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	<title>corigliano calabro Archivi - Informazione e Comunicazione</title>
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	<description>News, Editoria e Servizi</description>
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		<title>Paura a Calopezzati: tromba d’aria trascina i bagnanti al largo, maxi operazione di soccorso</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/paura-a-calopezzati-tromba-daria-trascina-i-bagnanti-al-largo-maxi-operazione-di-soccorso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 11:07:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[corigliano calabro]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-24-at-09.57.49-150x150.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-24-at-09.57.49-150x150.jpeg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-24-at-09.57.49-160x160.jpeg 160w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-24-at-09.57.49-320x320.jpeg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-24-at-09.57.49-45x45.jpeg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Momenti di grande apprensione sul litorale ionico dove il repentino peggioramento delle condizioni meteo ha messo a rischio la vita di diversi bagnanti. Fondamentale l&#8217;intervento delle motovedette della Guardia Costiera di Corigliano Calabro. Il litorale di Calopezzati ha vissuto ore di fortissima tensione a causa di una tromba d’aria improvvisa che ha sorpreso i bagnanti, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-24-at-09.57.49-150x150.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-24-at-09.57.49-150x150.jpeg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-24-at-09.57.49-160x160.jpeg 160w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-24-at-09.57.49-320x320.jpeg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/04/WhatsApp-Image-2021-04-24-at-09.57.49-45x45.jpeg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Momenti di grande apprensione sul litorale ionico dove il repentino peggioramento delle condizioni meteo ha messo a rischio la vita di diversi bagnanti. Fondamentale l&#8217;intervento delle motovedette della Guardia Costiera di Corigliano Calabro.</p>
<p>Il litorale di Calopezzati ha vissuto ore di fortissima tensione a causa di una tromba d’aria improvvisa che ha sorpreso i bagnanti, dando il via a una complessa operazione di soccorso durata intere ore, dalle 16:00 fino a sera inoltrata.</p>
<p>La dinamica dell&#8217;incidente: dai gonfiabili al rischio in mare<br />
Tutto è iniziato nel pomeriggio, quando una tromba d’aria si è abbattuta sulla costa, sollevando raffiche di vento violente. La forza del vento ha trascinato in acqua numerosi materassini e gonfiabili che si trovavano sulla spiaggia. In un gesto istintivo e rischioso, diversi bagnanti si sono tuffati in mare nel tentativo di recuperare le attrezzature, finendo però rapidamente in balia delle correnti e delle onde, perdendo la capacità di rientrare autonomamente a riva.</p>
<p>L&#8217;intervento della Guardia Costiera<br />
Di fronte all&#8217;emergenza, è scattata immediatamente la macchina dei soccorsi. La Capitaneria di Porto di Corigliano Calabro, guidata dal comandante Tullio Arcangeli, ha coordinato un&#8217;imponente operazione mettendo in campo due motovedette. Per garantire un monitoraggio capillare dello specchio d’acqua e assicurarsi che non vi fossero persone in difficoltà o disperse, è stato richiesto e ottenuto il supporto aereo di un velivolo giunto dal compartimento di Reggio Calabria.</p>
<p>Le ricerche, condotte in condizioni meteomarine proibitive, sono andate avanti fino alle 21:00 circa, con controlli serrati anche lungo i lidi per verificare che tutti i bagnanti fossero effettivamente rientrati.</p>
<p>Un lieto fine e un monito alla prudenza<br />
Fortunatamente, l&#8217;incubo si è concluso senza dispersi: tutte le persone coinvolte sono state individuate e messe in salvo. L&#8217;operazione, pur nella sua difficoltà, ha confermato l&#8217;efficienza dei presidi della Guardia Costiera.</p>
<p>L&#8217;episodio rappresenta un drammatico richiamo alla prudenza per tutti i frequentatori delle spiagge: in presenza di fenomeni meteorologici avversi — come vento forte o mare mosso — è fondamentale evitare di tentare il recupero di materassini, gonfiabili o qualsiasi altra attrezzatura trascinata al largo. La sicurezza personale deve sempre prevalere sulla salvaguardia degli oggetti, soprattutto quando le condizioni del mare rendono quasi impossibile il rientro verso la costa.</p>
<p>Erosione costiera a Calopezzati, Laghi: «Litorale e cittadini non possono pagare i tempi della burocrazia»<br />
Il consigliere regionale e segretario questore deposita un&#8217;interrogazione urgente alla Giunta regionale per fare chiarezza sui due interventi da 2 milioni di euro ciascuno, bloccati da anni e con una pratica risultata &#8220;annullata&#8221; nello sportello ambientale.</p>
<p>«Ormai da molto anni il Comune di Calopezzati è colpito dal fenomeno dell&#8217;erosione costiera, che ha progressivamente consumato il litorale e messo a rischio abitazioni, attività economiche e la stessa vivibilità di un tratto di costa che meriterebbe una accorta e continua tutela. Di fronte a un&#8217;emergenza di questa portata, la Regione Calabria non può permettersi ulteriori rinvii».</p>
