La comunicazione firmata dal segretario provinciale del SiNAPPe di Cosenza, Francesco Critelli, e indirizzata alla provveditrice della Calabria, Lucia Castellano, mette in evidenza una serie articolata di problemi che riguardano la Casa di Reclusione di Corigliano-Rossano. Il documento, inviato anche alla direzione dell’istituto e agli uffici centrali del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ricostruisce un quadro che il sindacato considera irregolare e disomogeneo nelle sue scelte operative. Critelli richiama l’attenzione sul recente cambio del comandante di reparto, definito un passaggio avvenuto senza un momento formale di saluto e senza un confronto con il nuovo responsabile. Per il sindacalista, questa modalità avrebbe creato sconcerto tra gli agenti e avrebbe evidenziato una gestione poco chiara, in un contesto già segnato da diversi interrogativi.
Secondo la segreteria del SiNAPPe, la nuova dirigenza dell’istituto non avrebbe definito un orientamento stabile né introdotto elementi di riorganizzazione. Al contrario, Critelli osserva che l’unica attività costante sarebbe stata la redazione di un numero elevato di ordini di servizio, alcuni dei quali giudicati incoerenti con le norme vigenti. Il segretario ricorda che tali atti dovrebbero essere comunicati alle rappresentanze sindacali, condizione che in questo caso non sarebbe stata rispettata. La lettera mette in luce disposizioni che inciderebbero sulla quotidianità lavorativa degli agenti, modificando attività, turni e posizionamenti senza una valutazione delle esigenze reali dell’istituto. Critelli sostiene che queste decisioni sarebbero state elaborate senza un’analisi diretta della struttura, finendo per riproporre modelli già applicati in altre sedi, ma non compatibili con la realtà di Corigliano-Rossano.
Tra gli esempi indicati dal sindacato emergono alcune situazioni considerate emblematiche. Critelli ricorda l’uso del faro in una garitta priva di alimentazione elettrica, con implicazioni anche sul funzionamento del climatizzatore nella stagione fredda. Segnala inoltre che il personale sarebbe invitato a dosare l’uso del telefono laddove non sarebbe presente alcun apparecchio. Un ulteriore elemento riguarda la disposizione che impone alla sentinella di uscire dalla garitta in quasi tutte le condizioni meteorologiche, pur essendo l’area esterna sprovvista di camminamento. Infine si richiama l’indicazione di utilizzare un computer nel Block House, dove però non risulterebbe installata alcuna postazione. Critelli sostiene che direttive di questo tipo possano creare condizioni rischiose e incerte, soprattutto quando vengono formulate senza considerare la morfologia del perimetro e le dotazioni effettive del personale. Secondo il segretario si tratterebbe di atti che non rispettano le norme sulla buona amministrazione e che potrebbero compromettere la sicurezza degli agenti.
Nella comunicazione emerge anche il riferimento al reparto AS3, già in passato oggetto di verifiche. Critelli indica che permangono dubbi sulla corretta gestione del settore e propone di visionare le registrazioni interne disponibili dal mese di ottobre, che secondo il sindacato potrebbero offrire elementi utili per controllare le prassi adottate. Il segretario apre poi un ulteriore fronte riguardo alla verifica ispettiva condotta dal provveditorato a giugno 2024. Critelli chiede se la stessa procedura sia stata ripetuta negli altri istituti regionali con reparti simili e se le eventuali conseguenze disciplinari siano state distribuite con criteri di equilibrio. Per il sindacato, una gestione difforme metterebbe in discussione l’imparzialità dell’azione amministrativa.
Altro punto di rilievo è la riattivazione di alcune garitte e del Block House, rimasti non operativi per un lungo periodo. Secondo Critelli, la riapertura sarebbe avvenuta senza una verifica tecnica dell’ufficio preposto e senza un controllo sugli elementi di protezione, in particolare sui vetri che dovrebbero essere conformi ai requisiti previsti per la vigilanza armata. In tale assenza, il sindacato teme che la sicurezza del personale possa essere compromessa. Per queste ragioni, la lettera invita la provveditrice a verificare la correttezza delle procedure adottate, a controllare l’attuazione delle direttive nazionali e a disporre accertamenti tecnici sulle postazioni riattivate. L’obiettivo, ribadisce Critelli, è assicurare un assetto più lineare e maggiore tutela per gli agenti impegnati nel servizio. Il segretario provinciale conclude esprimendo fiducia nella possibilità che l’amministrazione intervenga per ristabilire un modello organizzativo più ordinato. Con questo documento, il SiNAPPe mira a richiamare l’attenzione su aspetti che considera centrali per il funzionamento della struttura e per il lavoro quotidiano del personale.
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