Cozzo del Pesco, ambientalisti all’attacco: «Il sindaco spieghi perché si abbattono gli alberi»

Sul futuro dell’Oasi dei Giganti di Cozzo del Pesco si alza la protesta delle associazioni ambientaliste. Al centro della contestazione c’è il taglio di 343 alberi, in gran parte abeti Douglas, effettuato nell’area boschiva della montagna di Rossano nell’ambito di un intervento promosso da Calabria Verde. Un’operazione che, secondo i promotori del progetto, sarebbe finalizzata al risanamento dell’area, ma che viene fortemente contestata da cittadini e associazioni.

Le organizzazioni firmatarie del documento sostengono che il piano inizialmente previsto per la rimozione di alberi danneggiati dalle nevicate si sia trasformato in un intervento molto più ampio, con conseguenze che rischiano di modificare un ecosistema considerato di particolare valore naturalistico. Gli abeti Douglas, pur essendo una specie introdotta, sarebbero ormai integrati nell’ambiente locale da decenni e conviverebbero senza problemi con il castagneto monumentale che caratterizza l’area.

La richiesta è chiara: un incontro urgente con il sindaco di Corigliano-Rossano per ottenere spiegazioni pubbliche. Nel documento vengono poste una serie di domande precise all’amministrazione comunale e agli enti coinvolti. Tra le principali preoccupazioni figurano il rischio di erosione del terreno nelle aree rimaste scoperte dopo il taglio, la tutela dell’avifauna durante il periodo di nidificazione e la protezione dei castagni secolari dall’azione dei venti e degli eventi meteorologici.

Le associazioni ricordano inoltre che Cozzo del Pesco rientra nella rete europea Natura 2000, sistema di aree protette dedicato alla conservazione della biodiversità. Per questo chiedono di conoscere le valutazioni tecniche che hanno portato alla decisione di abbattere gli alberi e perché non sarebbero state considerate alcune indicazioni contenute nella documentazione ministeriale relativa al sito.

Un altro interrogativo riguarda la destinazione delle risorse economiche derivanti dalla vendita del legname. I firmatari chiedono trasparenza sull’utilizzo dei fondi e sugli eventuali interventi previsti all’interno dell’oasi.

Intanto cresce la mobilitazione. Secondo quanto riportato nel documento, circa 300 cittadini hanno già sottoscritto una petizione per chiedere la sospensione del taglio. Le firme saranno consegnate durante l’incontro pubblico richiesto al primo cittadino, che le associazioni auspicano possa svolgersi nel più breve tempo possibile.

 

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