Sequestrate tre centrali Iptv e individuati 2.769 utenti. Sanzioni fino a 5mila euro per gli abbonati ai servizi illegali. Un sistema capace di distribuire illegalmente contenuti televisivi a pagamento a migliaia di utenti in tutta Italia. È quanto hanno scoperto i finanzieri del Comando provinciale di Crotone nell’ambito di un’operazione contro la pirateria audiovisiva che ha portato al sequestro di tre centrali Iptv e alla denuncia di quattro persone.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, è partita da alcuni controlli effettuati durante i Mondiali di calcio e si è sviluppata con il supporto del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche e del Nucleo speciale beni e servizi della Guardia di finanza.
Secondo gli investigatori, gli indagati avrebbero gestito dal 2020 una rete illegale per la diffusione di programmi criptati appartenenti alle principali piattaforme televisive e di streaming, consentendo la visione abusiva di contenuti offerti da Sky, Dazn, Netflix, Disney+, Now Tv e Spotify. Gli abbonamenti illegali, noti come “pezzotto”, venivano venduti a prezzi compresi tra 10 e 40 euro al mese.
Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati beni per un valore di circa 650 mila euro, ritenuti profitto dell’attività illecita. I quattro denunciati dovranno rispondere, a vario titolo, di violazione del diritto d’autore, proprietà intellettuale e autoriciclaggio.
Le Fiamme gialle hanno inoltre individuato 2.769 utenti che avrebbero usufruito dei servizi pirata in 43 province italiane. Per loro sono previste sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 5 mila euro.
L’inchiesta è ancora in corso e le accuse dovranno essere verificate nelle successive fasi giudiziarie.
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