In Calabria il settore delle costruzioni attraversa una fase delicata, tra aumenti dei costi e difficoltà di approvvigionamento. I danni economici stimati sono ingenti e riguardano sia le imprese sia le famiglie, già messe alla prova dal caro energia e dal rincaro dei carburanti.
A lanciare l’allarme è l’associazione dei costruttori edili, che evidenzia il rischio concreto di rallentamenti diffusi nei cantieri. L’aumento dei prezzi delle materie prime e dei materiali da costruzione, in alcuni casi fino al 150%, insieme ai ritardi nelle forniture, sta creando forti criticità operative.
Le conseguenze sono evidenti: lavori che procedono a rilento e difficoltà nel rispettare tempi e costi previsti. Una situazione che incide anche sugli interventi pubblici, con possibili slittamenti nella realizzazione delle opere.
Per affrontare il problema, si valuta la possibilità di sospensioni temporanee dei lavori o la revisione delle condizioni contrattuali. Le imprese chiedono strumenti adeguati per far fronte alla situazione e garantire la continuità delle attività.
Secondo gli operatori del settore, è necessario un intervento mirato anche sui materiali non soggetti a regolazione, oltre a misure per contenere i costi energetici.
In assenza di risposte rapide, il rischio è quello di una frenata significativa per un comparto importante dell’economia regionale.
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