<p>Con queste parole il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi, interviene con fermezza sul grave stato di degrado e abbandono in cui versa la costa ionica calabrese, annunciando il deposito di un&#8217;interrogazione a risposta scritta rivolta alla Giunta regionale.</p>
<p>Un iter infinito: 4 milioni di euro bloccati da sette anni<br />
Il quadro delineato dal consigliere evidenzia una situazione paradossale. Calopezzati sconta da anni un progressivo consumo della linea di costa che rende indispensabili interventi immediati, dal ripascimento della spiaggia alla realizzazione di pennelli di contenimento.</p>
<p>Nel gennaio 2018, ricorda Laghi, erano stati stanziati complessivamente 4 milioni di euro attraverso il primo Atto Integrativo all&#8217;Accordo di programma tra il Ministero dell&#8217;Ambiente e la Regione Calabria, suddivisi in due distinti interventi da 2 milioni di euro ciascuno. Sebbene nel marzo 2019 sia stato nominato il responsabile unico del procedimento (RUP) per l&#8217;avvio delle opere, a distanza di sette anni i cantieri restano al palo, intrappolati in un iter burocratico inceppato senza giustificazioni evidenti.</p>
<p>Il giallo della pratica &#8220;annullata&#8221;<br />
A peggiorare il quadro si aggiunge un elemento di forte preoccupazione: una delle due pratiche, relativa al secondo stralcio dell&#8217;intervento, risulta registrata con lo stato di &#8220;annullata&#8221; nel portale dello sportello ambientale regionale dal febbraio 2025. Una notizia che ha generato sconcerto e allarme tra i cittadini e l&#8217;amministrazione comunale, poiché mette concretamente a rischio la tenuta stessa dei finanziamenti statali ottenuti.</p>
<p>L&#8217;appello al fianco del Sindaco Giudiceandrea<br />
Ferdinando Laghi ribadisce la propria vicinanza istituzionale al sindaco Antonello Edoardo Giudiceandrea, impegnato in una battaglia cruciale per salvare un tratto di costa a forte rischio di scomparsa:</p>
<p>«Calopezzati non può continuare a pagare i tempi di un apparato che dovrebbe essere al servizio dei territori e non un ostacolo alla loro tutela».</p>
<p>Con l&#8217;interrogazione depositata, il consigliere regionale chiede all&#8217;esecutivo regionale e all&#8217;assessore competente di fare piena luce sulle cause che hanno paralizzato l&#8217;iter amministrativo, di sanare la posizione della pratica autorizzativa bloccata, di confermare l&#8217;integrale disponibilità delle risorse e di stabilire un cronoprogramma certo e vincolante per la ripresa e la conclusione dei lavori di salvaguardia.</p>
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		<title>La casa editrice M.I.T. di Corigliano Calabro, racconto di Martino A. Rizzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Informazione &#38; Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 May 2024 09:56:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Alfredo Gigliotti]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2024/05/1-visita-alla-MIT-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>A chi fa ricerca capita sovente di imbattersi in libri editi dalla “M.I.T. di Corigliano Calabro” e allora viene spontaneo porsi delle domande su questa casa editrice che a Corigliano ormai non c’è più ma che per alcuni anni pose la città al centro del mondo dell’editoria e della tipografia calabrese. La M.I.T., “Meridionale Industria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2024/05/1-visita-alla-MIT-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>A chi fa ricerca capita sovente di imbattersi in libri editi dalla “M.I.T. di Corigliano Calabro” e allora viene spontaneo porsi delle domande su questa casa editrice che a Corigliano ormai non c’è più ma che per alcuni anni pose la città al centro del mondo dell’editoria e della tipografia calabrese.</p>
<p>La M.I.T., “Meridionale Industria Tipografica”, venne fondata da Alfredo Gigliotti, un insegnate con il pallino dell’arte tipografica che era arrivato a Corigliano, insieme alla moglie Lina Sottile, nel settembre del 1953 con un incarico di insegnamento.</p>
<p>Gigliotti amava la poesia e l’editoria e aveva al suo attivo la pubblicazione a Cosenza di alcuni giornaletti e opuscoli oltre a qualche testo di poesie: “Riflessi d&#8217;anima” (1940), “Fiori di Sila” (1944). Dal 1949 aveva curato la rivista cosentina “Scrittori Calabresi” dove pubblicava anche suoi componimenti. Da tempo però accarezzava l’idea di una propria tipografia dove poter dare spazio agli uomini di cultura calabresi e del meridione in genere. Guardandosi intorno ritenne che Corigliano, città di 25 mila abitanti e culturalmente viva, fosse il posto giusto nel quale poter finalmente attivare il suo progetto che iniziò a prendere forma negli incontri serali presso l’osteria del famoso poeta dialettale Antonio Ungaro, “Ciccuzzo”, «bottega-ritrovo di amici, fucina di appassionate discussioni di arte e poesia», dove, continua Gigliotti, gli amici «attizzavano il fuoco perché io mettessi su al più presto la tipografia di cui andavo parlando e regalassi loro qualche colonna di spazio di un giornale locale del quale si era già trovato il titolo».</p>
