Ospedale di Corigliano-Rossano, sale operatorie a rischio stop per carenza di anestesisti

Dal primo luglio potrebbe fermarsi l’attività chirurgica programmata. Allarme anche per Pediatria e Pronto soccorso. L’ospedale spoke di Corigliano-Rossano rischia una pesante riduzione delle attività sanitarie a causa della cronica carenza di anestesisti e rianimatori. Senza interventi urgenti sul personale, dal primo luglio potrebbero essere sospese le attività chirurgiche programmate con la conseguente chiusura delle sale operatorie.

La situazione, segnalata da tempo dagli operatori sanitari, sarebbe arrivata a un punto critico. Il numero di specialisti in servizio non consentirebbe più di garantire contemporaneamente la copertura dei turni, delle emergenze e delle sedute operatorie, mettendo a rischio la normale funzionalità del presidio ospedaliero della Sibaritide.

Le possibili conseguenze riguardano non soltanto gli interventi chirurgici programmati, ma anche l’allungamento delle liste d’attesa e la riduzione dell’offerta sanitaria per un vasto bacino di utenza. Le risorse disponibili verrebbero infatti destinate prioritariamente alla gestione delle urgenze e del Pronto soccorso.

L’emergenza coinvolge anche il reparto di Pediatria. La riduzione dell’organico starebbe rendendo sempre più difficile garantire i turni e le attività assistenziali nei prossimi mesi, con il rischio di ripercussioni sia sui ricoveri sia sull’attività di emergenza pediatrica.

Nonostante i concorsi banditi negli ultimi anni e il ricorso a prestazioni aggiuntive, la carenza di specialisti continua a rappresentare una delle principali criticità della sanità territoriale.

Per evitare il blocco dei servizi, viene sollecitato un piano straordinario che preveda nuove assunzioni, lo scorrimento delle graduatorie disponibili e l’eventuale trasferimento temporaneo di personale da altri presidi. L’obiettivo è scongiurare una paralisi che avrebbe effetti rilevanti sull’assistenza sanitaria dell’intera area della Sibaritide.

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