Baldino (M5S): “L’autonomia differenziata colpo di grazia alla sanità del sud”

ROMA – L’Autonomia Differenziata, promossa dalla Lega e appoggiata da Giorgia Meloni, è ormai una realtà imminente, e per la deputata del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino, rappresenta il “colpo di grazia” per la sanità del Mezzogiorno, in particolare per la Calabria. In un lungo post su Facebook, Baldino denuncia l’avanzamento del processo, con la Lombardia pronta a sottoscrivere le prime intese con il governo su tre materie non-LEP (Livelli Essenziali di Prestazione), tra cui la sanità, definita la “vera gallina dalle uova d’oro”.


 

Falso la garanzia dei LEA: verso una contrattazione salariale regionale

 

La deputata contesta duramente l’assunto governativo secondo cui i Livelli Essenziali di Assistenza sarebbero già garantiti, permettendo così alla sanità di essere oggetto di “libera contrattazione regionale”. Baldino definisce questa affermazione “falsa sul piano giuridico” e “devastante su quello politico e sociale”.

La sua principale preoccupazione è che si stia aprendo la strada a una contrattazione salariale regionale per medici e infermieri. Questo significherebbe, a suo dire, che “chi lavora al Nord guadagnerà di più, e chi lavora al Sud sarà spinto ad andarsene”. Una prospettiva che, per regioni come la Calabria e l’intero Mezzogiorno, già afflitte da carenze di strutture e personale sanitario, equivarrebbe a vedere “strappate via anche le risorse umane residue”. Baldino non esita a parlare di “deportazione di competenze e diritti verso le Regioni più ricche”, più che di autonomia.


 

Il silenzio di Occhiuto: “complicità con il disegno della sua maggioranza”

 

Il M5S rivolge un’accusa diretta al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. “Dov’è il presidente della Calabria mentre la sanità della sua terra viene messa all’asta?”, si chiede Baldino. Mentre in Lombardia si preparano a “aprire i cordoni della borsa per stipendi più alti e servizi più rapidi”, Occhiuto, secondo la deputata, “resta complice del disegno della sua maggioranza che condanna i calabresi”. Se avesse realmente a cuore la sanità calabrese, conclude Baldino, “oggi batterebbe i pugni sul tavolo, invece di fare da spettatore mentre il disastro avanza”.

La deputata paventa un futuro in cui la Calabria, già “piegata dalla carenza di personale”, vedrà i suoi ospedali “svuotarsi ancora di più” e la sanità pubblica “arretrare sempre di più”. La conclusione è amara e lapidaria: “Il delitto è perfetto: l’operazione è riuscita e il paziente è morto”.

Articoli correlati: