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E così i processi di turn-over delle degenze, delle reimmissioni e dei trasferimenti in rifugio (dove si avviano i percorsi di socializzazione per favorire le adozioni) vanno accelerati!
Abbiamo solo 20 postazioni e non possiamo permetterci, visto il numero spropositato di cani vaganti sul territorio, di dilatare i tempi con lunghe permanenze dei cani in quei box.
Ognuno deve assumersi le responsabilità del ruolo che ricopre e collaborare fattivamente per potenziare e dimensionare quello che è il motore trainante di ogni attività di programmazione e cioè il canile sanitario la cui funzionalità è propedeutica rispetto alla realizzazione di oasi canine, ai piani di sterilizzazione e ai recuperi!
In una prospettiva più ampia il Commissario ad acta, Saverio Cotticelli, potrebbe (e magari essere sollecitato), nella sua revisione della burocrazia sanitaria calabrese, attivare le sinergie istituzionali e impostare un’azione, quanto più possibile uniforme, coerente e integrata a contrasto del fenomeno del randagismo, finalizzata alla realizzazione dei tanto attesi canili sanitari e alla modifica dell’attuale normativa regionale di difficile attuazione e talvolta contraddittoria.
Tavoli Istituzionali in passato andati deserti o comunque non addivenuti a risoluzione fattive perchè ritenuti non prioritari.
Nella nostra realtà le 2 strutture rifugio a servizio della città sono al collasso perché una politica miope ha pensato solo a riempirle per risolvere il problema!
Ad un anno dalla nascita della nuova amministrazione i decessi su strada, grazie ad una attento coordinamento degli organi deputati al recupero, sono drasticamente diminuiti ed il dato relativo ai canili per quanto riguarda il rapporto ingressi/uscite è il migliore degli ultimi 5 anni nonostante il sequestro del rifugio, la pausa lavori per la messa a norma dell’ambulatorio e la sospensione per emergenza covid19 abbiano rallentato e di molto le varie attività.
L’amministrazione Stasi ha proceduto ad accatastare la struttura realizzata negli anni ’90 e a modernizzarla dotandola di portale, rete Internet e rendendola luogo più ospitale per gli animali, di frequentazione per i cittadini e di formazione per i volontari. Le attività inoltre sono state finalmente cristallizzate e normate in un Regolamento di corretta prassi, il primo!
Chi pensa che il randagismo sia un fenomeno la cui soluzione è immediata non sa di cosa parla e temo non abbia la minima idea delle dinamiche legate a questa piaga e del lavoro di retrovia necessario per arginarla alla radice.
Ad ogni richiesta di “prendete quel cane o quella cucciolata” c’è un mondo sommerso e complesso che solo chi ignora o è in malafede può relegare e ridurre ad ordinaria amministrazione (Comunicato stampa)…
Liliana Zangaro consigliere comunale di maggioranza






