Addio a Eugenio Nastasi, gentiluomo d’altri tempi: Rossano perde un figlio autentico, poeta dell’anima e dei valori

E poi arriva quella notizia che avresti voluto non arrivasse mai. Quella che, anche quando sai che la vita ha le sue leggi, ti coglie impreparato e lascia dentro un senso di vuoto. Eugenio Nastasi non c’è più.

È morto ieri. Poeta, scrittore e pittore rossanese, nato a Rossano nel 1948. Con la sua scomparsa, la città perde non soltanto un uomo di cultura, ma una di quelle figure capaci di lasciare un ricordo profondo soprattutto per il proprio modo di essere.

Persona gentile, pacata, autenticamente rossanese, perbene e distinta, Nastasi apparteneva a quella generazione che custodiva con naturalezza valori che il tempo sembra aver progressivamente smarrito: il senso dell’amicizia, il rispetto per gli altri, l’amore per la propria città e la convinzione che la cultura fosse un patrimonio da condividere e diffondere.

Mai una parola fuori posto, sempre disponibile, discreto nei modi e sobrio nei rapporti umani. Chi ha avuto occasione di conoscerlo ne conserva l’immagine di una persona garbata, capace di farsi apprezzare senza mai cercare di imporsi. Per Rossano è stato un onore poterlo annoverare tra i propri concittadini.

Poeta e scrittore, Nastasi è stato protagonista di antologie e di un percorso letterario nel quale sensibilità, memoria, natura e legame con la propria terra hanno trovato espressione. Tra le sue pubblicazioni figura «L’occhio degli alberi», edito da Edilazio, oltre a «Ultimo settembre», opera dedicata al mare. Alla parola affiancava la pittura, altra espressione di una sensibilità artistica vissuta con riservatezza e passione.

Eugenio Nastasi ebbe modo di collaborare anche con la casa editrice di Informazione & Comunicazione, mettendo a disposizione il proprio contributo con quella disponibilità, sobrietà e professionalità che ne caratterizzavano la persona.

Oggi resta il ricordo di un uomo che ha amato Rossano e la cultura senza clamore, con l’eleganza di chi non aveva bisogno di alzare la voce per lasciare un segno.

Tutta la redazione di Informazione & Comunicazione si stringe con sincera partecipazione al dolore della famiglia, alla quale rivolge le più sentite condoglianze.

Ci sono persone che attraversano la vita senza fare rumore, pur avendo talento, sensibilità e molto da offrire. Non cercano la ribalta, non ostentano ciò che sono, non hanno bisogno di alzare la voce per lasciare il segno. Eugenio era una di queste.

E accade allora qualcosa che sembra quasi un paradosso: più silenziosa e discreta è stata la loro presenza, più forte risuona la loro assenza quando vengono a mancare. È in quel momento che ci si accorge fino in fondo dello spazio che occupavano nella vita degli altri. E la scomparsa di un uomo pacato, semplice e umile come Eugenio Nastasi finisce per fare un rumore enorme. Un rumore fatto di incredulità, di commozione, di ricordi e di affetto. Forse perché sono proprio le persone che non hanno mai chiesto di essere notate quelle delle quali, alla fine, ci si accorge di più quando non ci sono più.

Alla comunità rossanese rimane l’eredità delle sue opere e, soprattutto, il ricordo di un uomo gentile e rispettoso: testimonianza di un modo di vivere i rapporti umani, l’amicizia, la cultura e l’amore per la propria città che merita di non essere dimenticato.

Trasparenza editoriale – L’Intelligenza Artificiale è utilizzata esclusivamente come supporto redazionale. La responsabilità dei contenuti è dell’autore e della Direzione responsabile.

Articoli correlati: