Tis esclusi dalla stabilizzazione, sindacati in rivolta: proclamato lo stato di agitazione

Cresce la tensione in Calabria sul futuro dei lavoratori Tis, i tirocinanti di inclusione sociale ancora fuori dai processi di stabilizzazione. Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato lo stato di agitazione dopo il mancato incontro richiesto al presidente della Regione Roberto Occhiuto.

La protesta riguarda centinaia di lavoratrici e lavoratori che, dopo anni di attività svolta nei Comuni, negli enti pubblici e nei servizi territoriali, continuano a vivere in una situazione di forte precarietà. Molti di loro sono senza contratto stabile e senza una prospettiva concreta di continuità lavorativa.

Secondo i sindacati, la Regione Calabria non avrebbe dato seguito agli impegni annunciati nei mesi scorsi. Nel mirino finisce soprattutto la mancata definizione di misure economiche e amministrative capaci di garantire tutele ai lavoratori esclusi dalla stabilizzazione.

Le organizzazioni sindacali parlano di una situazione ormai insostenibile. «Non si può lasciare nel limbo chi ha garantito servizi essenziali per anni», sostengono i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, chiedendo un intervento urgente della Giunta regionale.

Il nodo riguarda anche i percorsi formativi Gol e Reskilling avviati dalla Regione. Una parte dei lavoratori ha già ottenuto alcuni sostegni economici legati ai corsi, ma molti altri risultano ancora privi di qualsiasi copertura reddituale. Una disparità che, secondo i sindacati, rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà sociali ed economiche di centinaia di famiglie calabresi.

Le sigle sindacali chiedono ora che il Consiglio regionale approvi rapidamente il provvedimento destinato a includere i Tis esclusi nei percorsi di stabilizzazione previsti dalla normativa regionale. L’obiettivo è evitare che questi lavoratori finiscano definitivamente nel bacino dei disoccupati.

Nel frattempo resta alta la pressione politica sulla Cittadella regionale. I sindacati annunciano nuove iniziative di mobilitazione se non arriveranno risposte concrete nelle prossime settimane.

La vertenza Tis continua così a rappresentare uno dei temi sociali più delicati in Calabria, tra richieste di dignità lavorativa, tutele economiche e stabilità occupazionale attese da anni.

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