Terremoto giudiziario nella Sibaritide: Stasi ai domiciliari, 42 nomi nell’inchiesta antimafia

flavio stasi

CORIGLIANO-ROSSANO – 28 ottobre 2026. Un’inchiesta antimafia scuote la Sibaritide e investe anche la politica locale. Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, e il consigliere comunale di Forza Italia Pietro Lucisano figurano tra i destinatari delle misure cautelari disposte dal gip del Tribunale di Catanzaro Fabiana Giacchetti. Per entrambi sono stati stabiliti gli arresti domiciliari.

L’operazione, condotta dai carabinieri, colpisce presunti appartenenti alla criminalità organizzata tra Corigliano-Rossano e Cassano all’Ionio. Le contestazioni contenute nell’inchiesta riguardano, a vario titolo, associazione mafiosa e altri gravi reati. Le misure sono state richieste dai pubblici ministeri Alessandro Riello e Stefania Paparazzo.

Il dato politicamente più dirompente è il coinvolgimento del primo cittadino di Corigliano-Rossano. La misura cautelare nei confronti di Stasi apre una vicenda giudiziaria destinata ad avere ripercussioni anche sul piano amministrativo. Nell’elenco compare inoltre Pietro Lucisano, esponente di Forza Italia in Consiglio comunale.

Nell’inchiesta anche i nomi dell’agguato di Lattughelle

Tra i destinatari del provvedimento figura Damiano Pepe, detto Tripolino, rimasto ferito nell’assalto armato alla sua abitazione in contrada Lattughelle, nel territorio di Cassano all’Ionio.

Nell’ordinanza compare anche Silvana Sibarelli, compagna di Pepe, uccisa nello stesso agguato della notte del 24 ottobre. Un elemento che rende ancora più inquietante il quadro investigativo, sebbene non dimostri di per sé un collegamento tra l’omicidio e i fatti contestati nell’inchiesta.

Tra i nomi figurano anche Marcello Pepe, fratello di Damiano, Francesco Le Pera, recentemente condannato a trent’anni per l’omicidio di Pasquale Aquino, e Giorgio Arturi e Manuel Intrieri, indicati nell’inchiesta come presunti complici del delitto avvenuto a Schiavonea.

Gli atti richiamano inoltre vicende legate agli omicidi Cimino e Morello. Un intreccio di episodi criminali sul quale gli investigatori hanno concentrato la propria attività.

Tutti i nomi: custodia cautelare in carcere

Secondo l’elenco riportato nell’ordinanza, il gip ha disposto il carcere per:

  1. Aldo Abbruzzese
  2. Pietro Attadia
  3. Giorgio Arturi, detto Massimo, classe 1973
  4. Rocco Azzaro
  5. Luigi Benemerito
  6. Carmine Civale
  7. Giovanni Chiaradia
  8. Piero Francesco Chiaradia
  9. Giovanni Covello
  10. Augusto De Simone
  11. Francesco De Vincenti
  12. Giuseppe Ferrante
  13. Salvatore Galluzzi
  14. Carmine Ginese
  15. Francesco Le Pera
  16. Annibale Matalone
  17. Damiano Pepe
  18. Natale Perri
  19. Giuseppe Sammarro
  20. Alfonso Scarcella
  21. Pasquale Semeraro, detto Nino, classe 1988
  22. Vincenzo Sibarella
  23. Silvana Sibarelli
  24. Francesco Sommario
  25. Antonio Manuel Spina

Tutti i nomi: arresti domiciliari

Il provvedimento dispone gli arresti domiciliari per:

  1. Mario Alonia
  2. Antonio Angiò
  3. Domenico Arcidiacono
  4. Antonio Azzaro
  5. Luigi Benincasa
  6. Domenico Catalano
  7. Vincenzo Curia
  8. Walter Giovanni La Fauci
  9. Pietro Lucisano
  10. Manuel Intrieri
  11. Antonio Martino
  12. Giovanni Maulicino
  13. Antonio Mingrone
  14. Marcello Pepe
  15. Sandro Sibarelli
  16. Flavio Stasi
  17. Santo Straface

Criminalità e politica, la Sibaritide davanti a un’inchiesta pesantissima

Il coinvolgimento di amministratori pubblici accanto a soggetti ritenuti dagli investigatori vicini agli ambienti della criminalità organizzata conferisce all’operazione una particolare rilevanza.

L’inchiesta investe due territori segnati da gravi episodi di violenza e riporta al centro dell’attenzione i rapporti che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire tra ambienti criminali e altri settori della società locale.

 

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