CORIGLIANO-ROSSANO – 28 ottobre 2026. L’arresto del sindaco Flavio Stasi, destinatario di una misura cautelare ai domiciliari nell’ambito della vasta operazione antimafia condotta questa mattina nella Sibaritide, apre una questione destinata a pesare sul futuro amministrativo della città: che cosa accadrà al Comune? Si arriverà al commissariamento oppure l’amministrazione potrà proseguire la propria attività?
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In questa situazione le funzioni del sindaco passano temporaneamente al vicesindaco, mentre Giunta e Consiglio comunale possono continuare a operare. La sospensione non determina, dunque, automaticamente la caduta dell’amministrazione.
L’ipotesi del commissariamento
Diverso è il discorso relativo a un eventuale scioglimento del Consiglio comunale. La normativa prevede questa possibilità in presenza di specifiche condizioni, tra cui le dimissioni definitive del sindaco o altre cause di cessazione del mandato.
Esiste poi un secondo scenario, particolarmente delicato alla luce della natura dell’inchiesta: lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, disciplinato dall’articolo 143 del Testo unico degli enti locali.
La procedura può essere avviata quando emergono elementi concreti, univoci e rilevanti che facciano ritenere l’esistenza di collegamenti o forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata sull’attività amministrativa.
In questi casi il prefetto può disporre accertamenti attraverso una commissione d’accesso incaricata di verificare atti, procedure e funzionamento degli uffici comunali. L’eventuale scioglimento viene disposto con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell’Interno e previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
Il peso dell’inchiesta antimafia
Il coinvolgimento del sindaco Stasi e del consigliere comunale Pietro Lucisano nell’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro pone inevitabilmente interrogativi anche sul piano istituzionale.
Occorrerà comprendere il contenuto delle contestazioni, gli eventuali rapporti ricostruiti dagli investigatori e soprattutto se siano emersi elementi relativi a possibili interferenze della criminalità organizzata nell’attività amministrativa.
Non basta, infatti, la presenza di amministratori pubblici tra gli indagati per determinare lo scioglimento del Comune per mafia. È necessaria una specifica valutazione delle condizioni previste dalla legge.
Le prossime ore saranno decisive
Sul piano amministrativo, il primo passaggio riguarda la formalizzazione della sospensione del sindaco e l’esercizio delle sue funzioni da parte del vicesindaco.
Resta invece aperta la questione di eventuali iniziative della Prefettura di Cosenza, che potrebbe valutare l’opportunità di approfondimenti sulla situazione dell’ente.
Al momento non vi sono elementi sufficienti per affermare che sia stata avviata una procedura di commissariamento per infiltrazioni mafiose.
Il futuro dell’amministrazione comunale dipenderà dagli sviluppi giudiziari, dalle eventuali decisioni politiche e dalle valutazioni degli organi istituzionali competenti. La vicenda è ancora nella fase delle indagini preliminari e per tutti gli indagati resta ferma la presunzione di innocenza.






