Un caso di femminicidio a Rossano del 1885, racconto di Martino A. Rizzo

Leggiamo e riportiamo dal Corriere della Sera del 17 maggio 1885.

«Una donna onesta. Condannato a morte.

Una causa gravissima – scrive il Piccolo di Napoli del 15 – si è discussa il 13 corrente dianzi alla nostra Corte di Cassazione. Un tal Renzo, agiato colono di Rossano, partito per l’America, lasciò la giovane moglie ed un bambino affidati alle cure di suo cognato. Costui aveva presso di sé un garzone, un tal Milito, il quale, invaghitosi della giovane, che era bellissima, tentò tutt’i mezzi per possederla. Adoperò dapprima le seduzioni, ma indarno; ricorse poscia alle insidie, ma senza alcun risultato, perché la donna era già messa in sull’avviso. Adoperò fisicamente le violenze, ed una volta che l’aveva ghermita e in cui la donna era riuscita a sfuggirgli, impugnando contro di lei un revolver le disse che un giorno o l’altro l’avrebbe uccisa se elle si ostinava nel rifiuto e nella resistenza, alla quale minaccia la giovane, onesta ed animosa, rispose: “Tu morta mi potrai possedere, ma viva mai!”

Era un presentimento!

Infatti un giorno la poverina dové recarsi in campagna pel ricolto delle olive; il Milito la seguì. Ella se ne accorse, e dovendo tornare al paese, si pose su un carretto nella speranza che la presenza del trainiere e di una giovinetta, che era insieme con lei, avrebbe distolto il Milito da ogni criminoso e turpe proposito. Ma il Milito invece continuò a seguirla, e dove la strada era più solitaria le tirò quasi a bruciapelo quattro colpi di fucile riducendola immediatamente cadavere. E poiché il trainiere e la compagna dell’estinta si posero a gridare, egli tirò anche contro di loro due colpi di fucile, e li costrinse in tal modo a correre spaventati. Quando si vide solo col cadavere ancora palpitante di quella infelice, il cui petto, perforato da quattro proiettili, era tutto coperto di sangue, col più brutale cinismo volle si verificasse il triste presagio: “morta mi potrai possedere, ma viva mai!!…”.

Il Milito fu dalla Corte di Assise di Rossano condannato alla pena di morte.

La nostra Corte di Cassazione, su relazione del consigliere Casella, ha respinto il ricorso».

Martino A. Rizzo 

 

I racconti di Martino A. Rizzo. Ogni mercoledì su I&C

Martino Antonio Rizzo è un grande curioso di storie e avvenimenti rossanesi,

coriglianesi e più in generale calabresi e gli articoli che prepara per Informazione & Comunicazione non sono altro che il risultato delle ricerche utili a soddisfare queste sue curiosità. Frutto di tale attività è stata anche la realizzazione del sito www.AnticaBibliotecaCoriglianoRossano.it che ormai si è meritato un posto di rilevo tra i siti contenenti libri, articoli e fotografie sulla Calabria, tutti liberamente scaricabili.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati: