Caporalato, nasce la proposta di un tavolo permanente per il lavoro agricolo

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REGGIO CALABRIA – Un tavolo permanente dedicato al monitoraggio delle condizioni di lavoro dei braccianti agricoli e, più in generale, di tutti gli operai impiegati nel settore. È questa la principale proposta emersa durante il confronto svolto in Consiglio regionale della Calabria nell’ambito delle audizioni dedicate al contrasto dello sfruttamento lavorativo nelle campagne.

L’incontro, presieduto dalla presidente della Commissione Elisabetta Santuonico, ha visto la partecipazione dei rappresentanti regionali di Cgil, Cisl e Uil, delle organizzazioni agricole e delle istituzioni regionali. Al centro del dibattito la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e controllo contro il fenomeno del caporalato.

Dalle diverse posizioni emerse è arrivato un messaggio condiviso: serve un’azione stabile e coordinata che non si limiti alle emergenze. Per questo motivo è stata avanzata la proposta di istituire un organismo permanente capace di raccogliere dati, monitorare il territorio e proporre interventi concreti sul piano amministrativo e legislativo.

Particolarmente significativo il dato richiamato durante i lavori secondo cui in Calabria potrebbero essere circa 20 mila i lavoratori agricoli irregolari. Una stima che evidenzia la necessità di una mappatura più precisa del fenomeno per comprendere dimensioni e criticità del comparto.

Le organizzazioni agricole hanno ribadito l’importanza di contrastare ogni forma di sfruttamento senza penalizzare le imprese che rispettano le regole. L’obiettivo indicato è quello di garantire occupazione regolare, tutela dei lavoratori e sviluppo economico per i territori.

Dal fronte sindacale, la Uil ha presentato una serie di proposte di modifica alla normativa regionale per rafforzare gli strumenti di contrasto al lavoro irregolare. La Cisl ha invece sottolineato la necessità di accelerare l’applicazione delle misure già esistenti, mentre la Cgil ha rilanciato la richiesta di un «patto per il lavoro agricolo sicuro e di qualità».

Nel corso del confronto è stata evidenziata anche la necessità di considerare il caporalato non soltanto come una distorsione del mercato del lavoro, ma come un fenomeno che alimenta sfruttamento, ricatti sociali e infiltrazioni criminali.

Al termine dell’audizione, i rappresentanti sindacali hanno incontrato il governatore Roberto Occhiuto e l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Calabrese per approfondire le proposte emerse. Tra i temi affrontati anche la possibilità di avviare un progetto sperimentale di trasporto pubblico dedicato ai lavoratori agricoli impegnati nelle attività stagionali.

Il confronto proseguirà nei prossimi giorni in Consiglio regionale, dove il contrasto al caporalato resterà uno dei temi prioritari dell’agenda istituzionale.

 

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