Paura a Calopezzati: tromba d’aria trascina i bagnanti al largo, maxi operazione di soccorso

Momenti di grande apprensione sul litorale ionico dove il repentino peggioramento delle condizioni meteo ha messo a rischio la vita di diversi bagnanti. Fondamentale l’intervento delle motovedette della Guardia Costiera di Corigliano Calabro.

Il litorale di Calopezzati ha vissuto ore di fortissima tensione a causa di una tromba d’aria improvvisa che ha sorpreso i bagnanti, dando il via a una complessa operazione di soccorso durata intere ore, dalle 16:00 fino a sera inoltrata.

La dinamica dell’incidente: dai gonfiabili al rischio in mare
Tutto è iniziato nel pomeriggio, quando una tromba d’aria si è abbattuta sulla costa, sollevando raffiche di vento violente. La forza del vento ha trascinato in acqua numerosi materassini e gonfiabili che si trovavano sulla spiaggia. In un gesto istintivo e rischioso, diversi bagnanti si sono tuffati in mare nel tentativo di recuperare le attrezzature, finendo però rapidamente in balia delle correnti e delle onde, perdendo la capacità di rientrare autonomamente a riva.

L’intervento della Guardia Costiera
Di fronte all’emergenza, è scattata immediatamente la macchina dei soccorsi. La Capitaneria di Porto di Corigliano Calabro, guidata dal comandante Tullio Arcangeli, ha coordinato un’imponente operazione mettendo in campo due motovedette. Per garantire un monitoraggio capillare dello specchio d’acqua e assicurarsi che non vi fossero persone in difficoltà o disperse, è stato richiesto e ottenuto il supporto aereo di un velivolo giunto dal compartimento di Reggio Calabria.

Le ricerche, condotte in condizioni meteomarine proibitive, sono andate avanti fino alle 21:00 circa, con controlli serrati anche lungo i lidi per verificare che tutti i bagnanti fossero effettivamente rientrati.

Un lieto fine e un monito alla prudenza
Fortunatamente, l’incubo si è concluso senza dispersi: tutte le persone coinvolte sono state individuate e messe in salvo. L’operazione, pur nella sua difficoltà, ha confermato l’efficienza dei presidi della Guardia Costiera.

L’episodio rappresenta un drammatico richiamo alla prudenza per tutti i frequentatori delle spiagge: in presenza di fenomeni meteorologici avversi — come vento forte o mare mosso — è fondamentale evitare di tentare il recupero di materassini, gonfiabili o qualsiasi altra attrezzatura trascinata al largo. La sicurezza personale deve sempre prevalere sulla salvaguardia degli oggetti, soprattutto quando le condizioni del mare rendono quasi impossibile il rientro verso la costa.

Erosione costiera a Calopezzati, Laghi: «Litorale e cittadini non possono pagare i tempi della burocrazia»
Il consigliere regionale e segretario questore deposita un’interrogazione urgente alla Giunta regionale per fare chiarezza sui due interventi da 2 milioni di euro ciascuno, bloccati da anni e con una pratica risultata “annullata” nello sportello ambientale.

«Ormai da molto anni il Comune di Calopezzati è colpito dal fenomeno dell’erosione costiera, che ha progressivamente consumato il litorale e messo a rischio abitazioni, attività economiche e la stessa vivibilità di un tratto di costa che meriterebbe una accorta e continua tutela. Di fronte a un’emergenza di questa portata, la Regione Calabria non può permettersi ulteriori rinvii».

Con queste parole il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi, interviene con fermezza sul grave stato di degrado e abbandono in cui versa la costa ionica calabrese, annunciando il deposito di un’interrogazione a risposta scritta rivolta alla Giunta regionale.

Un iter infinito: 4 milioni di euro bloccati da sette anni
Il quadro delineato dal consigliere evidenzia una situazione paradossale. Calopezzati sconta da anni un progressivo consumo della linea di costa che rende indispensabili interventi immediati, dal ripascimento della spiaggia alla realizzazione di pennelli di contenimento.

Nel gennaio 2018, ricorda Laghi, erano stati stanziati complessivamente 4 milioni di euro attraverso il primo Atto Integrativo all’Accordo di programma tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione Calabria, suddivisi in due distinti interventi da 2 milioni di euro ciascuno. Sebbene nel marzo 2019 sia stato nominato il responsabile unico del procedimento (RUP) per l’avvio delle opere, a distanza di sette anni i cantieri restano al palo, intrappolati in un iter burocratico inceppato senza giustificazioni evidenti.

Il giallo della pratica “annullata”
A peggiorare il quadro si aggiunge un elemento di forte preoccupazione: una delle due pratiche, relativa al secondo stralcio dell’intervento, risulta registrata con lo stato di “annullata” nel portale dello sportello ambientale regionale dal febbraio 2025. Una notizia che ha generato sconcerto e allarme tra i cittadini e l’amministrazione comunale, poiché mette concretamente a rischio la tenuta stessa dei finanziamenti statali ottenuti.

L’appello al fianco del Sindaco Giudiceandrea
Ferdinando Laghi ribadisce la propria vicinanza istituzionale al sindaco Antonello Edoardo Giudiceandrea, impegnato in una battaglia cruciale per salvare un tratto di costa a forte rischio di scomparsa:

«Calopezzati non può continuare a pagare i tempi di un apparato che dovrebbe essere al servizio dei territori e non un ostacolo alla loro tutela».

Con l’interrogazione depositata, il consigliere regionale chiede all’esecutivo regionale e all’assessore competente di fare piena luce sulle cause che hanno paralizzato l’iter amministrativo, di sanare la posizione della pratica autorizzativa bloccata, di confermare l’integrale disponibilità delle risorse e di stabilire un cronoprogramma certo e vincolante per la ripresa e la conclusione dei lavori di salvaguardia.

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