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	<title>corte cassazione Archivi - Informazione e Comunicazione</title>
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		<title>Resistenza a pubblico ufficiale, la Cassazione annulla la sentenza di condanna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossella M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 08:32:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[avv francesco nicoletti]]></category>
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		<category><![CDATA[corte cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza pubblico ufficiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2024/11/avv-Francesco-Nicoletti-dida-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>La Suprema Corte di Cassazione, in accoglimento delle richieste dell’Avv. Francesco Nicoletti, ha annullato la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro confermativa della sentenza di condanna a 4 mesi di reclusione emessa dal Tribunale per i Minori di Catanzaro. I fatti risalgono all’ottobre del 2019, quando gli agenti di polizia appartenenti al Commissariato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2024/11/avv-Francesco-Nicoletti-dida-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>La Suprema Corte di Cassazione, in accoglimento delle richieste dell’Avv. Francesco Nicoletti, ha annullato la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro confermativa della sentenza di condanna a 4 mesi di reclusione emessa dal Tribunale per i Minori di Catanzaro.</p>
<p>I fatti risalgono all’ottobre del 2019, quando gli agenti di polizia appartenenti al Commissariato di P.S. di Corigliano Rossano, nell’espletamento di un servizio notturno di controllo stradale sulla statale 106, nei pressi di un bar molto frequentato notavano in una traversa un’autovettura con a bordo due persone. Immediatamente identificavano il conducente nel minore privo della patente di guida. I poliziotti, dunque, intimavano l’alt all’autovettura e, nonostante ciò, il conducente con manovra repentina in retromarcia imboccava un’altra strada cercando di dileguarsi, percorrendo con spericolata condotta di guida e a gran velocità una delle strade principali della città, nell’intento di sfuggire al controllo degli operanti che avevano attivato i mezzi acustici e visivi dell’auto di servizio. Il minore fermava, poi, la sua corsa nei pressi della propria abitazione.</p>
<p>Da qui traeva origine il procedimento penale, sfociato nel processo celebrato dinanzi al Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, durante il quale veniva escusso il vice-ispettore che aveva modo di descrivere nel dettaglio i fatti, confermando la spericolata condotta di guida mantenuta dal minore. All’esito dell’istruttoria dibattimentale il Tribunale riteneva l’imputato responsabile del reato ascritto e lo condannava alla pena di mesi 4 di reclusione; condanna confermata anche nel successivo grado di Appello. Quest’ultima sentenza veniva impugnata dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione che, in accoglimento del ricorso presentato dall’Avv. Francesco Nicoletti, ha annullato la sentenza di condanna con rinvio per nuovo giudizio dinanzi ad una diversa Sezione della Corte di Appello di Catanzaro.</p>
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		<title>Stop drug, il &#8220;custode&#8221; della droga assolto definitivamente dopo sette gradi di giudizio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Informazione &#38; Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2025 07:28:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[avv francesco nicoletti]]></category>
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		<category><![CDATA[stop drug]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2024/11/avv-Francesco-Nicoletti-dida-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>In totale accoglimento delle richieste dell’Avv. Francesco Nicoletti la Corte di Cassazione, a conclusione di ben sette gradi di giudizio, ha confermato in via definitiva la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro nei confronti del 40enne rossanese V.P., coinvolto nell’operazione “Stop Drug” con la gravissima accusa di far parte di un’associazione a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2024/11/avv-Francesco-Nicoletti-dida-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>In totale accoglimento delle richieste dell’<strong>Avv. Francesco Nicoletti</strong> la Corte di Cassazione, a conclusione di ben sette gradi di giudizio, ha confermato in via definitiva la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro nei confronti del 40enne rossanese V.P., coinvolto nell’operazione “Stop Drug” con la gravissima accusa di far parte di un’associazione a delinquere dedita al narcotraffico nonché di essere il “custode” dello stupefacente del clan.</p>
<p>All’uomo si contestava, appunto, di custodire la droga, che poi cedeva, per conto di un’organizzazione a delinquere dedita al traffico di cocaina, eroina, marijuana e hashish operante stabilmente nel tempo, nel periodo circoscritto dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali, e nello spazio individuato nel territorio di Rossano e città viciniori, con fonti di approvvigionamento localizzate anche in Francia. Un’organizzazione che, secondo l’accusa, commerciava, tramite l’uso di apparati telefonici cellulari, diverse quantità di sostanze stupefacenti utilizzando un linguaggio codificato nelle conversazioni intercettate.</p>
