Dopo essere stato coinvolto nel dibattito pubblico, l’imprenditore prende posizione: “Le identità sportive vanno rispettate. Mi auguro di vedere entrambe le squadre crescere fino ai professionisti.” Ritengo doveroso intervenire per chiarire alcune questioni emerse a seguito delle dichiarazioni rilasciate dal sig. Tonino Mazzacua nel corso della trasmissione televisiva VAR del 9 maggio.
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Dal momento che il mio nome è stato coinvolto nel dibattito relativo all’ipotesi della cosiddetta “squadra unica”, ritengo corretto esprimere pubblicamente il mio pensiero in maniera chiara e trasparente. Chi mi conosce sa bene quale sia da sempre il mio pensiero su questo tema: sono assolutamente contrario alla creazione di una squadra unica. Così come in passato sono stato favorevole alla fusione delle due città, ritengo invece che storia, tradizione, identità, colori e appartenenza sportiva debbano rimanere distinti e rispettati.
Ho l’impressione che chi sostiene questa proposta non comprenda fino in fondo il valore autentico della passione sportiva, dell’orgoglio di appartenenza e del legame che ogni tifoso nutre verso la propria squadra. Si tifano i propri colori anche quando non si vince, anche nelle categorie minori, perché quella squadra rappresenta una comunità, una storia e un’identità.
Spesso si commette l’errore di pensare che “uno più uno faccia tre”, immaginando che l’unione possa automaticamente generare risultati straordinari. Ma il calcio, il tifo e il senso di appartenenza non funzionano con formule matematiche. Sono convinto che un’eventuale fusione rischierebbe di creare una squadra priva di reale seguito popolare, anche nell’ipotesi di risultati sportivi importanti. Al contrario, il mio auspicio è che entrambe le squadre possano continuare a crescere, conquistare categorie sempre più importanti e arrivare un giorno a disputare un derby nei campionati professionistici, come questa città merita.






