Castagni monumentali di Cozzo del Pesco, il WWF chiede chiarimenti a Calabria Verde

CORIGLIANO-ROSSANO – La riconsegna dei boschi dell’Oasi di Cozzo del Pesco non basta a garantire la tutela dei suoi castagni monumentali. A sostenerlo è il WWF Calabria Citra, che chiede a Calabria Verde chiarimenti sugli interventi realizzati e su quelli ancora necessari per proteggere gli alberi della Sila Greca. L’associazione valuta positivamente lo sblocco dell’area, atteso da tempo dopo i ritardi accumulati dal cantiere. Allo stesso tempo, esprime preoccupazione per l’eventuale riconsegna del sito senza opere specifiche destinate alla messa in sicurezza dei castagni. Il WWF domanda se questi interventi siano stati inseriti negli accordi e non ancora resi pubblici oppure se siano rimasti fuori dal programma dei lavori.

Le criticità segnalate

Secondo l’associazione, gli alberi presentano problemi che richiedono interventi rapidi e specialistici. La prima criticità riguarda lo stress vegetativo, aggravato dai lunghi periodi di siccità estiva. Una condizione che ridurrebbe la capacità degli esemplari di reagire alle malattie e agli eventi climatici estremi. Il secondo problema è di natura strutturale. Il WWF segnala carie interne nei tronchi e branche principali sbilanciate. Il vento e il peso della neve potrebbero quindi provocare fratture o schianti. Per ridurre il rischio, l’associazione propone interventi mirati di alleggerimento delle chiome, eseguiti da personale specializzato con tecniche di tree climbing.

Preoccupa anche lo stato degli apparati radicali. L’erosione del versante avrebbe lasciato alcune radici scoperte, esponendole al disseccamento e riducendo la stabilità degli alberi. Tra le possibili soluzioni vengono indicate opere di ingegneria naturalistica, come bio-stuoie e piccoli terrazzamenti in legno, utili a contenere il terreno e proteggere le radici.

Le richieste a Calabria Verde

Il WWF Calabria Citra chiede innanzitutto una relazione aggiornata sullo stato del cantiere al 19 settembre 2026. Il documento dovrebbe indicare nel dettaglio i lavori svolti, compresi quelli per la rimozione del materiale secco e delle specie aliene.

L’associazione vuole inoltre sapere quali interventi selvicolturali, fitosanitari e di protezione delle radici siano stati programmati. Se queste opere non rientrassero nel progetto, chiede di conoscere le ragioni della loro esclusione.

La terza richiesta riguarda il cronoprogramma definitivo per l’apertura al pubblico. Dopo i ritardi registrati, secondo il WWF è necessario comunicare una data attendibile e chiarire quali attività debbano ancora essere completate prima che l’Oasi torni pienamente fruibile.

«La nostra non è una polemica preconcetta, ma una richiesta di responsabilità», dichiara il WWF Calabria Citra. L’associazione conferma la disponibilità a collaborare con Calabria Verde e a mettere a disposizione le proprie competenze per l’analisi dei dati forestali.

L’obiettivo, conclude il WWF, è restituire l’Oasi alla comunità nel più breve tempo possibile, senza separare la riapertura dell’area dalla tutela biologica e strutturale dei castagni monumentali.

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