ROMA – Il referendum confermativo registra un’affluenza nazionale del 46,07% alle ore 23, con tutte le 61.533 sezioni rilevate. Un dato che non incide sulla validità del voto, non essendo prevista alcuna soglia minima di partecipazione.
La giornata ha mostrato una crescita costante: 14,92% alle 12, 38,89% alle 19, fino al dato finale serale.
Il dettaglio regionale evidenzia un’Italia divisa. In testa si collocano le regioni del Centro-Nord: Emilia-Romagna al 53,1%, Toscana al 52,2%, Lombardia al 51,2%. Sopra il 50% anche Umbria (50,4%) e Veneto (50,2%).
Subito sotto si trovano Marche (49,2%), Piemonte (48,9%), Friuli-Venezia Giulia (48,8%), Lazio (47,6%) e Liguria (47,3%). L’Abruzzo si attesta al 46,1%, in linea con la media nazionale.
Nella parte bassa della classifica compaiono Valle d’Aosta (42,5%), Basilicata (39,8%), Puglia (39%) e Trentino-Alto Adige (38,9%). Seguono Molise (38,8%) e Campania (37,8%).
Chiudono Sardegna (36,6%), Calabria (36%) e Sicilia (34,7%), con valori significativamente inferiori rispetto alle regioni del Nord.
Nel dettaglio locale, la Calabria si ferma al 35,70%, mentre la provincia di Cosenza registra il 35,25%. Ancora più basso il dato di Corigliano Rossano, fermo al 27,94%.
Il confronto con il referendum del 2025 resta netto: allora la partecipazione si era fermata intorno al 30%, senza effetti per il mancato raggiungimento del quorum. Oggi, invece, il risultato sarà valido indipendentemente dall’affluenza, ma i numeri confermano una partecipazione ancora disomogenea sul territorio nazionale.
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