<p>Così nacque la M.I.T. la cui prima sede si trovava in via dei Cinquecento e dove vi lavoravano Emilio Spinelli, Micuccio De Luca, Dino Baruzzi, Ottavio Graziano, il giovanissimo Giosino Santella e Ciccio Santolucido, che ne «era l’anima, e la sentiva come cosa sua, giacché l’aveva vista nascere passo passo, sacrificio dopo sacrificio».</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-142836" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2024/05/2-Gigliotti-e-Santolucido-308x300.jpg" alt="" width="308" height="300" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2024/05/2-Gigliotti-e-Santolucido-308x300.jpg 308w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2024/05/2-Gigliotti-e-Santolucido.jpg 365w" sizes="(max-width: 308px) 100vw, 308px" /></p>
<p>La M.I.T. acquisì anche i macchinari provenienti dalla vecchia tipografia del cav. Dragosei, che nel tempo era passata di mano in mano, e iniziò a stampare il “Cor Bonum, Mensile politico d’informazione”, periodico che in città si pubblicava da anni sotto il controllo vigile e severo dell’avvocato Giovanni Battista Policastri, dominus del mensile.</p>
<p>Era immaginabile però che la sola attività di tipografia stesse stretta al “professorǝ”, come tutti chiamavano Gigliotti, e così la M.I.T. iniziò una fiorente attività di editoria.</p>
<p>Tanti sono i titoli “sfornati” dalla casa editrice coriglianese, per ricordarne qualcuno: innanzitutto “Duonnu Pantu”, libro col quale esordì e che fece rumore e scandalo, e poi “Musa Bruzia” di Domenico Adamo, “Momenti” e “Vita di un dirigente” di Gino Bloise, “Poesie alle donne” di Gaetano Gargiulo, “Fiori di Sila” e “Sila, terra mia” dello stesso Gigliotti, “Diario d’Amore” di Sharo Gambino, “Annannu … vidennu” di Emanuele Di Bartolo, “Sottovoce” di Irene De Pace, “Robertino nel regno della TV” e “Graziella, favola d’oggi” di Elvira Uva Pedatella, “Francesco Antonio Piro. Contributo alla storia della Calabria e del pensiero filosofico del Settecento” di Pietro Addante, “L’amor sorrideva lassù” di Luigi Scarpelli e si potrebbe continuare ancora per molto.</p>
<p>A rinforzare la squadra della tipografia, che nel frattempo era stata trasferita in Via Vittorio Emanuele, arrivarono Franco Tullio e Gino Zangaro.</p>
<p>Nel 1961 la M.I.T. di Corigliano iniziò la pubblicazione della rivista “Rassegna Calabrese” che annoverava tra i collaboratori personaggi del calibro di Sharo Gambino che nella sua carriera giornalistica collaborò con diversi quotidiani nazionali e locali, da «Il Messaggero » alla «Gazzetta del Sud » e per circa un trentennio con la Rai, di Giuseppe Selvaggi, cassanese, poeta e giornalista parlamentare per &#8220;Il Tempo&#8221; e &#8220;Il Messaggero&#8221; e direttore delle riviste culturali &#8220;Idea&#8221; e &#8220;Pianeta&#8221;, dello scrittore catanzarese Domenico Pittelli, indimenticabile autore di “Catanzaro d’altri tempi”, di Gino Bloise, che accompagnava l&#8217;impegno politico con una lunga e intensa attività di poeta coltivata con entusiasmo per tutta la vita, di Aldo Amato e di Peppino Franzè, uomini di cultura coriglianesi.</p>
<p>Sempre nel 1961 la tipografia venne dotata di una macchina linotype che consentì la realizzazione della composizione tipografica in modo moderno e veloce e, per inciso, questo tipo di macchina fu un’assoluta novità per una città della Calabria non capoluogo di provincia.</p>
<p>La M.I.T. nel 1962 iniziò a stampare “Il Rapido. Quindicinale d’informazione di Corigliano, Rossano, Acri e paesi viciniori”, una testata di informazione alla quale collaboravano giovani e meno giovani entusiasti di questa nuova esperienza: Stefano Scigliano, i fratelli Cardamone, Raffaele Mazziotti, Ermanno Candido e lo stesso Ciccio Santolucido, infaticabile, che correggeva bozze e scriveva articoli. «Il Rapido» fu per Ciccio Santolucido, che lo fondò con Gigliotti, «una creatura diletta. Quasi creatura umana».</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-142837" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2024/05/3-Il-Rapido4-401x300.jpg" alt="" width="401" height="300" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2024/05/3-Il-Rapido4-401x300.jpg 401w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2024/05/3-Il-Rapido4-1024x765.jpg 1024w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2024/05/3-Il-Rapido4-768x574.jpg 768w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2024/05/3-Il-Rapido4.jpg 1504w" sizes="(max-width: 401px) 100vw, 401px" /></p>
<p>Nell’estate del 1964 la M.I.T. venne trasferita a Cosenza vicino all’Autostazione ma mai si interruppe il rapporto della M.I.T. e del “professorǝ” con Corigliano, città alla quale Gigliotti rimase sempre sentimentalmente legato e al “professorǝ” rimasero per sempre legati i tanti giovani che, grazie alla scuola frequentata alla M.I.T., divennero valenti professionisti dell’arte tipografica e dell’editoria.</p>
<p><strong>Martino A. Rizzo </strong></p>
<table style="border-collapse: collapse; width: 100%; height: 154px;" border="1">
<tbody>
<tr style="height: 154px;">
<td style="width: 25%; height: 154px;"><img decoding="async" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG-20200414-WA0010.jpg" alt="" width="169" height="150" /></td>
<td style="width: 75%; height: 154px;">
<h3 style="color: #008a81; margin-bottom: 8px; font-size: 24px;"><strong>I racconti di Martino A. Rizzo ~ ogni mercoledì su I&amp;C</strong></h3>
