Vertenza Konecta, Potere al Popolo Calabria: «900 lavoratori nel limbo tra Cassa Integrazione e contratti in scadenza»

CATANZARO – Torna a salire la tensione sul fronte occupazionale calabrese. Al centro della bufera la vertenza Konecta, che vede coinvolti circa 900 addetti distribuiti tra i siti di Crotone, Rende e Settingiano. Un progetto nato per risollevare le sorti della ex Abramo Customer Care attraverso la digitalizzazione della sanità regionale, ma che oggi sembra essersi trasformato in un pericoloso vicolo cieco.

Il paradosso dei fondi pubblici: 30 milioni per la precarietà?

Il piano di rilancio, finanziato con circa 30 milioni di euro di risorse pubbliche, doveva rappresentare il porto sicuro per i lavoratori dopo anni di crisi. Tuttavia, la realtà denunciata da Potere al Popolo Calabria parla di un scenario ben diverso:

  • Cassa integrazione per centinaia di dipendenti.

  • Contratti a termine in scadenza imminente senza alcuna rassicurazione sul rinnovo.

  • Assenza di un piano industriale chiaro e verificabile.

«Decine di lavoratori non hanno ancora ricevuto indicazioni sul loro futuro occupazionale a pochi giorni dalla scadenza dei contratti – attacca la nota di Potere al Popolo –. Mentre il confronto tra azienda e istituzioni procede a rilento, le famiglie devono fare i conti con redditi in bilico e un’incertezza intollerabile».

I tavoli istituzionali al palo

Nonostante i numerosi incontri tra azienda, istituzioni regionali e parti sociali, la situazione rimane bloccata. Ad oggi, i tavoli tecnici non hanno prodotto soluzioni concrete, lasciando i lavoratori in una condizione di mobilitazione permanente. Per il movimento politico, la legittimità della protesta risiede nella necessità di ottenere risposte trasparenti sull’utilizzo dei fondi pubblici investiti dalla Regione Calabria.

Le richieste: continuità e trasparenza

La piattaforma di rivendicazione dei lavoratori e di Potere al Popolo è netta:

  1. Continuità occupazionale per tutti i soggetti coinvolti nel progetto sanità.

  2. Tutela immediata e stabilizzazione per i contratti in scadenza.

  3. Chiarezza sui fondi: rendicontazione dell’utilizzo dei 30 milioni di euro pubblici.

  4. Presentazione di un piano industriale solido e di lungo periodo.

«La vertenza non resti isolata»

L’appello finale è rivolto all’opinione pubblica affinché la lotta dei lavoratori Konecta non resti confinata all’interno dei siti produttivi. «Senza un intervento concreto e una pressione costante – conclude Potere al Popolo – difficilmente la situazione si sbloccherà. È una battaglia di dignità che riguarda l’intero territorio calabrese».

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