Autovelox, stretta del Mit: disattivati 850 dispositivi non omologati in tutta Italia

alto jonio

Scatta la rivoluzione sugli autovelox in Italia. Con l’entrata in vigore del nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, vengono disattivati 850 dispositivi non omologati, mentre resteranno operativi 3.150 autovelox già conformi ai requisiti previsti dalla normativa.

Il provvedimento, atteso da oltre trent’anni, introduce regole uniformi su tutto il territorio nazionale con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza nei controlli e una più chiara tutela degli automobilisti. In Calabria sono quattro gli autovelox spenti, mentre i numeri più elevati si registrano in Lombardia (144), Piemonte (131), Emilia-Romagna (94), Veneto (84) e Toscana (69).

I dispositivi disattivati potranno tornare in funzione solo dopo aver ottenuto la necessaria omologazione prevista dalla legge.

Secondo il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, la sicurezza stradale deve continuare a rappresentare una priorità, ma i controlli devono essere effettuati con strumenti pienamente regolari e trasparenti, evitando che gli autovelox siano percepiti esclusivamente come strumenti per incrementare gli incassi.

Nel frattempo emergono anche i dati sulle sanzioni del 2024. Gli introiti derivanti dagli autovelox sono diminuiti dell’8,9% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 56,5 milioni di euro. Firenze resta il Comune con i maggiori incassi, seguita da Bologna, Milano, Genova e Palermo, mentre Roma, Bari e Trieste registrano un netto calo delle entrate derivanti dalle multe.

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