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	<title>omicidio Archivi - Informazione e Comunicazione</title>
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	<description>News, Editoria e Servizi</description>
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		<title>Editoriale &#124; La vera emergenza è sapere che tra noi esiste una ferocia simile &#124; VIDEO</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/editoriale-la-vera-emergenza-e-sapere-che-tra-noi-esiste-una-ferocia-simile-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 06:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[amendolara]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/EDITORIALE-AMENDOLARA-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>L&#8217;editoriale di Matteo Lauria &#8211; C&#8217;è un aspetto della tragedia di Amendolara che dovrebbe inquietarci ancora più delle immagini dell&#8217;auto carbonizzata e dei quattro corpi restituiti alla cronaca. Se le ipotesi investigative dovessero trovare conferma, il problema non sarebbe soltanto l&#8217;esistenza di un assassino o di un gruppo di assassini. Il problema sarebbe scoprire che, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/EDITORIALE-AMENDOLARA-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p class="isSelectedEnd"><strong>L&#8217;editoriale di Matteo Lauria &#8211;</strong> <em>C&#8217;è un aspetto della tragedia di Amendolara che dovrebbe inquietarci ancora più delle immagini dell&#8217;auto carbonizzata e dei quattro corpi restituiti alla cronaca.</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>Se le ipotesi investigative dovessero trovare conferma, il problema non sarebbe soltanto l&#8217;esistenza di un assassino o di un gruppo di assassini. Il problema sarebbe scoprire che, nelle nostre comunità, nelle nostre campagne, lungo le nostre strade, vivono persone capaci di una ferocia che pensavamo appartenesse ad altri tempi o ad altri luoghi.</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>Bruciare vive delle persone. Pensare un&#8217;azione del genere. Organizzarla. Realizzarla. Guardare altri esseri umani morire tra le fiamme. È qualcosa che va oltre il delitto. È qualcosa che tocca la dimensione della tortura, della disumanizzazione totale dell&#8217;altro.</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>Oggi le vittime sono quattro cittadini pakistani. Ma sarebbe un errore fermarsi a questo dato. Avrebbero potuto essere italiani, romeni, marocchini, albanesi, africani o sudamericani. Avrebbero potuto essere chiunque. Quando si arriva a un livello simile di brutalità, la nazionalità scompare. Rimane soltanto la vittima e rimane soltanto il carnefice.</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>Per questo la riflessione che il territorio deve affrontare è più profonda della sola risposta giudiziaria. La repressione è necessaria. Le indagini devono individuare i responsabili e la giustizia deve fare il suo corso. Ma non basta.</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>Una comunità non può limitarsi a intervenire dopo. Deve interrogarsi prima. Deve capire quali sacche di marginalità, sfruttamento, violenza, illegalità e degrado possano generare situazioni così estreme. Deve rafforzare il controllo sociale positivo, la presenza delle istituzioni, l&#8217;integrazione, la legalità nei luoghi di lavoro e nelle campagne.</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>Non possiamo accettare che notizie di questo genere diventino una tragica abitudine. Non possiamo rassegnarci all&#8217;idea che nel nostro territorio possano consumarsi episodi che richiamano scenari di guerra, di regolamenti di conti spietati o di violenza primitiva.</em></p>
<p class="isSelectedEnd"><em>La vera sfida comincia oggi. Perché arrestare un colpevole significa punire un reato. Impedire che una barbarie simile possa ripetersi significa invece difendere una comunità e il suo futuro.</em></p>
<p><em>Ed è questo che Amendolara, l&#8217;Alto Ionio e l&#8217;intera Calabria hanno il diritto di pretendere.</em></p>
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		<title>Amendolara, la pista choc: un superstite in fuga tra le fiamme potrebbe svelare il mistero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 19:18:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[amendolara]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/amendolara-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>Emergono particolari sempre più drammatici sulla morte dei quattro cittadini pakistani trovati carbonizzati all&#8217;interno di un&#8217;auto nell&#8217;area di servizio lungo il vecchio tracciato della Statale 106, ad Amendolara. Si tratta di elementi investigativi ancora in attesa di riscontri ufficiali, ma che provengono da fonti ritenute attendibili e stanno orientando le attività degli inquirenti. In queste [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/amendolara-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p><span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', Arial, 'Noto Sans', sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji';">Emergono particolari sempre più drammatici sulla morte dei quattro cittadini pakistani trovati carbonizzati all&#8217;interno di un&#8217;auto nell&#8217;area di servizio lungo il vecchio tracciato della Statale 106, ad Amendolara. Si tratta di elementi investigativi ancora in attesa di riscontri ufficiali, ma che provengono da fonti ritenute attendibili e stanno orientando le attività degli inquirenti. In queste ore, intanto, pare che gli investigatori abbiano effettuato due fermi a Villapiana. Ma è una notizia tutta da confermare. Importante si è rivelato il ruolo delle immagini di videosorveglianza.   </span></p>