<p>Martino Antonio Rizzo è un grande curioso di storie e avvenimenti rossanesi, coriglianesi e più in generale calabresi e gli articoli che prepara per Informazione &amp; Comunicazione non sono altro che il risultato delle ricerche utili a soddisfare queste sue curiosità. Frutto di tale attività è stata anche la realizzazione del sito <a href="http://www.AnticaBibliotecaCoriglianoRossano.it">AnticaBibliotecaCoriglianoRossano</a> che ormai si è meritato un posto di rilevo tra i siti contenenti libri, articoli e fotografie sulla Calabria, tutti liberamente scaricabili.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/la-casa-editrice-m-i-t-di-corigliano-calabro-racconto-di-martino-a-rizzo/">La casa editrice M.I.T. di Corigliano Calabro, racconto di Martino A. Rizzo</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
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		<title>I Boomdabash pronti a far ballare Corigliano-Rossano, sul palco anche Casa Surace per “alto mare”</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/i-boomdabash-pronti-a-far-ballare-corigliano-rossano-sul-palco-anche-casa-surace-per-alto-mare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Informazione &#38; Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 08:56:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Boomdabash]]></category>
		<category><![CDATA[corigliano calabro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CORIGLIANO-ROSSANO, 1º agosto 2023 &#8211; «&#8221;Venduti&#8221; è l’accusa che ci fanno più spesso da quando abbiamo messo piede nel mainstream, l’abbiamo voluto trasformare in un punto di forza e in un messaggio contro gli hater: siamo quello che abbiamo sempre voluto essere – raccontano i Boomdabash – il titolo del nuovo album (uscito il 14 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/i-boomdabash-pronti-a-far-ballare-corigliano-rossano-sul-palco-anche-casa-surace-per-alto-mare/">I Boomdabash pronti a far ballare Corigliano-Rossano, sul palco anche Casa Surace per “alto mare”</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">CORIGLIANO-ROSSANO, 1º agosto 2023 &#8211; «&#8221;Venduti&#8221; è l’accusa che ci fanno più spesso da quando abbiamo messo piede nel mainstream, l’abbiamo voluto trasformare in un punto di forza e in un messaggio contro gli hater: siamo quello che abbiamo sempre voluto essere – raccontano i Boomdabash – il titolo del nuovo album (uscito il 14 luglio) fa pensare a un disco di sole hit radiofoniche ma è esattamente il contrario, c’è tanto reggae e tanta dancehall, tanto ritorno allo stile delle origini rivisitato e attualizzato».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-130503" src="https://www.informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/08/BOOMDABAS-LOCANDINA-ORIZZONTALE-e1690880164152.jpg" alt="" width="660" height="360" /></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>I Boomdabash, dopo i successi raccolti in ogni tappa del loro tour 2023, faranno tappa anche a Corigliano-Rossano, nel cartellone del CoRo Music Fest, con il loro Summer Tour 2023 &#8211; The party specialists, il 4 agosto al Palmeto di Schiavonea – dalle ore 22 &#8211; per un&#8217;altra serata tutta da ballare a ingresso gratuito.</strong> Una grande festa a cielo aperto con la band salentina. La voglia di divertirsi e scatenarsi è il passepartout con cui i Boomdabash hanno conquistato con grande successo. La band salentina campione di tormentoni con la loro carica e la loro musica negli ultimi ha scalato le classifiche hanno dato il via alla vera festa. Biggie Bash (voce), Payà (voce), Dj Blazon e Mr. Ketra (beatmaker) suoneranno sul palco alcuni dei brani del loro ultimo album, &#8220;Venduti&#8221;, per poi passare alle loro hit. Da &#8220;Tropicana&#8221; feat. Annalisa a &#8220;Don’t Worry&#8221;, passando per &#8220;Non ti dico no&#8221; con Loredana Berté, “Per un milione&#8221; (canzone che portarono a Sanremo nel 2019), la più recente &#8220;Lambada&#8221; con Paola e Chiara fino ad arrivare alla collaborazione sempre fruttuosa con la compatriota salentina Alessandra Amoroso: &#8220;A tre passi da te&#8221;, &#8220;Mambo Salentino&#8221; e &#8220;Karaoke&#8221;, quest&#8217;ultima sicuramente la canzone più conosciuta del gruppo.</p>
<p style="font-weight: 400;"> Ma le cose belle legate al concerto dei Boomdabash non finiscono qui. Si chiama, infatti, <strong>&#8220;Alto Mare&#8221; il progetto sviluppato da Save The Planet con l&#8217;obiettivo di sensibilizzare la comunità sul tema relativo alla tutela degli oceani, e in particolare sul rischio estinzione delle balene. L&#8217;associazione ha subito trovato il sostegno del collettivo Casa Surace e del gruppo musicale Boombadash, che hanno sposato l&#8217;iniziativa a conferma del loro impegno su temi legati alla sostenibilità</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Durante due sole delle tappe del tour estivo dei Boomdabash (quella già stata del 22 luglio a Gallipoli e del 4 agosto a Corigliano-Rossano), la band salentina ospiterà sul palco i ragazzi di Casa Surace &#8211; famosissimo gruppo comico campano &#8211; che si esibiranno in uno sketch pensato per sensibilizzare il pubblico e diffondere il messaggio del progetto. La factory campana promuoverà il progetto dedicato alla tutela degli oceani e delle balene ideato e sviluppato da Save the Planet.  Alto Mare è un progetto che prende le mosse da un episodio avvenuto nel 2007 nelle colline di Orciano Pisano, nella piena periferia di Pisa, quando venne rinvenuto un fossile di balena. Oggi, lo scheletro è al centro di una delle sale del Museo di Geologia e Paleontologia di Firenze ed è protagonista di un innovativo allestimento di tipo immersivo e ha dato vita alla sala “Storie di una balena”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il <strong>5 agosto</strong> sempre al <strong>Palmeto di Schiavonea</strong>, ingresso gratuito, ore 22, ci sarà il <strong>concerto-spettacolo di Edoardo Bennato</strong>. Quello di Edoardo Bennato sarà un concerto all’insegna dell’energia che da sempre lo contraddistingue, che farà vivere agli spettatori un’esperienza sorprendente ripercorrendo la sua carriera musicale attraverso i brani ormai inseriti tra le canzoni più amate di sempre. Sarà un continuo mescolarsi di emozioni tra nuovi successi e le canzoni più note del cantautore campano, considerato tra i maggiori esponenti del rock, che toccherà con il suo tour estivo varie tappe italiane per l’intero periodo.</p>
