“Vinitaly a Sibari: un film mortificante per il territorio” – Le critiche di Rifondazione Alto Jonio

SIBARI (CS) – “Fu vera gloria?”. È con questa domanda retorica che Rifondazione Alto Jonio attacca frontalmente la seconda edizione di “Vinitaly and the City” svoltasi al Parco Archeologico di Sibari, definendola “un film mortificante per il territorio”. Il comunicato critica aspramente l’entusiasmo del centrodestra locale, che a loro dire, si sta creando un’illusoria narrazione su una presunta ricaduta positiva dell’evento sull’economia e il turismo locale.

Le accuse si concentrano in particolare sulle dichiarazioni della presidente della Provincia di Cosenza, Rosaria Succurro, che ha elogiato l’evento parlandone come di un’organizzazione degna degli Oscar e affermando che “la Calabria si conferma protagonista di una crescita vera e duratura”.


 

Disconnessione dalla realtà locale?

 

Rifondazione Alto Jonio si chiede polemicamente dove vivano questi rappresentanti del centrodestra calabrese. “Davvero la gentile presidente vuole convincerci che una manifestazione carissima ed estemporanea come quella sibarita, che nulla di positivo produrrà e lascerà al territorio, possa rappresentare ‘un orgoglio per l’intera provincia di Cosenza, perché segna un passo in avanti decisivo sul versante del rapporto tra natura, cultura e sapere’?”, incalza il comunicato.

Vengono sollevate domande dirette alla presidente Succurro: ha dialogato con gli operatori turistici locali? Ha visitato le aziende agricole del comprensorio, costrette a sopravvivere tra costi di produzione elevati e la perenne carenza idrica? Ha notato le condizioni delle vie di comunicazione, la mancanza di strade sicure e trasporti ferroviari in queste “Periferie senza strade sicure e senza trasporti ferroviari”?


 

“Passerelle e selfie” anziché sviluppo concreto

 

Secondo Rifondazione Alto Jonio, la risposta a queste domande è “drammaticamente chiara”: “Nulla di tutto questo è accaduto”. La presidente, e con lei “i tanti ‘soliti noti'”, avrebbero partecipato all’evento per “farsi la sua bella passerella e i suoi selfie”, stringere mani a “fan di partito e di coalizione” e presentare un “film” a una platea “complice o comunque disattenta”.

Il movimento accusa queste manifestazioni, come “Vinitaly” o il “Capodanno in piazza”, di essere “baracconi periodici” che servono solo a “spendere e spandere i soldi pubblici (di noialtri)”, con la convinzione errata che bastino per costruire un degno sviluppo per la Calabria.


 

Un invito alla realtà

 

“La realtà dei fatti è tutt’altra cosa, però. Non è un film, non è un calice di buon vino… veneto”, si legge nel comunicato. Rifondazione Alto Jonio invita la presidente Succurro a visitare l’Alto Ionio “senza codazzi” per rendersi conto della “differenza tra cosa sopportano le nostre contrade e quanto si respira invece negli ambienti ovattati delle sue sale cinematografiche cosentine e catanzaresi”. Il messaggio è chiaro: per comprendere le vere esigenze del territorio, è necessario un confronto diretto con le difficoltà quotidiane dei cittadini e delle imprese locali, piuttosto che affidarsi a eventi estemporanei e costosi.

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