Nuovo confronto tra l’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime sulla Statale 106” e Anas S.p.A. sui temi della sicurezza stradale lungo la SS106 in Calabria. L’incontro si è svolto nella sede della Struttura Territoriale Anas di Catanzaro alla presenza del presidente dell’associazione Leonardo Caligiuri, del responsabile Anas Calabria e commissario straordinario per la Statale 106, Luigi Mupo, e del responsabile Area Gestione Rete Calabria Nico Curcio.
Al centro del confronto gli interventi già avviati, quelli di prossima realizzazione e le opere in fase di progettazione lungo l’arteria stradale, da anni al centro di polemiche e denunce per le condizioni di sicurezza.
Secondo quanto comunicato dall’associazione, nei prossimi mesi partiranno diversi cantieri in tutta la regione. In provincia di Cosenza sono previsti gli interventi per la rotatoria dello svincolo di Sibari “Ciao Ciao” e per le rotatorie nell’area industriale di Corigliano-Rossano. Nel Crotonese sarà completata entro l’estate la rotatoria “Le Spighe” con l’illuminazione del tratto interessato.
Nel Catanzarese sono in programma lavori per nuove rotatorie a Botricello, Cropani, San Sostene, Sant’Andrea e Isca sullo Ionio. Previsti inoltre interventi progettuali a Belcastro, Guardavalle e Davoli, oltre al ripristino delle barriere metalliche sul ponte Barone.
In provincia di Reggio Calabria partiranno invece i lavori per la rotatoria di Monasterace e per l’adeguamento sismico del ponte di Portigliola, mentre entreranno in fase di progettazione le rotatorie di Bovalino e Casignana e gli interventi sui ponti Amendolea e Galati.
«Abbiamo evidenziato numerose criticità presenti sull’attuale tracciato della Statale 106 – ha dichiarato Leonardo Caligiuri – riscontrando disponibilità all’ascolto e attenzione concreta verso le proposte avanzate dalla nostra organizzazione».
L’associazione parla di «primi importanti risultati» ottenuti grazie al dialogo istituzionale con Anas e ribadisce l’obiettivo di continuare a lavorare per migliorare la sicurezza lungo quella che viene ancora definita la “strada della morte”.
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