Corigliano-Rossano, 25 settembre 2025 – In vista dell’insediamento del nuovo presidente della regione Calabria il prossimo 7 ottobre, la CGIL lancia un appello e pone una serie di questioni cruciali per il futuro di Corigliano-Rossano e dell’intera Sibaritide. Attraverso un comunicato stampa congiunto, firmato da Umberto Calabrone (segretario generale Fiom Cgil Calabria), Francesco Gatto (segretario generale Filctem Cgil Calabria) e Andrea Ferrone (segretario generale CGIL Pollino Sibaritide Tirreno), il sindacato ribadisce che il territorio, pur con le sue enormi potenzialità economiche e culturali, è stato a lungo trascurato, subendo un costante processo di impoverimento industriale e una mancanza di investimenti strutturali.
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La CGIL incalza la futura giunta regionale, domandando “quale idea di futuro” abbia per la Sibaritide e se sia pronta a scommettere concretamente su “buona occupazione, innovazione e sostenibilità ambientale”. Per la CGIL, lo sviluppo di quest’area passerà dalla capacità della regione di invertire la rotta e attrarre finalmente investimenti con una visione a lungo termine.
Il comunicato stampa elenca inoltre alcune “priorità irrinunciabili”. Tra queste, il sindacato chiede il prolungamento della SS 106 fino a Cosenza, ritenuta infrastruttura essenziale per la sicurezza e la mobilità. Altrettanto urgente è il completamento, senza ulteriori ritardi, del nuovo Ospedale della Sibaritide, un presidio fondamentale per il diritto alla salute di un’intera popolazione.
Il sindacato chiede anche un piano strutturato per il rilancio del porto di Schiavonea, che integri la pesca tradizionale con il turismo da diporto e la realizzazione di una banchina crocieristica per generare sviluppo e occupazione. Infine, la CGIL sollecita una “politica industriale strutturata” che metta al centro la legalità, coniugando ambiente e investimenti senza ridursi a “mero slogan elettorale”.
La CGIL conclude il suo comunicato ribadendo che la Sibaritide non può più essere considerata una periferia da sacrificare, ma deve diventare “parte integrante di un progetto di sviluppo regionale ampio, credibile e inclusivo”.