<p>Secondo una prima ricostruzione, all&#8217;interno del veicolo non ci sarebbero state quattro persone, bensì sette. Tra queste vi sarebbero stati anche due soggetti che avrebbero pianificato l&#8217;agguato. L&#8217;ipotesi al vaglio è che, una volta giunti nell&#8217;area di servizio, i due siano scesi dal mezzo per poi cospargere di carburante l&#8217;autovettura con a bordo gli altri occupanti.</p>
<p>A quel punto sarebbe divampato il rogo. Una scena descritta come agghiacciante. Uno dei cinque uomini rimasti nell&#8217;abitacolo sarebbe riuscito a uscire dal veicolo già avvolto dalle fiamme, allontanandosi gravemente ustionato. Di lui, però, non vi sarebbe ancora alcuna traccia. Le ricerche proseguono e l&#8217;eventuale ritrovamento potrebbe rappresentare una svolta decisiva per l&#8217;inchiesta.</p>
<p>Si tratta, al momento, di una ricostruzione investigativa che necessita di ulteriori verifiche e conferme, ma che viene considerata particolarmente attendibile negli ambienti investigativi.</p>
<p>Nel frattempo le quattro salme sono state trasferite all&#8217;obitorio del presidio ospedaliero spoke di Corigliano Rossano. Prima ancora dell&#8217;esame autoptico, i corpi dovranno essere sottoposti a nuovi accertamenti da parte della Polizia Scientifica. Le condizioni dei resti rendono estremamente complessa l&#8217;identificazione delle vittime. In alcuni casi sarebbero riconoscibili soltanto porzioni limitate dei corpi.</p>
<p>Resta confermata l&#8217;origine pakistana delle vittime, tutte impiegate come braccianti agricoli nel comprensorio dell&#8217;Alto Ionio cosentino. Gli investigatori stanno lavorando senza sosta per ricostruire i movimenti del gruppo e verificare ogni dettaglio di una vicenda che, ora dopo ora, assume contorni sempre più inquietanti.</p>
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		<item>
		<title>Amendolara, svolta nelle indagini: i quattro migranti sarebbero stati uccisi prima del rogo</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/amendolara-svolta-nelle-indagini-i-quattro-migranti-sarebbero-stati-uccisi-prima-del-rogo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 17:11:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[amendolara]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/polizia-e-procuratore-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>Si fa sempre più inquietante il quadro investigativo attorno alla morte dei quattro cittadini pakistani trovati carbonizzati all&#8217;interno di un&#8217;auto nell&#8217;area di servizio lungo il vecchio tracciato della Statale 106, ad Amendolara. Secondo quanto emerge dagli accertamenti condotti nelle ultime ore, gli inquirenti sarebbero giunti alla conclusione che si tratti di un omicidio. La pista [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/polizia-e-procuratore-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p class="isSelectedEnd">Si fa sempre più inquietante il quadro investigativo attorno alla morte dei quattro cittadini pakistani trovati carbonizzati all&#8217;interno di un&#8217;auto nell&#8217;area di servizio lungo il vecchio tracciato della Statale 106, ad Amendolara. Secondo quanto emerge dagli accertamenti condotti nelle ultime ore, gli inquirenti sarebbero giunti alla conclusione che si tratti di un omicidio.</p>
<p class="isSelectedEnd">La pista dell&#8217;assassinio era stata presa in considerazione fin dai primi momenti successivi al ritrovamento dei corpi. Lo stato dei luoghi e le condizioni del veicolo avrebbero infatti fatto apparire poco credibile l&#8217;ipotesi di un incidente o di un evento accidentale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le indagini sono coordinate dalla Procura di Castrovillari. Sul posto hanno operato il procuratore di turno Roberta Bello, gli investigatori della Squadra Mobile di Cosenza guidati dal dirigente Rocco Francesco Silvestri, la Polizia Stradale di Trebisacce e la Polizia Scientifica, impegnata nei rilievi tecnici all&#8217;interno dell&#8217;area di servizio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gli investigatori stanno concentrando l&#8217;attenzione sui sistemi di videosorveglianza presenti nel distributore e nelle aree circostanti. Le immagini sono già al vaglio degli specialisti e potrebbero fornire elementi decisivi per ricostruire le ultime ore di vita delle vittime e individuare eventuali responsabilità.</p>
<p class="isSelectedEnd">Al momento viene seguita una precisa pista investigativa, ma sulle sue caratteristiche viene mantenuto il massimo riserbo. Gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, anche se, secondo quanto trapela, non vi sarebbero per ora elementi tali da collegare il delitto alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Un dettaglio che gli investigatori ritengono significativo è proprio il luogo scelto per abbandonare e incendiare il veicolo: un distributore di carburante affacciato su una strada trafficata, scenario molto diverso da quelli generalmente utilizzati nelle esecuzioni riconducibili alle cosche locali.</p>
<p>Resta dunque da chiarire chi abbia ucciso i quattro braccianti e per quale motivo. Le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per un&#8217;inchiesta che si presenta tra le più delicate e sconvolgenti degli ultimi anni nel territorio dell&#8217;Alto Ionio cosentino.</p>