<p>comunicato stampa</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/i-boomdabash-pronti-a-far-ballare-corigliano-rossano-sul-palco-anche-casa-surace-per-alto-mare/">I Boomdabash pronti a far ballare Corigliano-Rossano, sul palco anche Casa Surace per “alto mare”</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
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		<title>Nel 1961 l&#8217;arrivo di Fanfani a Corigliano-Rossano e a Paludi, racconto di Martino A. Rizzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Informazione &#38; Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2023 13:20:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/5-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/5-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/5-80x80.jpg 80w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/5-320x320.jpg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/5-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Il 14 aprile 1961 il sen. Amintore Fanfani, Presidente del Consiglio in carica, arrivò in visita ufficiale a Rossano dove venne accolto con grande entusiasmo. A fare gli onori di casa c’erano tutte le autorità e i notabili del paese con in prima fila il sindaco Michele Scazziota, il vescovo mons. Giovanni Rizzo e il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/nel-1961-larrivo-di-fanfani-a-corigliano-rossano-e-a-paludi-racconto-di-martino-a-rizzo/">Nel 1961 l&#8217;arrivo di Fanfani a Corigliano-Rossano e a Paludi, racconto di Martino A. Rizzo</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/5-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/5-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/5-80x80.jpg 80w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/5-320x320.jpg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/5-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-122792" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/1-Anni-60-M.-Scazziota-con-A.Fanfani-a-Rossano.jpg" alt="" width="1725" height="1310" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/1-Anni-60-M.-Scazziota-con-A.Fanfani-a-Rossano.jpg 1725w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/1-Anni-60-M.-Scazziota-con-A.Fanfani-a-Rossano-395x300.jpg 395w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/1-Anni-60-M.-Scazziota-con-A.Fanfani-a-Rossano-1024x778.jpg 1024w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/1-Anni-60-M.-Scazziota-con-A.Fanfani-a-Rossano-768x583.jpg 768w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/1-Anni-60-M.-Scazziota-con-A.Fanfani-a-Rossano-1536x1166.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1725px) 100vw, 1725px" /></p>
<p>Il 14 aprile 1961 il sen. Amintore Fanfani, Presidente del Consiglio in carica, arrivò in visita ufficiale a Rossano dove venne accolto con grande entusiasmo. A fare gli<br />
onori di casa c’erano tutte le autorità e i notabili del paese con in prima fila il sindaco Michele Scazziota, il vescovo mons. Giovanni Rizzo e il senatore Antonio<br />
Berlingieri. Andrea Rapisarda così raccontò l’avvenimento su Il Messaggero del 15 aprile: «Rossano, che dopo la caduta di Roma fu per più secoli la principale città<br />
della Calabria, è oggi una bella cittadina di oltre ventimila abitanti, ricca di ricordi bizantini, ha tributato all&#8217;ospite accoglienze calorose, anche perché il vicino villaggio<br />
Paludi, i cui abitanti erano venuti in massa recando numerosi cartelli, è il luogo natale della madre di Fanfani».<br />
Il Giornale d&#8217;Italia del 16 aprile, a sua volta, mise in risalto le parole del Sindaco che «Rivolto al Presidente Fanfani in modo particolare, gli esprime la gioia di Rossano di ricevere per la prima volta il Presidente del Consiglio dei Ministri. Fa presente, con<br />
parole sincere e sentite, le necessità della popolazione rossanese che ancora deve avere un acquedotto, una fognatura, una rete idrica interna e che ancora attende che sia completata la strada Rossano-Sila. Ha chiesto che si provveda a risanare i popolari<br />
rioni di Pente e Bancato, che si diano case ai lavoratori. Il saluto del sindaco è stato applauditissimo, così come è stato applaudito l’indirizzo di saluto rivolto agli ospiti dal sen. Antonio Berlingieri».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-122793" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/2-1961-Visita-di-Fanfani-a-Rossanofoto-del.sig_.D.C..jpg" alt="" width="2035" height="1405" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/2-1961-Visita-di-Fanfani-a-Rossanofoto-del.sig_.D.C..jpg 2035w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/2-1961-Visita-di-Fanfani-a-Rossanofoto-del.sig_.D.C.-435x300.jpg 435w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/2-1961-Visita-di-Fanfani-a-Rossanofoto-del.sig_.D.C.-1024x707.jpg 1024w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/2-1961-Visita-di-Fanfani-a-Rossanofoto-del.sig_.D.C.-768x530.jpg 768w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/2-1961-Visita-di-Fanfani-a-Rossanofoto-del.sig_.D.C.-1536x1060.jpg 1536w" sizes="(max-width: 2035px) 100vw, 2035px" /></p>
