Reddito di dignità, lo scontro tra Tridico e Occhiuto

corigliano rossano

COSENZA – Il dibattito sul reddito di dignità accende il confronto politico. Da una parte il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che rivendica la necessità di misure legate al lavoro e non di sussidi. Dall’altra Pasquale Tridico, economista ed ex presidente dell’Inps, che difende la scelta di garantire un sostegno minimo a chi vive in condizioni di povertà.

La posizione di Occhiuto

Il governatore calabrese non ha usato giri di parole: secondo lui il reddito, nella forma in cui era stato pensato, ha fallito perché ha alimentato assistenzialismo senza creare occupazione. La sua proposta è puntare su incentivi mirati per imprese e formazione, così da offrire opportunità concrete soprattutto ai giovani disoccupati.

La replica di Tridico

Di diverso avviso Tridico, che ricorda come in Calabria migliaia di famiglie abbiano potuto contare su quella misura per non scivolare nella povertà assoluta. Per lui il reddito non è stato un fallimento, ma un argine in un contesto di forte fragilità sociale ed economica. Eliminare uno strumento simile – sottolinea – significa lasciare scoperte intere fasce di popolazione già penalizzate.

Un confronto che pesa sul futuro

Il botta e risposta mette in luce due visioni opposte: welfare come protezione di base contro povertà ed esclusione, oppure politiche attive legate al mercato del lavoro e alla produttività. Sullo sfondo resta il nodo delle risorse regionali e il modo in cui verranno impiegate nei prossimi anni.

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