CORIGLIANO-ROSSANO – Anche quest’anno Schiavonea non ha rinunciato a uno dei riti più attesi e simbolici del Capodanno: il tradizionale tuffo nelle acque del mare. Complice una splendida giornata di sole e temperature più miti rispetto a quelle registrate il giorno precedente, la spiaggia si è trasformata in un piccolo palcoscenico di entusiasmo, tra curiosi, applausi e sorrisi.
A sfidare il freddo e a immergersi nelle acque cristalline sono stati, come da tradizione, un gruppo di “temerari” ormai affiatati: Natalino Russo, Ciccio Adimari, Tommaso Russo, Cosimo Maglio, Antonio De Marco, Michele Vita, Jonatan Altomare e Luigi Oranges. Un gesto semplice, ma carico di significato, che unisce passione per il mare, voglia di mettersi in gioco e spirito di condivisione.
«È una botta di vita», racconta Ciccio Adimari subito dopo il tuffo. «Sfidi il freddo, rischi anche di ammalarti, ma lo fai consapevolmente. Io ho 65 anni, prendo due pillole per la pressione e lo faccio a mio rischio e pericolo. In tanti anni, però, non mi sono mai ammalato». Parole pronunciate con il sorriso di chi considera il tuffo un vero e proprio rito di benessere, prima ancora che una prova di coraggio.
C’è chi, invece, arriva da lontano pur di non mancare all’appuntamento. È il caso di Tommaso Russo, che vive a Francoforte ma continua a tornare a Schiavonea per Capodanno: «Ho partecipato per l’ennesima volta a questa bella manifestazione che organizza mio fratello. Da quasi sette anni cerchiamo di ampliare la partecipazione e rendere questo momento sempre più condiviso. L’acqua era un po’ ghiacciata, mancava solo il ghiaccio vero e proprio», scherza.
Non tutti, però, hanno trovato il coraggio di entrare in acqua. Qualcuno, con un pizzico di rammarico, ha dovuto rinunciare su “pressante consiglio” della moglie, preoccupata per possibili malanni, limitandosi a fare il tifo dalla riva e a immortalare la scena con foto e video.
Dal punto di vista meteo, la giornata ha certamente aiutato: le temperature erano leggermente più alte rispetto al giorno precedente, quando – ammettono i partecipanti – sarebbe stato davvero difficile pensare al tuffo. «Chissà se ci saremmo stati lo stesso», commenta qualcuno tra una risata e l’altra.
Ancora una volta, il tuffo di Capodanno a Schiavonea si conferma un appuntamento capace di unire tradizione, ironia e spirito di comunità, salutando il nuovo anno con un gesto che, per molti, è diventato ormai irrinunciabile.
foto di Gaetano Gianzi
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