<p>«Fanfani ha risposto appellandosi ai vecchi perché dicano ai giovani quello che<br />
appena quindici anni fa mancava e quello che oggi si è fatto, e perché invitino quindi<br />
le ultime generazioni a credere in quello che si farà per legarle più stabilmente alla<br />
fiducia verso le libere istituzioni e le grandi opere della Patria»; Corriere della Sera,<br />
15-4-61. Aggiunse altresì che «Chiedo ai calabresi il loro contributo alla battaglia per<br />
la libertà, ma dichiaro pure che è giunta l&amp;#39;ora di restituire ai meridionali quello che<br />
essi hanno dato per la libertà e il progresso d&amp;#39;Italia»; Andrea Rapisarda &#8211; Il<br />
Messaggero, 15-4-61.<br />
Durante il pranzo l’arcivescovo sollecitò il presidente del consiglio a occuparsi del<br />
completamento della Scuola di Arti e Mestieri dei Padri Giuseppini, allo Scalo. Come<br />
omaggio, a ricordo della visita, a Fanfani venne offerta la copia della pianta della<br />
città realizzata da Piatti e le pubblicazioni di Francesco Russo sul Codex e<br />
sull’Achiropita. Terminata la visita a Rossano, l’on. Fanfani partì a tutta velocità<br />
verso la vicina Paludi, paese che, come già detto, aveva dato i natali a sua madre<br />
Anita Leo Fanfani.<br />
E il Corriere della Sera del 15 aprile riportò che «Fanfani è passato dalla stupenda e<br />
fiorita Rossano bizantina tutta raccolta intorno alla sua Madonna “non dipinta da</p>
<p>mano umana”, da una Rossano piena di movimento moderno e di animazione, alla<br />
piccola e antica Paludi, dove le donne vestono ancora di nero, come monache, come<br />
sante, come Madonne. Si passa, tra Rossano e Paludi, attraverso poderi e giardini,<br />
frutteti e seminati, aranceti in fiore e nespoleti. Una volta, molta parte di questa terra<br />
era sotto la malaria: la quarantana e la terzana di Sibari. Tanto Rossano che Paludi,<br />
erano pavesate, sui balconi attraverso le vie, dalle sontuose coperte delle spose<br />
calabresi».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-122794" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/3-Amintore-Fanfani-a-Paludi.jpg" alt="" width="703" height="527" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/3-Amintore-Fanfani-a-Paludi.jpg 703w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/3-Amintore-Fanfani-a-Paludi-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 703px) 100vw, 703px" /></p>
<p>Anche a Paludi Fanfani venne accolto dal sindaco, dott. Francesco Salatino, e dalle<br />
autorità del paese. «Paludi ha riservato al Presidente del Consiglio accoglienze che lo<br />
hanno commosso profondamente: il sindaco dott. Francesco Salatino gli ha conferito<br />
la cittadinanza onoraria, mentre una folla compatta e plaudente, intorno a lui, ripeteva<br />
gli evviva che si leggevano a centinaia sugli striscioni alti un metro di cui erano<br />
pavesate le nerastre mura del paesino. Poi Fanfani è salito sul balcone del municipio,<br />
da dove ha risposto al saluto del sindaco rivolgendo parole di ringraziamento alla<br />
popolazione. Prima di lasciare Paludi, mentre già le macchine del seguito che lo<br />
avevano rincorso si incominciavano a intravedere alla base del&#8217;erta salita, Fanfani ha<br />
visitato la casa materna, accolto da numerosi parenti che tuttora vi abitano»; Sandro<br />
Brugnolini &#8211; Il Popolo, 15-4-61.<br />
Da Paludi il corteo si diresse a Corigliano dove fece i1 suo ingresso alle 16,30.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-122795" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/4.jpg" alt="" width="532" height="412" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/4.jpg 532w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/4-387x300.jpg 387w" sizes="(max-width: 532px) 100vw, 532px" /></p>
<p>«Nell&#8217;abitato i damaschi si erano infittiti: sventolavano dai balconi, tesi fra i palazzi,<br />
mentre ai lati della strada principale migliaia di alunni delle scuole elementari e gli<br />
studenti delle medie agitavano bandierine tricolori. […] Così, dopo che il Sindaco<br />
avv. Leonetti aveva illustrato i problemi più urgenti, dalla viabilità alla<br />
industrializzazione, dall&#8217;esigenza di sfruttare in loco le risorse dell&#8217;agricoltura alla<br />
necessità di creare una scuola professionale e di valorizzare la montagna di<br />
Corigliano; più d&#8217;uno, preso coraggio, si è fatto avanti. Uno ha sollecitato<br />
provvidenze per gli artigiani, e un altro ha fatto presente l&#8217;opportunità di dotare quel<br />
centro di impianti sportivi»; Cronaca di Calabria, 20-4-61.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-122796" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/5.jpg" alt="" width="565" height="420" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/5.jpg 565w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/03/5-404x300.jpg 404w" sizes="(max-width: 565px) 100vw, 565px" /></p>
