di Antonio Caruso
Il Parlamento ha approvato in via definitiva la riforma del sistema elettorale che ridisegna le modalità di voto per la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica. Il provvedimento legislativo si trova ora in attesa della promulgazione da parte del Presidente della Repubblica e della successiva pubblicazione ufficiale in Gazzetta Ufficiale.
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La nuova configurazione della scheda elettorale introduce disposizioni specifiche per l’espressione del voto di lista e delle preferenze:
La struttura della scheda: Per ciascuna lista sono indicati il contrassegno e i nomi dei candidati del collegio plurinominale. Il primo nome corrisponde al capolista, sul quale non è consentito esprimere preferenze; accanto agli altri candidati è presente un apposito quadratino.
Le preferenze e la parità di genere: L’elettore può votare la lista tracciando un segno sul contrassegno ed esprimere fino a tre preferenze per i candidati della lista votata (escluso il capolista). Nel caso in cui vengano espresse più preferenze, vige la regola dell’alternanza di sesso: le scelte devono riguardare candidati di genere diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza secondo l’ordine di lista.
Validità del voto: Un voto di preferenza valido per uno o più candidati della stessa lista vale automaticamente anche come voto per la lista, purché non vengano apposti altri segni sulla scheda.
I candidati per il premio di governabilità
All’interno di un apposito rettangolo posto sotto il contrassegno e i candidati del collegio plurinominale, la scheda riporta i nominativi dei candidati presentati ai fini dell’attribuzione dell’eventuale premio di governabilità.
Per questi candidati non si possono esprimere preferenze.
Tracciare un segno esclusivamente su questo rettangolo rende comunque valido il voto a favore della lista (o ripartito proporzionalmente tra le liste in caso di coalizione).
Le modalità di voto per il Senato della Repubblica
Il quadro normativo e le istruzioni operative per l’espressione del voto e delle preferenze rimangono identici anche per l’elezione del Senato della Repubblica, garantendo uniformità di procedura tra i due rami del Parlamento.