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		<title>Corigliano Rossano, lite tra connazionali finisce nel sangue: Mansif Youness ucciso con sette coltellate &#124;VIDEO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 17:57:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[delitto]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2025/11/Sequenza-08.00_02_11_12.Immagine348-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>Si chiamava Mansif Youness il giovane di trent’anni morto in seguito a una violenta aggressione avvenuta nella serata di ieri in contrada Seggio, zona costiera di Rossano. L’uomo è deceduto dopo essere stato colpito con sette coltellate al termine di una lite scoppiata all’interno di un’abitazione occupata da un gruppo di connazionali. Secondo le prime [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2025/11/Sequenza-08.00_02_11_12.Immagine348-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p style="font-weight: 400;">Si chiamava Mansif Youness il giovane di trent’anni morto in seguito a una violenta aggressione avvenuta nella serata di ieri in contrada Seggio, zona costiera di Rossano. L’uomo è deceduto dopo essere stato colpito con sette coltellate al termine di una lite scoppiata all’interno di un’abitazione occupata da un gruppo di connazionali. Secondo le prime ricostruzioni, nell’appartamento si trovavano quattro persone. Pare che i presenti si stessero dedicando a un momento di preghiera, quando improvvisamente la situazione è degenerata. Tra Youness e un altro uomo è nata una discussione accesa che in pochi istanti si è trasformata in colluttazione. Il presunto aggressore avrebbe afferrato un coltello da cucina, colpendo ripetutamente la vittima. Mansif Youness non è morto sul colpo: è stato soccorso e trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Rossano, dove però i medici non hanno potuto fare nulla per salvarlo. L’aggressore, dopo l’accoltellamento, si è dato alla fuga facendo perdere le proprie tracce. Sul luogo del delitto sono intervenuti gli uomini del commissariato di pubblica sicurezza e gli esperti della scientifica, che hanno eseguito i rilievi e acquisito numerose tracce biologiche. Il coltello, presumibilmente usato per l’aggressione, è stato recuperato e sottoposto a esame. Gli inquirenti attendono ora i risultati dell’analisi del dna per risalire con certezza all’autore del delitto. Il corpo di Youness è stato posto sotto sequestro e si trova nell’obitorio dell’ospedale di Rossano, dove verrà effettuato l’esame esterno prima dell’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per chiarire il movente e rintracciare il responsabile.</p>
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		<title>Corigliano Rossano, lite tra connazionali finisce nel sangue: Mansif Youness ucciso con sette coltellate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 19:29:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[obitorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/05/obitorio-rossano-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/05/obitorio-rossano-150x150.png 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/05/obitorio-rossano-80x80.png 80w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/05/obitorio-rossano-320x320.png 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/05/obitorio-rossano-45x45.png 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Si chiamava Mansif Youness il giovane di trent’anni morto in seguito a una violenta aggressione avvenuta nella serata di ieri in contrada Seggio, zona costiera di Rossano. L’uomo è deceduto dopo essere stato colpito con sette coltellate al termine di una lite scoppiata all’interno di un’abitazione occupata da un gruppo di connazionali. Secondo le prime [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/05/obitorio-rossano-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/05/obitorio-rossano-150x150.png 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/05/obitorio-rossano-80x80.png 80w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/05/obitorio-rossano-320x320.png 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/05/obitorio-rossano-45x45.png 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="font-weight: 400;">Si chiamava Mansif Youness il giovane di trent’anni morto in seguito a una violenta aggressione avvenuta nella serata di ieri in contrada Seggio, zona costiera di Rossano. L’uomo è deceduto dopo essere stato colpito con sette coltellate al termine di una lite scoppiata all’interno di un’abitazione occupata da un gruppo di connazionali. Secondo le prime ricostruzioni, nell’appartamento si trovavano quattro persone. Pare che i presenti si stessero dedicando a un momento di preghiera, quando improvvisamente la situazione è degenerata. Tra Youness e un altro uomo è nata una discussione accesa che in pochi istanti si è trasformata in colluttazione. Il presunto aggressore avrebbe afferrato un coltello da cucina, colpendo ripetutamente la vittima. Mansif Youness non è morto sul colpo: è stato soccorso e trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Rossano, dove però i medici non hanno potuto fare nulla per salvarlo. L’aggressore, dopo l’accoltellamento, si è dato alla fuga facendo perdere le proprie tracce. Sul luogo del delitto sono intervenuti gli uomini del commissariato di pubblica sicurezza e gli esperti della scientifica, che hanno eseguito i rilievi e acquisito numerose tracce biologiche. Il coltello, presumibilmente usato per l’aggressione, è stato recuperato e sottoposto a esame. Gli inquirenti attendono ora i risultati dell’analisi del dna per risalire con certezza all’autore del delitto. Il corpo di Youness è stato posto sotto sequestro e si trova nell’obitorio dell’ospedale di Rossano, dove verrà effettuato l’esame esterno prima dell’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per chiarire il movente e rintracciare il responsabile.</p>
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