Il Tribunale del Riesame ha confermato la custodia cautelare in carcere per Alfredo Mangone, cinquantasettenne originario dell’area di Corigliano Rossano, ritenuto dagli investigatori il presunto promotore dell’associazione “Conoscenza è Libertà”, al centro di un’inchiesta della Procura di Perugia.
I giudici hanno respinto la richiesta di una misura meno afflittiva avanzata dalla difesa dell’uomo, mentre hanno disposto gli arresti domiciliari per la compagna e collaboratrice, Tatiana Ionel, 48 anni, di origine moldava. Secondo l’accusa, i due avrebbero avuto un ruolo centrale nell’organizzazione, considerata una struttura dedita alla manipolazione psicologica e allo sfruttamento economico degli adepti.
L’indagine, coordinata dalla Procura umbra e condotta dalla Squadra Mobile con il supporto del Servizio centrale operativo della Polizia, avrebbe ricostruito l’attività del gruppo tra Marche e Umbria. Gli investigatori ritengono che la presunta setta avesse inizialmente stabilito la propria base nelle Marche, trasferendosi successivamente nell’area di Pietralunga, dove sarebbe stato realizzato il quartier generale dell’associazione.
Secondo la ricostruzione accusatoria, gli adepti venivano coinvolti attraverso corsi legati all’alchimia e alla crescita spirituale, con la promessa di un percorso di elevazione personale. Una volta entrati nel gruppo, sarebbero stati progressivamente isolati dagli affetti familiari e indotti a consegnare denaro e beni all’organizzazione.
L’inchiesta ipotizza un giro economico vicino al mezzo milione di euro tra contanti, gioielli, automobili e lavoro gratuito prestato dagli adepti. Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità.
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