CATANZARO – Il Tribunale del lavoro di Catanzaro ha stabilito, con sentenza definitiva, che la rimozione di Carlo Tansi dalla guida della Protezione Civile regionale nel 2018 fu illegittima. Una decisione che riporta al centro dell’attenzione una vicenda amministrativa che ha segnato per anni il dibattito istituzionale calabrese.
Secondo quanto emerso, la pronuncia giudiziaria rappresenta un passaggio rilevante nella ricostruzione di quella fase, incidendo anche sul tema della gestione e della governance di un settore strategico come la prevenzione dei rischi naturali.
Durante il suo incarico, durato tre anni, Tansi aveva avviato un processo di riorganizzazione della struttura, introducendo controlli sull’utilizzo delle risorse, eliminando privilegi e puntando su maggiore efficienza operativa. In quel periodo erano state inoltre presentate segnalazioni su presunte irregolarità, alcune delle quali sfociate in indagini giudiziarie.
Un’attività che si era svolta in un contesto complesso, segnato anche da minacce e atti intimidatori nei suoi confronti, oltre che da forti contrasti sul piano politico-amministrativo.
Nonostante i riconoscimenti ottenuti a livello nazionale e internazionale per l’innovazione e l’organizzazione del sistema regionale, nello stesso periodo venne avviato l’iter che portò alla sua sospensione e successiva estromissione, oggi dichiarata illegittima.
Parallelamente, resta aperto il procedimento penale per diffamazione legato ad alcuni attacchi pubblici subiti, con un processo ancora in corso e una nuova udienza fissata nei prossimi giorni.
La sentenza del Tribunale del lavoro segna dunque un punto fermo su una vicenda complessa, che continua ad avere riflessi sul piano istituzionale e sul rapporto tra amministrazione, legalità e gestione della cosa pubblica in Calabria.
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