CORIGLIANO-ROSSANO – La necessità di raccontare il territorio senza cedere alla tentazione di una comunicazione esclusivamente celebrativa, il rischio dell’effetto boomerang delle campagne di marketing, il nodo irrisolto dei servizi, delle infrastrutture e dell’occupazione. Sono stati questi alcuni dei temi affrontati dal direttore della testata giornalistica InformazioneComunicazione.it, Matteo Lauria, intervenuto questa mattina nel corso della trasmissione nazionale Notizie Oggi, condotta da Massimo Martire e trasmessa in diretta su Canale Italia.
La puntata, dedicata al tema “La Sibaritide: analisi e prospettive”, ha riunito amministratori, imprenditori, professionisti ed esponenti del territorio per un confronto sulle prospettive di sviluppo dell’area.
Nel suo intervento, Lauria ha posto l’accento sul delicato equilibrio tra promozione turistica e rappresentazione autentica del territorio, soffermandosi su quello che ha definito un possibile effetto boomerang delle campagne di marketing.
Secondo Lauria, promuovere esclusivamente gli scorci più suggestivi della Calabria, della Sibaritide o di Corigliano-Rossano, senza affrontarne anche le criticità, rischia di produrre un risultato opposto rispetto a quello auspicato. Durante la trasmissione è stato trasmesso anche uno spot dedicato alle bellezze del territorio, occasione che ha consentito al direttore di ribadire come una comunicazione efficace debba essere soprattutto credibile.
«Il turista – ha evidenziato – viene attratto da immagini che mostrano il meglio del territorio, ma quando arriva e si confronta con servizi carenti, degrado o problematiche irrisolte, difficilmente sceglierà di tornare. Per questo la comunicazione deve poggiare sulla realtà e non su una narrazione fumosa».
Lauria ha quindi parlato di una Calabria caratterizzata da luci e ombre, ricca di patrimoni paesaggistici, culturali e ambientali, ma ancora frenata da criticità strutturali che richiedono interventi concreti.
Tra gli esempi richiamati, il problema della depurazione e il persistente olezzo che, a suo dire, continua a interessare l’area di Lido Sant’Angelo, oltre alla presenza di costruzioni abusive lungo la fascia costiera, fenomeni sui quali ha auspicato interventi decisi e risolutivi.
L’analisi si è poi spostata sugli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Pur riconoscendone la piena legittimità e la coerenza con le scelte delle amministrazioni democraticamente elette, Lauria ha espresso alcune riserve sull’efficacia economica di parte degli interventi.
Secondo il direttore di InformazioneComunicazione.it, opere di riqualificazione urbana, piazze e interventi nei centri storici rappresentano iniziative certamente apprezzabili, ma non sarebbero sufficienti a generare un indotto stabile nel tempo, limitando gli effetti economici principalmente alla fase dei lavori.
Da qui la proposta di concentrare maggiormente la progettazione su infrastrutture capaci di creare sviluppo duraturo e nuova occupazione. Tra le ipotesi richiamate figurano la realizzazione di un porto-canale capace di attraversare la città, una cabinovia (utile a rilanciare le politiche sulla montagna e a riviverla come negli anni 80) e altre opere strategiche che possano aumentare l’attrattività del territorio e produrre ricadute economiche permanenti.
Lauria ha allargato il ragionamento al quadro nazionale, sottolineando come le risorse del PNRR costituiscano comunque debito pubblico destinato a gravare sulle future generazioni. Da qui il richiamo alla necessità di utilizzare tali investimenti per creare occupazione stabile e nuova ricchezza.
«Se oggi non riusciamo a creare lavoro – ha osservato – domani sarà sempre più difficile sostenere il sistema previdenziale. Il rischio è quello di una vera e propria bomba sociale, che può essere evitata soltanto mettendo l’occupazione al centro di ogni strategia di sviluppo».
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In chiusura della trasmissione, dopo una serie di sollecitazioni e di interventi telefonici dei telespettatori, il confronto si è spostato anche sul tema dell’informazione e del ruolo del giornalismo nell’attuale contesto sociale.
Nel suo intervento, Lauria ha ribadito una posizione che sostiene da tempo: un’informazione realmente libera e indipendente può essere garantita soltanto attraverso un sistema di sostegno pubblico che destini le risorse esclusivamente a soggetti giuridici composti da giornalisti. Secondo il direttore di InformazioneComunicazione.it, occorrerebbe evitare l’erogazione di contributi a soggetti che svolgono prevalentemente altre attività imprenditoriali oltre a quella editoriale.
Un modello di questo tipo, ha spiegato, consentirebbe di assicurare condizioni economiche più dignitose ai giornalisti, troppo spesso costretti a operare in una situazione di precarietà professionale, rafforzandone al tempo stesso autonomia e indipendenza. «Solo mettendo i giornalisti nelle condizioni di lavorare senza condizionamenti economici – è stata la riflessione espressa nel corso del dibattito – si può costruire un’informazione realmente libera, nell’interesse dei cittadini e della democrazia».
Un ulteriore spunto di riflessione ha riguardato il modello di sviluppo turistico adottato negli ultimi anni. Lauria ha espresso perplessità sulla realizzazione di grandi villaggi turistici e maxi insediamenti ricettivi lungo la costa, ritenendo che questo modello finisca per produrre benefici limitati per l’economia locale.
Secondo il direttore di InformazioneComunicazione.it, il turista arriva da Milano, dal Nord Italia, dall’Europa o da altri Paesi, entra nella struttura ricettiva e vi rimane per l’intera durata della vacanza, senza instaurare un reale rapporto con il territorio. «Non passeggia nei centri cittadini, non frequenta le attività commerciali, non fa acquisti nei negozi e non contribuisce in maniera significativa all’economia diffusa della comunità ospitante», è stata la riflessione proposta nel corso del dibattito.
Lauria ha inoltre evidenziato quella che considera una contraddizione: mentre gli ospiti dei villaggi possono usufruire di tutti i servizi interni, spesso i residenti non hanno la possibilità di accedervi. «Se un cittadino del posto desidera semplicemente entrare per cenare o trascorrere una serata all’interno di una di queste strutture, nella maggior parte dei casi non gli è consentito. Si tratta di realtà chiuse, quasi blindate, che vivono separate dal contesto urbano e sociale che le ospita». E tra tra l’altro gestita da società esterne al territorio.
Da qui la domanda posta nel corso della trasmissione: quale ricaduta concreta producono questi grandi insediamenti ricettivi sul territorio? Secondo Lauria, la sfida dovrebbe essere quella di favorire un turismo aperto e integrato, capace di mettere in relazione visitatori, attività economiche, centri storici, ristorazione, commercio e servizi, affinché la presenza turistica diventi un reale motore di sviluppo per l’intera Sibaritide e non soltanto per singole strutture ricettive.






