Statale 106, duro affondo di Fabio Pugliese al Dibattito Pubblico sul Tronco 3: «Basta rinvii, servono strade sicure e realizzabili»

Toni duri, senza sconti e fortemente richiamati alla responsabilità collettiva. È stato un intervento dirompente quello pronunciato da Fabio Pugliese, direttore operativo dell’associazione Basta Vittime sulla Strada Statale 106, nel corso della prima riunione del Dibattito Pubblico dedicato all’ammodernamento del Tronco 3 Catanzaro–Reggio Calabria della Statale 106. Un appello accorato che sposta l’asse del confronto dalle posizioni ideali alla cruda realtà delle urgenze infrastrutturali e della salvaguardia delle vite umane.

I nodi del confronto e la scelta della concretezza

Il superamento delle soluzioni ideali: Secondo l’associazione, non è più il momento di difendere progetti ideali destinati a rimanere sulla carta per decenni. Il tracciato a monte, per costi e tempi, non risulta realisticamente percorribile.

L’obiettivo primario: La sfida condivisa deve essere quella di realizzare un’infrastruttura a quattro corsie, dotata di spartitraffico centrale, che sia sicura, economicamente sostenibile e realizzabile in tempi certi.

Il rifiuto dei criteri penalizzanti: L’associazione ha ribadito la ferma opposizione all’applicazione rigida dell’analisi costi-benefici in un territorio complesso come quello calabrese, un criterio che rischia di bloccare lo sviluppo viario.

Il monito alle istituzioni e il peso delle vittime
Il cuore dell’intervento si è spostato sul piano etico e umano, richiamando direttamente alle proprie responsabilità Governo, Ministero, ANAS, Regione e amministratori locali. Pugliese ha voluto ricordare le croci e le vite spezzate sulla famigerata arteria ionica — citando espressamente le giovani vittime Raffaele Marano, Pasquale Varano, Debora Ranieri e Vittorio Leotta — per ammonire la classe politica contro il rischio di un dibattito sterile fatto di rinvii e promesse mancate.

«Non voglio ascoltare le vostre parole e i vostri discorsi nelle chiese davanti a quelle bare bianche», ha tuonato il direttore operativo, tracciando una linea di demarcazione netta tra chi amministra con lungimiranza e chi perpetua i ritardi. Sulla Statale 106 — è il messaggio di fondo che chiude l’assemblea — il tempo non è una variabile burocratica o astratta: il tempo è vita.

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