La pubblica amministrazione accelera sul ricambio generazionale e prepara una delle più grandi campagne di assunzioni degli ultimi anni. Nei prossimi sei-sette anni oltre un milione di dipendenti andrà in pensione e il piano per sostituirli è già partito.
Il governo punta a rafforzare uffici, enti locali, scuole e sanità con nuovi ingressi, soprattutto giovani e profili digitali. Dal 2023 al 2025 sono già state assunte più di 640mila persone e nel solo 2025 le nuove entrate previste oscillano tra 200mila e 250mila unità.
L’obiettivo è evitare il rischio di paralisi negli uffici pubblici e modernizzare una macchina statale considerata ancora troppo lenta in molti settori. Il piano riguarda anche il sistema di reclutamento, con procedure più rapide e digitalizzate per ridurre tempi e burocrazia nei concorsi.
Parallelamente prosegue il lavoro sui rinnovi contrattuali del pubblico impiego. Dopo la chiusura del contratto scuola, il confronto si concentra ora sulle funzioni centrali, sulla sanità e sugli enti locali. Il governo punta a completare la nuova tornata di rinnovi entro l’anno.
Il tema è centrale anche per l’economia. Il turnover nella pubblica amministrazione viene considerato strategico sia per mantenere i servizi sia per creare nuova occupazione stabile. Nei prossimi anni molti uffici dovranno affrontare un cambiamento profondo, con personale più giovane e competenze sempre più orientate al digitale.
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