<p>P.S.: Altre foto relative alla visita del sen. Fanfani si possono vedere sul sito<br />
<a href="https://anticabibliotecacoriglianorossano.it/aree-tematiche/1961-la-visita-del-">https://anticabibliotecacoriglianorossano.it/aree-tematiche/1961-la-visita-del-</a><br />
presidente-del-consiglio-amintore-fanfani-a-corigliano-rossano/</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il capolavoro del “Salve Regina” al Castello di Corigliano, racconto di Martino A. Rizzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Informazione &#38; Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2023 13:24:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230104_102223-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230104_102223-150x150.png 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230104_102223-80x80.png 80w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230104_102223-320x320.png 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230104_102223-45x45.png 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Il Castello di Corigliano è una grande e bellissima bomboniera ricca di tante opere d’arte ma tra queste, nella Cappella del maniero, svetta un autentico capolavoro, il dipinto “Salve Regina” di Domenico Morelli. Alla seconda Esposizione Nazionale di Belle Arti che si tenne a Milano nel 1872, fu la principale attrazione. Si andava all’Esposizione per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230104_102223-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230104_102223-150x150.png 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230104_102223-80x80.png 80w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230104_102223-320x320.png 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/01/IMG_20230104_102223-45x45.png 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-120079" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/01/1-Madonna-delle-rose-di-Domenico-Morelli.png" alt="" width="1073" height="2242" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/01/1-Madonna-delle-rose-di-Domenico-Morelli.png 1073w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/01/1-Madonna-delle-rose-di-Domenico-Morelli-144x300.png 144w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/01/1-Madonna-delle-rose-di-Domenico-Morelli-490x1024.png 490w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/01/1-Madonna-delle-rose-di-Domenico-Morelli-768x1605.png 768w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/01/1-Madonna-delle-rose-di-Domenico-Morelli-735x1536.png 735w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/01/1-Madonna-delle-rose-di-Domenico-Morelli-980x2048.png 980w" sizes="(max-width: 1073px) 100vw, 1073px" /></p>
<p>Il Castello di Corigliano è una grande e bellissima bomboniera ricca di tante opere d’arte ma tra queste, nella Cappella del maniero, svetta un autentico capolavoro, il dipinto “Salve Regina” di Domenico Morelli. Alla seconda Esposizione Nazionale di Belle Arti che si tenne a Milano nel 1872, fu la principale attrazione. Si andava all’Esposizione per ammirare le bellezze della mostra, ma i visitatori non seguivano in modo ordinato il percorso programmato per girare tra le sale in quanto correvano innanzitutto alla Galleria della Pittura ansiosi di godere del gran dipinto del Morelli che, insieme al “Genio di Beniamino Franklina” di Giulio Monteverde nella Galleria della Scultura, secondo Michele Uda, «erano fari luminosi; tutta la Mostra vi convergeva e vi si accentrava; ne aveva luce, calore, vita — vi s’intonava». E il letterato Francesco dell’Ongaro sulla manifestazione di Milano scriveva: «La pittura sacra ha pochi rappresentanti all&#8217;Esposizione, ma c&#8217;è fra questi pochi il Morelli, che basta per tutti», per poi aggiungere che «la Salve Regina che tutti si accordano a riguardare come la pittura più notevole della nostra Esposizione».</p>
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<p>Di questa opera i giornali avevano iniziato a parlare ancor prima che fosse terminata e quindi sulla stessa si era creata una grande attesa. Un anonimo cronista de “Il Piccolo” il 18 maggio 1872 aveva informato l’opinione pubblica che il famoso pittore stava lavorando a «una Madonna che esprime semplicità e verità» e il 20 giugno dello stesso anno Federigo Verdinois, grande uomo di cultura e giornalista, diede una lunga e accurata descrizione dell’opera su “Il Giornale di Napoli”, fatto che fece supporre che fosse quasi ultimata. Poi il 10 agosto, sempre su “Il Giornale di Napoli”, apparve la notizia che la Madonna, ormai diventata celebre, era stata scelta per essere inviata all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano.</p>
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<p>Eppure il quadro non aveva avuto una gestazione facile. Di sicuro era stato ordinato al maestro napoletano Domenico Morelli dal barone Luigi Compagna già prima del 1867. Infatti Ferdinando Muggirei, precettore della famiglia Compagna, in una lettera del 4 dicembre 1867 informò il barone che, passando da Napoli, aveva visto il Morelli lavorare al trittico. Trascorreva però il tempo e la Madonna a Corigliano non arrivava e così nel febbraio 1872 il barone Compagna protestò duramente con Morelli per il ritardo nella consegna. Il maestro, a sua difesa, rispose che il motivo della lungaggine dei tempi era dovuto alla circostanza che sul più bello del lavoro aveva fatto festa la modella con la quale lavorava e concluse la lettera promettendo la consegna per la Pasqua del 1872.</p>
