L’associazione chiede all’Asp di ampliare l’uso del dispositivo già attivo in un comune del territorio per i pazienti a rischio – Parte da Cosenza la richiesta di estendere il braccialetto cardiaco anche a San Giovanni in Fiore. L’associazione “Antigone – Siamo tutti Serafino” ha presentato una proposta all’Asp per ampliare l’utilizzo del dispositivo di telemedicina già attivo in via sperimentale nel comune di Longobucco.
L’obiettivo è garantire un monitoraggio continuo ai pazienti fragili o con patologie cardiache, migliorando la tempestività degli interventi in caso di emergenza. Il sistema consente infatti il collegamento diretto con una centrale operativa, in grado di attivare rapidamente i soccorsi e indirizzare il paziente verso le strutture più adeguate.
Secondo i promotori, San Giovanni in Fiore presenta caratteristiche territoriali simili a Longobucco e registra un’utenza potenziale significativa, considerata anche la popolazione dell’area silana. L’estensione del servizio viene indicata come una risposta concreta alle esigenze sanitarie delle zone interne.
Il dispositivo permette di rilevare parametri utili alla diagnosi precoce di eventi cardiaci e di ridurre i tempi di intervento. In parallelo, viene evidenziata la necessità di rafforzare l’integrazione con i servizi di emergenza, anche attraverso il potenziamento delle infrastrutture e dei collegamenti.
La proposta punta a inserire il braccialetto cardiaco in una rete più ampia di assistenza territoriale, con il coinvolgimento delle strutture sanitarie locali e dei sistemi di soccorso. La decisione finale spetterà all’Asp, chiamata a valutare la fattibilità dell’estensione del servizio.
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