Ospedale della Sibaritide, pressing sul cronoprogramma e sui trasferimenti: «Basta annunci, i cittadini meritano verità e date certe»

Il dibattito intorno all’apertura e alla piena operatività del Nuovo Ospedale della Sibaritide si arricchisce di un nuovo affondo politico. Dopo le notizie diffuse sulla presunta partenza del trasferimento degli ambulatori fissata per il mese di ottobre, viene depositata un’interrogazione formale per pretendere chiarezza istituzionale, superando la logica degli annunci mediatici e puntando su certezze tecniche e amministrative.

I nodi centrali dell’interrogazione

Il cronoprogramma ufficiale: Si richiede di conoscere la data reale prevista per l’ultimazione definitiva dei cantieri, il completamento dei collaudi, il rilascio dell’agibilità e l’effettiva entrata in funzione di tutte le attività sanitarie, dai reparti di degenza al Pronto Soccorso, passando per le sale operatorie e le terapie intensive.

Il piano di migrazione dai vecchi presidi: È ritenuto indispensabile fare luce sulle modalità di trasferimento delle funzioni attualmente ospitate negli ospedali “Giannettasio” e “Compagna”, definendo quali servizi traslocheranno per primi, quale sia il cronoprogramma della migrazione e se esistano piani organizzativi e logistici definiti.

Viabilità e sotto servizi primari: Il nuovo presidio non deve trasformarsi in una “cattedrale nel deserto”. L’attenzione si sposta quindi sullo stato reale di realizzazione delle opere di connessione: dalla viabilità di accesso e dalla SP 195 fino all’approvvigionamento idrico, alla rete fognaria, alla depurazione, all’alimentazione elettrica e alle reti dati, verificando che tutto sia collaudato prima dell’avvio dei reparti.

La richiesta di trasparenza ribadisce che il diritto alla salute del territorio della Sibaritide non può essere affidato a comunicati stampa o promesse a intermittenza, ma necessita di risposte istituzionali trasparenti e verificabili.

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