<p>Fin dall’inizio, comunque, l’opera venne pensata come un trittico con al centro la Madonna con il Bambino in trono e ai lati i santi Antonio Abate e Agostino. La scelta formale del trittico, l’uso del supporto in legno, la parchettatura sul retro, la cornice neogotica e alcuni particolari iconografici, come il trono con ornati cosmateschi fanno ritenere che l’opera fosse stata ideata pensando a una pala d’altare. La realizzazione della cornice era stata affidata all’intagliatore fiorentino Emilio Franceschi che si era trasferito a Napoli dove poi iniziò a insegnare, come Morelli, all’istituto di Belle Arti,</p>
<p>All’Esposizione di Milano arrivò però solo la parte centrale dell’opera anche se il Morelli in una lettera all’amico artista Eleuterio Pagliano lo aveva informato che aveva «quasi finito i due Santi che vorrei accanto alla Madonna, e questi li porterò in Calabria fra i briganti, e di là vorrei venire a Milano».</p>
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<p>Sempre per il dell’Ongaro, l’opera veniva salutata come un «dipinto nuovo, nuovissimo nel suo genere. C’è la luce e il calore della grande pittura antica; ma non è un quadro di sola intonazione ottica, bensì, e in grado maggiore, di tutto il sentimento moderno».</p>
<p>Questa novità comunque non venne accolta benevolmente dai critici tradizionalisti. Infatti tra il coro di applausi si elevò anche qualche voce dissonante. Pietro Coccoluto Ferrigni commentò: «Salutare la madre di Cristo come regina dè cieli e incominciare dal togliere l’aureola che pel solito le splende sul capo mi pare una contraddizione flagrante… Non è la regina del cielo cattolico quella donna ebrea dalle forme un po’ volgari e comuni, che appoggia i piedi sopra un solido pavimento, … Siamo, in ogni caso, molto lontani dal misticismo religioso della Salve Regina!».</p>
<p>Sull’opera resta comunque emblematico il giudizio di Giustino Fortunato: «È un dipinto nuovo, nuovissimo nel suo genere. C’è la luce e il calore della grande pittura antica; ma non è un quadro di sola intonazione ottica, bensì, e in grado maggiore, di tutto il sentimento moderno. Non è più la Madonna del seicento, tipo comune, e, fino a un certo punto, anche volgare, che del divino non abbia se non l’areola convenzionale. È invece la Maria del Vangelo, come venne dipinta e concepita ne’ primi secoli del cristianesimo; umile ed amorosa, ma non già paganizzata dall’esagerazione e dalla goffaggine del culto popolare. Vestita modestamente, di ricco non ha che il seggio – simbolo dell’affetto e della venerazione di tanti uomini, che lei han sempre invocata: è l’altare, dirò così, della pietà e della credenza religiosa de’ fedeli … Il disegno, specialmente, compendia tutta le venustà, tutt’i particolari del volto: il pudore e la tenerezza rivelano la passione immensa, e pur tranquilla, che angustia e felicita a un tempo il suo cuore di madre …».</p>
<p>L’opera venne definitivamente completata e terminata, anche nei pannelli laterali, nel novembre del 1872. Il pagamento del lavoro, che era costato 23.000 lire, fu saldato a gennaio 1873 e subito dopo il quadro arrivò a Corigliano Calabro, quando però il barone Luigi Compagna era deceduto. Con una lettera del 10 febbraio 1873 Morelli si scusò con il giovane barone Francesco Compagna per non aver potuto accompagnare il trittico in quanto ammalato e al contempo promise che sarebbe partito per la Calabria la settimana successiva per sovrintendere all’apertura delle casse.</p>
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<p>(sul sito <a href="http://www.CastelloCorigliano.it">www.CastelloCorigliano.it</a> alla Sezione “Cappella” è possibile trovare i testi che trattano dell’opera del Morelli)</p>
<p><strong>Martino A. Rizzo </strong></p>
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<p><strong>I racconti di Martino A. Rizzo. Ogni mercoledì su I&amp;C</strong></p>
<p>Martino Antonio Rizzo, rossanese, vive da una vita a</p>
<p>Firenze. Per passione si occupa di ricerca storica</p>
<p>sul Risorgimento in Calabria. Nel 2012 ha pubblicato</p>
<p>il romanzo <em>Le tentazioni della</em></p>
<p><em>politica</em> e nel 2016 il saggio <em>Il Brigante Palma e i misteri</em></p>
<p><em>del sequestro de Rosis</em>. Nel 2017 ha fondato il sito</p>
<p><a href="http://www.anticabibliotecacoriglianorossano.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.anticabibliotecacoriglianorossano.it&amp;source=gmail&amp;ust=1668421881263000&amp;usg=AOvVaw2Vo-gPNK4Qi_s3eNpmydvr">www.anticabibliotecacoriglianorossano.it</a> Nel 2019 ha curato la pubblicazione</p>
<p>dei volumetti <em>Passo dopo passo nella Cattedrale di Rossano</em>,</p>
<p><em>Passo dopo passo nella Chiesa di San Nilo a Rossano</em>,</p>
<p><em>Le miniature del Codice Purpureo di Rossano</em>.</p>
<p>Da fotografo dilettante cerca di cogliere</p>
<p>con gli scatti le mille sfaccettature del paese natio</p>
<p>e le sue foto sono state pubblicate anche nel volume di poesie</p>
<p>su Rossano <em>Se chiudo gli occhi </em>di Grazia Greco</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/il-capolavoro-del-salve-regina-al-castello-di-corigliano-racconto-di-martino-a-rizzo/">Il capolavoro del “Salve Regina” al Castello di Corigliano, racconto di Martino A. Rizzo</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
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