Sabato prossimo, sul lungomare di Trebisacce, l’Eda Italia Onlus promuove la Giornata Europea sulla Depressione, un appuntamento che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica su uno dei disturbi più diffusi e sottovalutati del nostro tempo.
L’iniziativa, organizzata dalla Delegazione Eda Calabria, avrà come tema “La depressione in un mondo in corsa” e si svolgerà alle ore 18:30 presso il Lido Capri. L’obiettivo – come ha spiegato la coordinatrice regionale Enza Maierà – è offrire informazioni e strumenti utili per comprendere, diagnosticare e curare i disturbi della sfera emotiva, creando un dialogo aperto tra sanità, scuola e società civile.
A introdurre i lavori saranno la stessa dottoressa Maierà, il biologo Luciano Corrado e la psicologa Petronilla Procopio. Seguiranno gli interventi del cardiologo Pierluigi Aragona, già direttore della Cardiologia e UTIC di Trebisacce, del medico di base Ortensia De Dominicis, della cardiologa Silvia Ianni, della nefrologa Bina Mazza (responsabile dell’Unità di Dialisi dell’ospedale “Guido Chidichimo”), del docente Telma Crugliano, della dirigente scolastica Anna Liporace, del geriatra Franco Praino, della cardiologa Clementina Rossi e del direttore sanitario Gaetano Scutari.
A testimoniare l’importanza dell’iniziativa ci saranno anche gli olimpionici Daniele Scarpa e Sandra Truccolo, da anni impegnati nella promozione del benessere psicofisico e nella lotta contro lo stigma legato alle malattie mentali.
Secondo l’Eda Italia, la depressione rappresenta una delle principali cause di disabilità nel mondo, con oltre 300 milioni di persone colpite, spesso in silenzio. Durante la pandemia da Covid-19, l’OMS ha registrato un aumento del 25% dei casi di ansia e depressione. In età infantile e adolescenziale, la depressione è la patologia mentale più diffusa: fino all’8% dei ragazzi ne è colpito. La prevalenza cresce con l’età, raggiungendo quasi il 15% tra gli over 65, con una maggiore incidenza tra le donne.
Viviamo, ha ricordato la dottoressa Maierà, in una società “cronofaga”, che divora il tempo e la serenità: «Siamo prigionieri di un ritmo frenetico, dove persino lo svago diventa un impegno da pianificare. La nostra mente non riesce più a rallentare, e questo ha un costo altissimo per la salute mentale».
Da qui l’appello a promuovere la cultura della conoscenza, della prevenzione e della cura, contro ogni forma di pregiudizio. «La depressione non è una debolezza – ha concluso Maierà – ma una condizione che merita rispetto, comprensione e trattamento. Dalla depressione si può e si deve guarire».
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