C’è un nuovo sport in Calabria: il vittimismo dell’ultima ora. Alcuni candidati lamentano che Informazione & Comunicazione pubblichi messaggi elettorali a pagamento. È bene chiarire: la nostra è una struttura associativa, con una testata giornalistica registrata al tribunale di Castrovillari. Non riceviamo un centesimo di contributo pubblico. E non chiediamo abbonamenti ai lettori: l’accesso alle notizie è libero.
In Calabria corrono oltre 300 candidati al consiglio regionale. Basta un po’ di buon senso per capire che non esiste redazione al mondo in grado di dare spazio gratuito a tutti. Pretenderlo significherebbe trasformare l’informazione in una bacheca caotica, senza alcun criterio giornalistico.
Chi invoca spazio libero sembra dimenticare che ogni pezzo, ogni foto, ogni video, ogni montaggio ha un costo. Dietro la pubblicazione c’è lavoro, ci sono competenze, ci sono ore spese davanti a computer e telecamere. Non è un passatempo. È professione.
Da anni mi batto per il ripristino del finanziamento pubblico ai partiti e alle esperienze civiche impegnate in politica. Una battaglia ignorata: “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. Intanto la piccola editoria viene lasciata sola. Non solo non viene sostenuta, se non da pochi, ma viene attaccata da chi, invece, dovrebbe capirne il valore.
Curioso anche il silenzio sui grandi media. Tutti tacciono sul fatto che sulle bollette dell’Enel paghiamo un prelievo forzato per finanziare la Rai, che vive di politica e spartizioni. Nessuno dice nulla quando le reti nazionali violano la par condicio con dibattiti che tagliano fuori i candidati ritenuti minori. Ma se i&c rispetta la legge e applica regole uguali per tutti, scatta il dito puntato. La verità è che l’incoerenza corre più veloce di qualsiasi campagna elettorale.
Matteo Lauria – Direttore I&C
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