Una panchina in memoria del giovane Carlo Brandi, 28 anni, scomparso prematuramente nel 2021 a causa di un male incurabile. Ed ecco ripresentarsi il dramma dei tumori, verso cui continua a registrarsi una sottovalutazione generalizzata del problema, così come conferma il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi intervenuto nel corso dell’evento di consegna: «Tempo fa facemmo una battaglia per ottenere uno strumento fondamentale il registro dei tumori, utile a capire cosa accade, a partire dalle cause. Qualcosa si è fatta, però ho l’impressione che non ci sia abbastanza attenzione da parte delle istituzioni sanitarie. Spesso l’esigenza di tamponare le emergenze distoglie l’attenzione su questioni complesse come quelle delle neoplasie».
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La panchina, donata dalla famiglia, è stata posizionata nell’area di ritrovo di Carlo e dei suoi cari amici. La mamma ricorda l’esperienza vissuta in Calabria e le buone professionalità riscontrate tanto a Cosenza quanto a Reggio Calabria. «La malattia di Carlo ha avuto una evoluzione infausta ma per fortuna succede raramente. È stato curato a Cosenza in maniera eccellente, così come al centro trapianti di Reggio Calabria. Mi sento di dire, a chi dovesse avere la sfortuna di imbattersi in una malattia del genere (leucemia), che siamo in buone mani. Hanno fatto di tutto per mio figlio, figure professionali umili e competenti». L’agonia di Carlo è durata 350 giorni, una lotta infinita poi persa. La pesante conferma che il fenomeno conta numeri preoccupanti arriva dall’esperienza vissuta dalla mamma di Carlo: «In quei reparti ho incontrato troppi pazienti di Corigliano Rossano, veramente tanti. Basta pensare che nel reparto di ematologia di Cosenza nel periodo di riferimento il 60% dei posti occupati era tutto destinato a pazienti del centro jonico. Penso sia giusto fare chiarezza sulle malattie del sangue e capire le ragioni».






