Rimborsi auto, chiesto il rinvio a giudizio per Occhiuto: il presidente respinge le accuse

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ROMA – La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per una presunta truffa aggravata legata ai rimborsi per gli spostamenti istituzionali. La notizia è emersa il 4 novembre 2026. Al centro degli accertamenti ci sono circa 179mila euro che, secondo l’ipotesi degli inquirenti, sarebbero stati percepiti indebitamente attraverso un’indennità destinata all’utilizzo di un’automobile privata.

La contestazione riguarda la contemporanea disponibilità di una vettura acquistata dalla Regione per le esigenze istituzionali del presidente. Secondo la Procura, Occhiuto avrebbe continuato a ricevere un rimborso mensile di circa 3.893 euro anche quando poteva utilizzare l’auto di servizio.

Gli investigatori ritengono che le due forme di beneficio non fossero compatibili. Le somme contestate riguardano il periodo compreso tra novembre 2021 e giugno 2025.

L’inchiesta e gli accertamenti sui rimborsi

La vicenda giudiziaria trae origine da un’altra indagine condotta dalla Procura di Catanzaro, nella quale erano emersi riferimenti alle automobili utilizzate dal governatore.

Gli approfondimenti della Guardia di finanza hanno successivamente riguardato le vetture nella disponibilità del presidente e i pagamenti effettuati dall’amministrazione regionale. Il fascicolo è stato poi trasferito alla Procura di Roma.

La posizione del presidente della Regione

Occhiuto respinge le contestazioni e sostiene di aver rispettato le disposizioni amministrative. Il governatore afferma di aver chiesto chiarimenti agli uffici regionali, ricevendo indicazioni favorevoli alla possibilità di continuare a percepire l’indennità.

Contesta inoltre la durata della presunta sovrapposizione tra rimborso e automobile di servizio. Secondo la sua ricostruzione, l’eventuale coincidenza sarebbe limitata ad alcuni mesi e non all’intero periodo preso in esame dagli investigatori.

A sostegno della propria posizione, il presidente avrebbe presentato documenti sulle spese sostenute personalmente per carburante e manutenzione delle automobili utilizzate.

La replica attraverso un video

Appresa la notizia da un giornalista del Fatto Quotidiano, Occhiuto ha pubblicato un video su Facebook, precisando di non aver ancora ricevuto la comunicazione ufficiale della richiesta di rinvio a giudizio.

Il presidente ha escluso che gli venga contestato un utilizzo personale dell’automobile regionale. Ha definito la vicenda una questione di «piccinerie», sostenendo che potrà dimostrare la correttezza del proprio comportamento davanti al giudice.

Nel video ha espresso anche il proprio disagio per le vicende giudiziarie che lo coinvolgono da circa un anno e mezzo, ribadendo di voler continuare il proprio impegno istituzionale e politico.

La decisione spetta al giudice

La richiesta della Procura non equivale a una condanna e non determina automaticamente l’apertura del processo. Spetterà al giudice dell’udienza preliminare valutare gli elementi raccolti e decidere se disporre il rinvio a giudizio.

Occhiuto continua a dichiararsi estraneo alle accuse e confida di poter chiarire la propria posizione nelle sedi giudiziarie.

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