi tre o quattro anni, grazie a una squadra che ha lavorato sotto la guida della Regione e del commissario.
«Quest’opera, che è stata sulla carta per tanto tempo», ha detto, è diventata «un’opera reale». Per Occhiuto, la nuova struttura rappresenta un presidio moderno e «un segno tangibile di speranza per il futuro»: un risultato che riguarda tanto l’offerta sanitaria quanto la possibilità di dare seguito a impegni rimasti per anni senza una conclusione.
L’attivazione dell’ospedale, tuttavia, procede per fasi. I 22 ambulatori inaugurati oggi costituiscono il primo nucleo di attività nella nuova sede. Il trasferimento dei servizi dai presidi di Corigliano e Rossano non avverrà contemporaneamente, ma seguirà una programmazione concordata con l’Azienda sanitaria.
«Cominciamo aprendo soltanto gli ambulatori, perché dovunque in Italia, quando si apre un nuovo ospedale, il passaggio di tutte le attività, fino alle sale chirurgiche, è un passaggio che impegna qualche mese», ha spiegato Occhiuto. La scelta, ha aggiunto, è stata quella di avviare subito il percorso, pur nella consapevolezza della complessità delle operazioni necessarie.
Rispondendo a una domanda sul trasferimento dei reparti, il presidente ha confermato l’esistenza di un cronoprogramma al quale hanno lavorato il Dipartimento Salute, Azienda Zero e soprattutto l’Asp di Cosenza. Secondo quanto riferito, molte attività e alcune degenze dovrebbero essere trasferite nelle prossime settimane, entro la fine dell’anno. L’obiettivo indicato è completare il passaggio di tutte le attività, comprese le sale chirurgiche, entro marzo 2027.
Occhiuto ha precisato di aver visionato il cronoprogramma, senza averlo ancora approfondito. Quella illustrata resta dunque la scansione prevista per accompagnare l’apertura progressiva della struttura fino alla sua piena attività.
Un altro punto affrontato riguarda medicina nucleare ed emodinamica. Il presidente ha richiamato la necessità che queste attività siano compatibili con il decreto ministeriale 70, che disciplina l’offerta ospedaliera. Ha poi sostenuto che la rete sanitaria regionale dovrà essere adeguata per riempire la nuova struttura di servizi capaci di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. Non sono state indicate scadenze per l’attivazione delle due attività.
Alla domanda sul collaudo, Occhiuto ha risposto che «si farà nei tempi», rimandando al commissario per i chiarimenti e senza fornire una data.
Nel corso dell’intervento, il presidente ha richiamato anche gli altri cantieri ospedalieri calabresi. Ha annunciato una prossima inaugurazione dell’ospedale di Vibo Valentia e la ripresa dei lavori per quello della Piana di Gioia Tauro, a Palmi, dopo la risoluzione delle criticità. «Dimostreremo che le opere pubbliche in Calabria si possono fare», ha dichiarato.
Per la Sibaritide, il primo passaggio è avvenuto oggi con l’apertura degli ambulatori. Nei prossimi mesi, l’attenzione si concentrerà sul trasferimento dei reparti e sull’attivazione dei servizi previsti. Alla lunga attesa e agli ostacoli ricordati da Occhiuto dovrà ora seguire il rispetto del cronoprogramma, per rendere pienamente disponibile ai cittadini la nuova struttura sanitaria.






