Sen. Marti: «Finalmente illegittimi i divieti austriaci al Brennero, finisce la tortura per tanti autotrasportatori del Sud»

ROMA. Ecco il coraggio e la determinazione del Ministro Matteo Salvini, non soltanto nel rivendicare ma nel saper tutelare, nelle sedi competenti, gli interessi nazionali e delle tante, troppe categorie produttive, professionali e sociali del nostro Paese spesso vittime della concezione di un’Europa come mostro intoccabile e che a noi però non ha mai fatto paura.

Ecco la capacità di governare, con visione, metodo, contenuti e prospettive diverse da quelle dominanti ai tavoli burocratici comunitari, dinamiche, indirizzi, processi e interessi che non necessariamente, per esser definiti europei, devono avere un agnello sacrificale in uno dei Paesi membri.

Ed ecco, infine, come la Lega, passando sempre dalle parole ai fatti, riesce a distinguersi a Bruxelles sostenendo attese, istanze, esigenze e speranze dei lavoratori e dei cittadini, anzi tutto di quelli meridionali.

È con queste parole che il senatore Roberto Marti motiva la propria soddisfazione per la posizione assunta dalla Commissione Europea che oggi riconosce come illegittimi i divieti austriaci al Brennero, quegli stessi divieti – aggiunge – che fino ad ora hanno complicato ed esasperato migliaia di piccoli autotrasportatori dal Sud Italia ai quali sono stati resi lavoro e vita impossibili.

Sulla base della richiesta presentata dall’Italia a febbraio scorso, infatti, la Commissione ha censurato in maniera inequivocabile tutti i divieti austriaci al traffico lungo il Corridoio del Brennero in quanto contrari alla libera circolazione di beni prevista dagli articoli 34 e 35 del TFUE.

La Commissione ha preso atto della solidità della posizione italiana, portata avanti con determinazione e coraggio dal Ministro dei Trasporti Salvini.

Dopo anni di blocchi, divieti e lunghe code al Brennero, finalmente, l’autotrasporto italiano può guardare con maggiore fiducia al futuro.

L’Italia procederà ora a formalizzare il ricorso in Corte di Giustizia come previsto dall’art. 259 del Trattato per ristabilire un quadro giuridico favorevole alle imprese e tutelare il principio di libertà all’interno dell’Unione Europea.

Comunicato stampa

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