Sicurezza sul lavoro in Calabria, Fillea Cgil all’attacco: “Basta incentivi a pioggia, servono controlli e tutele reali”

Il segretario generale Simone Celebre interviene nel dibattito politico replicando alla consigliera regionale del PD Rosellina Madeo: “Le soluzioni avanzate vanno nella direzione opposta a ciò che serve per fermare le morti nei cantieri”. Il dibattito politico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in Calabria rischia di scivolare in un impianto concettuale distorto e totalmente sconnesso dalla realtà quotidiana, caratterizzata da incidenti anche mortali, illegalità diffusa e sacche enormi di lavoro nero. È quanto dichiara con fermezza il Segretario Generale della Fillea Cgil Calabria, Simone Celebre, commentando le recenti dichiarazioni della consigliera regionale del Partito Democratico Rosellina Madeo e i relativi interventi normativi promossi a livello regionale e nazionale.
I dati drammatici e la bocciatura delle contromisure
Pur riconoscendo la veridicità dei dati richiamati dalla consigliera Madeo — che attestano un indice di mortalità regionale pari a 16 decessi per milione di lavoratori a fronte di una media nazionale di 11,2, con la provincia di Cosenza maglia nera per numero di vittime — il sindacato respinge le soluzioni avanzate dal Partito Democratico e dal Governo nazionale. Secondo la Fillea, ritenere che la risposta alla sicurezza sia la proposta di legge del PD (che prevede un Fondo nazionale da 500 milioni di euro all’anno per rimborsare fino all’80% le imprese che investono in DPI e formazione) dimostra una totale assenza di contezza su come funzionano i cantieri e il settore edile. Destinare 1,5 miliardi di euro di risorse pubbliche alle aziende senza un preventivo confronto con le parti sociali e senza intervenire sulla qualificazione reale del sistema d’impresa costituisce un incentivo a pioggia inefficace, che finisce per premiare chi è già tenuto a rispettare la legge per obbligo costituzionale e morale, analogamente alla “patente a crediti” rivelatasi uno strumento burocratico inutile.
Le vere priorità per la Fillea Cgil
Per invertire la rotta e fronteggiare l’emergenza in modo concreto, la Fillea ribadisce le priorità da tempo ignorate dalla politica a tutti i livelli:
Intensificazione dei controlli: attraverso la creazione di una rete capillare di ispettori del lavoro all’interno dei cantieri.
Presidio giudiziario mirato: con la necessaria istituzione di una Procura Nazionale dedicata ai reati sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per garantire indagini efficaci.
Sostegno economico e legale ai familiari: portando avanti la proposta di legge (Atto Camera 2904) per garantire il gratuito patrocinio ai familiari delle vittime a prescindere dal reddito — evitando che debbano indebitarsi per ottenere giustizia — e introducendo il riconoscimento dello status di “vittime del dovere” con provvisionali immediate.
Il messaggio distorto della politica
In conclusione, il segretario della Fillea Cgil mette in guardia dal messaggio culturale veicolato da tali provvedimenti, sottolineando che la sicurezza non si garantisce sollevando le imprese dalle proprie responsabilità o trasformando i controlli in un’opportunità di rimborso a carico dei contribuenti. L’invito rivolto alla consigliera Madeo è a riflettere sul principio errato che traspare da tali proposte, ovvero che anche per il PD la sicurezza rappresenti un costo di cui è urgente il rimborso.

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