Terranova da Sibari, il Centro Antiviolenza Fabiana: «La libertà di scegliere non può trasformarsi in una condanna»

La vicenda della giovane ventottenne accoltellata a Terranova da Sibari continua a suscitare reazioni e riflessioni sul tema della violenza di genere.

Dopo l’aggressione avvenuta nella notte tra lunedì e martedì, il Centro Antiviolenza “Fabiana” ha affidato ai social un messaggio dal titolo “Libere di scegliere”, esprimendo solidarietà alla giovane e richiamando l’attenzione su un fenomeno che continua a manifestarsi con drammatica attualità.

«La brutale aggressione alla giovane ventottenne di Terranova da Sibari, avvenuta a pochi giorni dall’anniversario del femminicidio di Fabiana Luzzi, dimostra come la violenza di genere non sia un fenomeno lontano o isolato, ma una realtà strutturata», si legge nella nota diffusa dal Centro.

Un riferimento che riporta alla memoria la tragedia di Fabiana Luzzi, la sedicenne di Corigliano uccisa nel 2013, divenuta simbolo della lotta contro la violenza sulle donne.

Secondo il Centro Antiviolenza, episodi come quello avvenuto nel Cosentino sono il risultato di una cultura che ancora fatica a riconoscere e rispettare l’autodeterminazione delle donne. «L’incapacità di accettare un rifiuto è la manifestazione di una cultura del dominio che nega alla donna la libertà di scegliere della propria vita», sottolineano le operatrici.

Le prime ricostruzioni investigative indicano infatti che l’uomo, fermato con l’accusa di tentato omicidio, sarebbe stato fortemente interessato alla giovane senza però vedere ricambiato il proprio sentimento. Un rifiuto che non avrebbe accettato e che sarebbe all’origine della violenta aggressione.

Il Centro Antiviolenza ha quindi espresso la propria vicinanza alla ventottenne, mettendo a disposizione sostegno e assistenza per affrontare il trauma subito.

«Il nostro Centro Antiviolenza esprime alla giovane massima solidarietà e disponibilità ad un supporto totale per affrontare questo profondo trauma. Siamo con te», conclude il messaggio.

L’episodio è ora al centro delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica, mentre il caso riaccende il dibattito sulla necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, soprattutto quando alla base vi è l’incapacità di accettare un rifiuto e la libertà di scelta di una donna.

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