<p>Unitamente ad altri imputati, il 40enne era stato destinatario di misura cautelare in carcere, su ordinanza del GIP presso il Tribunale di Catanzaro del 17 ottobre 2016, poiché gravemente indiziato dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti (art. 74 DPR 309/90) con contestazione dell’aggravante della ingente quantità e di numerosissimi reati fine (artt. 80 e 73 stesso decreto). Da qui un susseguirsi di sentenze. La pronuncia di primo grado, emessa dal GUP del Tribunale di Catanzaro nel dicembre 2017 a seguito di giudizio con il rito abbreviato, lo aveva condannato alla pena di anni 8 di reclusione, poi ridotta ad anni 4, mesi 5 e giorni 10 in seguito al giudizio di secondo grado dinanzi alla Corte di Appello di Catanzaro. Quest’ultima sentenza era stata impugnata dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione che, su espressa richiesta della difesa, l’aveva annullata disponendo un nuovo giudizio dinanzi ad una diversa sezione della Corte di Appello di Catanzaro che, pronunciandosi a seguito del rinvio della Cassazione, aveva emesso una sentenza di assoluzione nei confronti del 40enne rossanese. Tale ultima sentenza veniva poi impugnata dalla Procura Generale di Catanzaro, con ricorso accolto dagli Ermellini che avevano annullato l’assoluzione disponendo un ulteriore rinvio dinanzi ad una diversa sezione della Corte di Appello di Catanzaro.</p>
<p>Da qui la celebrazione del nuovo grado di giudizio durante il quale era stato escusso un collaboratore di giustizia ritenuto al vertice dell’organizzazione criminale. All’esito il P.G. aveva chiesto la condanna dell’uomo, mentre la Corte di Appello di Catanzaro, accogliendo le richieste della difesa, aveva emesso una sentenza di assoluzione. Avverso tale decisione assolutoria la Procura Generale di Catanzaro proponeva nuovamente ricorso in Cassazione chiedendo l’annullamento della sentenza. Veniva, pertanto, celebrato il settimo grado di giudizio dinanzi alla Terza Sezione della Suprema Corte di Cassazione all’esito del quale, in totale accoglimento delle richieste dell’<strong>Avv. Francesco Nicoletti</strong>, veniva dichiarato inammissibile il ricorso diventando così definitiva ed irrevocabile l’assoluzione nei confronti dell’imputato (Comunicato stampa).</p>
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		<title>Operazione “Piccoli passi”, inammissibile il ricorso della Procura Generale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Informazione &#38; Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2025 07:35:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[corigliano rossano]]></category>
		<category><![CDATA[corte cassazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2017/05/cassazione-agenzialegale-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="omicidio avato" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2017/05/cassazione-agenzialegale-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2017/05/cassazione-agenzialegale-160x160.jpg 160w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2017/05/cassazione-agenzialegale-320x320.jpg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2017/05/cassazione-agenzialegale-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro nei confronti dei fratelli Giancarlo Pometti, Mauro Salvatore Pometti, Gabriele Edoardo Pometti e Luigi Gustavo Pometti, difesi dagli avvocati Ettore Zagarese, Francesco Nicoletti e Maria Teresa Zagarese. Gli imputati erano coinvolti nell’operazione denominata “Piccoli Passi”, coordinata dalla DDA [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2017/05/cassazione-agenzialegale-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="omicidio avato" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2017/05/cassazione-agenzialegale-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2017/05/cassazione-agenzialegale-160x160.jpg 160w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2017/05/cassazione-agenzialegale-320x320.jpg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2017/05/cassazione-agenzialegale-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro nei confronti dei fratelli Giancarlo Pometti, Mauro Salvatore Pometti, Gabriele Edoardo Pometti e Luigi Gustavo Pometti, difesi dagli avvocati Ettore Zagarese, Francesco Nicoletti e Maria Teresa Zagarese.</p>
<p>Gli imputati erano coinvolti nell’operazione denominata “Piccoli Passi”, coordinata dalla DDA di Catanzaro, con l’accusa di far parte di una organizzazione a delinquere dedita al narcotraffico di cocaina, eroina, marijuana e hashish operante stabilmente nel tempo, nel periodo circoscritto dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali, e nello spazio individuato nel territorio di Corigliano Rossano e città viciniori, con fonti di approvvigionamento localizzate anche in Francia. Un’organizzazione che, secondo l’accusa, commerciava, tramite l’uso di apparati telefonici cellulari, diverse quantità di sostanze stupefacenti utilizzando un linguaggio codificato nelle conversazioni intercettate.</p>
