Cassano allo Ionio – Trasparenza, tutela del patrimonio e risoluzione delle criticità tecniche. L’Amministrazione Comunale di Cassano allo ionio interviene nel dibattito sollevato dall’associazione Art. 21 in merito ai ritardi nei lavori presso l’area della Torre di Milone, fornendo un cronoprogramma dettagliato degli intoppi burocratici e delle azioni messe in campo per restituire l’area alla cittadinanza.
Il nodo burocratico: manca la documentazione del passato
Secondo quanto comunicato dall’Ente, l’attuale stallo è figlio di una necessaria perizia di variante, scaturita dopo i sopralluoghi della Soprintendenza ai Beni Culturali effettuati a settembre 2025. In quella sede, l’organo di tutela ha richiesto una relazione dettagliata sulle lavorazioni e, soprattutto, gli atti autorizzativi che — si legge nella nota dell’Amministrazione — non erano mai stati richiesti in precedenza.
«Stiamo lavorando per sanare incompletezze emerse nella fase esecutiva», spiegano dal Palazzo di Città. La cronologia recente vede la presentazione di una bozza di variante il 10 marzo 2026, sulla quale il RUP (Responsabile Unico del Progetto) ha richiesto integrazioni tecniche lo scorso 26 marzo, ritenendo la documentazione non ancora completa.
Decoro urbano e riduzione del cantiere
Consapevole dei disagi causati dalla “dilatazione dei tempi”, l’Amministrazione ha già impartito direttive specifiche alla ditta esecutrice per migliorare lo stato dell’area:
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Pulizia straordinaria: Interventi immediati per garantire il decoro del sito.
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Arretramento recinzioni: Valutazione tecnica per ridurre il perimetro del cantiere e restituire spazi pubblici alla fruibilità dei cittadini, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza.
«Opere funzionali, non occasioni mancate»
Il messaggio dell’Esecutivo è chiaro: l’obiettivo non è solo chiudere i cantieri, ma consegnare opere sicure e collaudate, evitando sprechi di denaro pubblico. «Non trascureremo l’accertamento di eventuali responsabilità per le criticità emerse», sottolinea l’Amministrazione, ribadendo l’apertura a un confronto costruttivo con forze sociali come Articolo 21.
«Solo attraverso collaborazione e chiarezza si ottengono risultati concreti. Vogliamo che la Torre di Milone torni a essere un luogo d’eccellenza per la comunità e non un’incompiuta».
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