Porti calabresi, la Corte dei conti chiede di accelerare sui piani regolatori

Programmazione e realizzazione delle opere al centro dei rilievi all’Autorità portuale. Nel bilancio 2024 risultano oltre 164 milioni di euro impegnati e non ancora pagati.

La Corte dei conti sollecita l’approvazione dei nuovi Piani regolatori dei porti di Gioia Tauro, Crotone, Corigliano Calabro e Vibo Valentia. Per i magistrati contabili, questi strumenti sono fondamentali per pianificare lo sviluppo delle aree portuali e dare seguito agli interventi previsti.

Il richiamo emerge dalla deliberazione della sezione di controllo sulla gestione finanziaria degli enti, che ha esaminato i bilanci dell’Autorità di sistema portuale dei mari Tirreno meridionale e Ionio relativi al 2022, 2023 e 2024. L’analisi evidenzia criticità nella programmazione e nella realizzazione delle opere.

Per Gioia Tauro, la Corte segnala in particolare la mancata approvazione del Piano regolatore portuale, legata all’assenza dei pareri del Consiglio superiore dei lavori pubblici e del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria.

L’Autorità portuale ha fatto sapere di voler rispondere alle esigenze dello scalo attraverso un adeguamento tecnico-funzionale del piano vigente, destinato a consentire interventi di consolidamento e approfondimento dei fondali. Una soluzione analoga riguarderà Crotone, per realizzare opere di difesa e interventi necessari allo sviluppo delle attività portuali.

Per Corigliano Calabro e Vibo Valentia, invece, è stata avviata la procedura di approvazione dei Piani regolatori, dopo l’acquisizione dei pareri degli enti territoriali, tra cui Comuni e Camere di commercio.

L’Autorità ha inoltre comunicato l’intenzione di avviare la progettazione dei nuovi piani dopo l’adozione del Documento di pianificazione strategica di sistema, prevista per ottobre, con approvazione entro dicembre 2026. Un precedente tentativo di affidamento, nel 2023, si era concluso con due gare andate deserte.

Un altro punto riguarda i tempi di attuazione degli investimenti. Nel Piano operativo triennale 2022-2024 le opere programmate ammontano a circa 201,72 milioni di euro. Nel bilancio 2024 risultano però oltre 164 milioni di euro di somme impegnate e non pagate, relative a debiti verso lo Stato e altri soggetti pubblici: risorse riconosciute all’Autorità dal ministero e dalla Regione per opere portuali e infrastrutturali.

La Corte chiede quindi un cronoprogramma degli interventi per gli anni successivi, collegando le risorse già disponibili alle opere ancora da realizzare. L’obiettivo è rendere più chiari tempi e passaggi della programmazione e accelerare l’attuazione degli investimenti nei porti calabresi.

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