<p>Con ordinanza del Giudice per Indagini Preliminari presso il Tribunale di Catanzaro del 17.10.2016 veniva applicata ai quattro fratelli ed a altri indagati la misura cautelare in carcere in quanto gravemente indiziati del reato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti di cui all’art. 74, commi 1, 2, 3 e 4 del Decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 e ss. mm. e ii..</p>
<p>Nell’ambito del procedimento penale, poi, un susseguirsi di sentenze. La prima era stata emessa all’esito del giudizio abbreviato dal GUP del Tribunale di Catanzaro nel dicembre 2017, con cui i fratelli venivano condannati alla pena di anni otto di reclusione, sentenza poi confermata dalla Corte di Appello di Catanzaro. Quest’ultima pronuncia veniva impugnata dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione che, per come richiesto dalle difese, la annullava disponendo un nuovo giudizio dinanzi ad una diversa sezione della Corte di Appello di Catanzaro che proprio sul rinvio degli Ermellini emetteva sentenza di assoluzione. Tale ultima sentenza veniva impugnata dalla Procura Generale di Catanzaro dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione che accoglieva il ricorso del P.G. e, pertanto, annullava la sentenza di assoluzione con rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di Appello di Catanzaro.</p>
<p>Veniva, pertanto, celebrato il nuovo grado di giudizio durante il quale era stato escusso un collaboratore di giustizia ritenuto al vertice dell’organizzazione criminale. All’esito il P.G. chiedeva la condanna per i fratelli Pometti. La Corte di Appello di Catanzaro, in totale accoglimento delle richieste della difesa, emetteva sentenza di assoluzione. Avverso tale decisione assolutoria la Procura Generale di Catanzaro proponeva nuovamente ricorso per Cassazione chiedendo l’annullamento della sentenza. Da qui un ulteriore grado di giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione all’esito del quale, in totale accoglimento delle richieste della difesa, veniva dichiarato inammissibile il ricorso, diventando così definitive ed irrevocabili le assoluzioni nei confronti dei fratelli Pometti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/operazione-piccoli-passi-inammissibile-il-ricorso-della-procura-generale/">Operazione “Piccoli passi”, inammissibile il ricorso della Procura Generale</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
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		<title>Ingiusta detenzione, la Cassazione accoglie il ricorso dell&#8217;imputato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Informazione &#38; Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 09:03:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[avv francesco nicoletti]]></category>
		<category><![CDATA[corigliano rossano]]></category>
		<category><![CDATA[corte cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[ingiusta detenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2024/11/avv-Francesco-Nicoletti-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>La Suprema Corte di Cassazione, in totale accoglimento delle richieste dell’Avv. Francesco Nicoletti, ha annullato l’Ordinanza della Corte di Appello di Catanzaro con la quale veniva rigettata a C.A., 37enne pluripregiudicato rossanese, la domanda di equa riparazione per l’ingiusta custodia cautelare subita in carcere. L’uomo era stato tratto in arresto in flagranza con l’accusa di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2024/11/avv-Francesco-Nicoletti-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>La Suprema Corte di Cassazione, in totale accoglimento delle richieste dell’Avv. Francesco Nicoletti, ha annullato l’Ordinanza della Corte di Appello di Catanzaro con la quale veniva rigettata a C.A., 37enne pluripregiudicato rossanese, la domanda di equa riparazione per l’ingiusta custodia cautelare subita in carcere.</p>
<p>L’uomo era stato tratto in arresto in flagranza con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e di furto aggravato in abitazione. Le manette erano scattate al termine di un inseguimento, dopo che un’autovettura aveva forzato un posto di blocco dei Carabinieri rischiando finanche di investire un maresciallo dell’Arma. L’auto si era quindi addentrata lungo una stradina sterrata a fari spenti, al fine di far perdere le proprie tracce e mimetizzarsi con l’ambiente notturno, per poi fermarsi mentre sopraggiungevano i militari. Dallo sportello posteriore destro, con in mano uno zaino di colore verde, era sceso un uomo che si dileguava addentrandosi nella fitta vegetazione. Lo stesso veniva inseguito e raggiunto dal carabiniere scelto mentre il Sottoufficiale impediva agli altri due uomini rimasti a bordo di fuggire. Veniva dunque recuperato anche lo zaino all’interno del quale venivano rinvenute numerose banconote in euro e in valuta estera, di vario taglio, nonché una ingente quantità di preziosi in oro che successivamente si accertava essere stati sottratti all’interno di una abitazione. Nell’immediatezza i soggetti, rei confessi, avevano ammesso di aver svaligiato una casa, circostanza poi accertata dai militari. I tre indagati venivano, pertanto, dichiarati stato di arresto e, con atto a parte, i carabinieri procedevano a porre sotto sequestro gli strumenti utilizzati per la effrazione. All’esito dell’interrogatorio di garanzia, il GIP aveva convalidato l’arresto degli indagati e li aveva sottoposti a misura cautelare.</p>
