Blitz antimafia a Corigliano-Rossano, Bignami attacca la sinistra alla Camera: «Silenzio su Stasi»

ROMA – 28 ottobre 2026. L’operazione antimafia condotta nella Piana di Sibari, con 41 misure cautelari e il coinvolgimento del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, arriva alla Camera dei Deputati e diventa terreno di un duro scontro politico. A intervenire è Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio, che accusa le opposizioni di aver mantenuto il silenzio sulla vicenda giudiziaria nonostante il sostegno politico assicurato in passato al primo cittadino.

L’intervento si è sviluppato durante una discussione sulla richiesta di informativa al Governo. Bignami ha contestato ai parlamentari del centrosinistra di aver concentrato l’attenzione sulle proteste nelle città italiane, senza affrontare quanto accaduto nelle ultime ore in Calabria.

«Mi sorprende il silenzio che i colleghi di sinistra hanno ritenuto di riservare alla vicenda che ha portato all’arresto di Flavio Stasi», ha dichiarato il parlamentare, richiamando direttamente i rapporti politici tra il sindaco e i principali esponenti delle opposizioni.

Nel suo intervento Bignami ha citato Giuseppe Conte, Elly Schlein, Vittoria Baldino e Pasquale Tridico, ricordando il sostegno espresso nei confronti di Stasi. Il capogruppo di FdI ha richiamato anche alcuni filmati dei festeggiamenti elettorali nei quali, secondo la sua ricostruzione, veniva scandito il coro «Flavio è uno di noi».

«Cos’era, una confessione?», ha provocatoriamente chiesto Bignami, suscitando reazioni e interruzioni dai banchi dell’opposizione. Il parlamentare ha quindi contestato la distinzione tra candidatura civica e sostegno dei partiti, facendo riferimento all’appoggio politico ricevuto da Stasi da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. L’attacco si è poi spostato sulle recenti proteste degli agricoltori e degli autotrasportatori, alle quali il sindaco aveva partecipato nei giorni precedenti all’operazione.

Bignami ha richiamato una dichiarazione attribuita a Stasi durante le mobilitazioni: «Se questi sono malavitosi, ci costituiamo tutti». Da qui un’ulteriore battuta polemica: «È stato di parola, anzi sono andati a prenderlo per essere sicuri che fosse di parola». Il capogruppo di Fratelli d’Italia ha tuttavia precisato che agricoltori e autotrasportatori non devono essere associati alla criminalità organizzata.

«Certamente agricoltori e trasportatori non hanno nulla a che fare con la malavita organizzata, ma forse qualcuno che partecipava ai presidi e si metteva alla testa dei cortei sì», ha affermato. Durante l’intervento, Bignami ha inoltre elencato le principali ipotesi di reato contenute nell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro: associazione mafiosa, omicidio, detenzione e porto di armi, estorsione, rapina, furto, intestazione fittizia di beni e scambio elettorale politico-mafioso.

Si tratta di contestazioni formulate a vario titolo nei confronti delle persone coinvolte nell’indagine, non di accuse attribuibili indistintamente a tutti gli indagati. Le responsabilità individuali dovranno essere accertate nelle successive fasi giudiziarie, nel rispetto della presunzione di innocenza. Bignami ha ricordato anche il coinvolgimento nell’operazione di Damiano Pepe, rimasto ferito nel recente agguato avvenuto nel territorio di Cassano all’Ionio.

Il confronto parlamentare è stato segnato da momenti di tensione, con interruzioni e richiami della presidenza. Il capogruppo di FdI ha accusato le opposizioni di adottare criteri differenti a seconda dell’appartenenza politica dei protagonisti delle vicende giudiziarie. «Il vostro doppiopesismo è lo standard che voi avete», ha sostenuto, aggiungendo: «Quando si parla del centrosinistra qua nessuno dice nulla, quando parliamo noi devono sempre interrompere».

In conclusione, Bignami ha auspicato un intervento del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in Parlamento per riferire anche sugli sviluppi dell’operazione antimafia. La vicenda giudiziaria di Corigliano-Rossano entra così nel confronto politico nazionale, con Fratelli d’Italia che chiede conto alle opposizioni del sostegno accordato a Stasi. Resta distinta la posizione giudiziaria del sindaco, destinatario di una misura cautelare nell’ambito di un procedimento ancora nella fase delle indagini, dalle responsabilità politiche richiamate nel dibattito parlamentare.

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