Ospedale della Sibaritide, l’affondo del sindaco Stasi: «Sul collettore fognario e sui depuratori regna la confusione»

Accoglienza favorevole ma accompagnata da una sfilza di interrogativi pesanti e critiche di natura tecnica e amministrativa. È questa la posizione espressa dal sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, in merito all’annuncio del subcommissario Antonino Daffinà riguardante la consegna dei lavori per la realizzazione del collettore fognario tra il nuovo ospedale della Sibaritide e l’impianto di depurazione di Boscarello.

Pur ribadendo la centralità dell’opera per il territorio, il primo cittadino evidenzia come la gestione complessiva dell’iter presenti forti contraddizioni, mettendo a rischio la tenuta del sistema depurativo cittadino e l’impiego corretto delle risorse pubbliche.

I nodi critici sollevati dal sindaco

Il sovraccarico del depuratore di Boscarello: L’impianto, già sottodimensionato per le attuali esigenze cittadine, ricade nelle competenze dell’Ufficio del Commissario Nazionale per la Depurazione a causa di una storica procedura di infrazione europea. Attualmente non esiste alcun progetto o procedura autorizzativa per il suo potenziamento: di conseguenza, il Comune avverte che non autorizzerà il conferimento di ulteriori reflui ospedalieri senza garanzie strutturali adeguate.

Il “Piano B” e il rischio di spreco (danno erariale): Nelle comunicazioni di cantiere è emersa l’ipotesi di realizzare un depuratore direttamente all’interno dell’ospedale. Stasi solleva un interrogativo cruciale: se si stanno spendendo soldi pubblici per l’impianto interno mentre il commissario Daffinà stanzia 2,3 milioni di euro per il collettore a Boscarello, si rischia uno spreco di risorse. Se invece l’impianto interno fosse solo un pre-trattamento, le aspettative sulla risoluzione autonoma del problema sarebbero infondate.

La destinazione dei fondi commissariali: I 2,3 milioni di euro stanziati dal Commissario erano originariamente vincolati all’uscita dalla procedura d’infrazione europea attraverso il collettamento di aree urbane sprovviste (come Coscia, Fabrizio, Apollinara e Pantano Martucci). Dirottarli sull’ospedale, secondo il sindaco, significa di fatto utilizzare le risorse dei cittadini — prelevate tramite il servizio idrico e fognario — per un’infrastruttura che avrebbe dovuto essere interamente finanziata nel quadro della spesa sanitaria complessiva.

L’appello alla Regione per un ospedale “vero”
La nota si conclude con un richiamo forte alla trasparenza e alla programmazione regionale, invocando chiarezza da parte del Governatore-Commissario. L’obiettivo ribadito è quello di consegnare al territorio non un “poliambulatorio di lusso” o una struttura monca finalizzata a evitare penali al concessionario, ma un vero polo ospedaliero d’eccellenza dotato di tutte le specialità essenziali, dall’Emodinamica alla Medicina Nucleare.

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