<p>Veniva, dunque, celebrato il processo penale a carico di C.A., con stralcio delle posizioni degli altri due imputati, all’esito del quale il P.M. chiedeva una condanna alla pena di anni 2 di reclusione ed euro 300 di multa. Il Tribunale di Castrovillari, in totale accoglimento delle richieste avanzate dall’Avv. Francesco Nicoletti, assolveva l’imputato.</p>
<p>A seguito della irrevocabilità della sentenza di assoluzione era stato presentato ricorso al fine di ottenere una somma pari ad euro 100mila a titolo di riparazione per ingiusta detenzione. La Corte d’Appello di Catanzaro, con apposita ordinanza, aveva rigettato la richiesta. Quest’ultimo provvedimento è stato poi impugnato innanzi alla Suprema Corte di Cassazione la quale, in totale accoglimento del ricorso presentato dall’Avv. Francesco Nicoletti, ha ora annullato l’ordinanza disponendo il rinvio per nuovo esame (Comunicato stampa).</p>
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		<title>Operazione &#8220;Piccoli passi&#8221;, sei assoluzioni e due condanne in Appello dopo il rinvio disposto dalla Cassazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Informazione &#38; Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 18:18:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[corigliano rossano]]></category>
		<category><![CDATA[corte appello catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[corte cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[dda catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[piccoli passi]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/corte-appello-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/corte-appello-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/corte-appello-160x160.jpg 160w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/corte-appello-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>In accoglimento delle tesi difensive sostenute dagli avvocati penalisti Ettore Zagarese, Francesco Nicoletti, Giusy Acri, Maria Teresa Zagarese e Gianluigi Zicarelli, si conclude – per sei degli otto imputati &#8211; con una sentenza di assoluzione, con la formula “per non aver commesso il fatto”, il processo in appello celebrato in seguito al secondo annullamento con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/operazione-piccoli-passi-sei-assoluzioni-e-due-condanne-in-appello-dopo-il-rinvio-disposto-dalla-cassazione/">Operazione &#8220;Piccoli passi&#8221;, sei assoluzioni e due condanne in Appello dopo il rinvio disposto dalla Cassazione</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/corte-appello-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/corte-appello-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/corte-appello-160x160.jpg 160w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/corte-appello-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>In accoglimento delle tesi difensive sostenute dagli avvocati penalisti Ettore Zagarese, Francesco Nicoletti, Giusy Acri, Maria Teresa Zagarese e Gianluigi Zicarelli, si conclude – per sei degli otto imputati &#8211; con una sentenza di assoluzione, con la formula “<em>per non aver commesso il fatto</em>”, il processo in appello celebrato in seguito al secondo annullamento con rinvio disposto dalla Corte di Cassazione nell’ambito dell’operazione “Piccoli passi”, portata a termine nel 2016 dalla Guardia di Finanza sotto il coordinamento della DDA di Catanzaro. L’inchiesta, che aveva sventato un traffico di sostanze stupefacenti, vedeva coinvolti soggetti rossanesi, del reggino e campani.</p>
<p>Per la seconda volta i Giudici della Suprema Corte di Cassazione avevano annullato in gran parte la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Catanzaro il 26/01/2022. Nello specifico, era stata annullata la pronuncia di secondo grado relativamente al capo A) della rubrica imputativa, ossia all’accusa di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico (art. 74 Dpr 309/90) con rinvio per nuovo esame dinanzi ad una sezione diversa della Corte d’Appello di Catanzaro.</p>
<p>Per i giudici di legittimità si doveva procedere ad escutere in dibattimento il neo collaboratore di giustizia Nicola Acri, conosciuto come “occhi di ghiaccio”.</p>
<p>La deposizione del capo clan della cosca Acri-Morfò veniva raccolta all’udienza del 9/05/2024, mentre in data odierna venivano calendarizzate le discussioni del Sostituto Procuratore Generale, che formulava per tutti gli imputati pesanti richieste di condanna, e di tutte le difese.</p>
<p>All’esito del nuovo giudizio di secondo grado, la II Sezione Penale della Corte di Appello di Catanzaro, in accoglimento difensive sostenute dagli avvocati penalisti Ettore Zagarese, Francesco Nicoletti, Giusy Acri, Maria Teresa Zagarese e Gianluigi Zicarelli ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Vallonearanci Piero, di Pometti Luigi Gustavo, di Tocci Andrea, di Pometti Mauro Salvatore, di Pometti Gabriele Edoardo e Pometti Giancarlo, dall’accusa di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico con la formula “per non aver commesso il fatto” mentre ha emesso sentenza di condanna per gli imputati Santoro Gabriele ed Aloisi Giuseppe, entrambi difesi dall’avvocato Giuseppe Belcastro.</p>
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