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	<title>Notizie di Politica - Informazione e Comunicazione</title>
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	<description>News, Editoria e Servizi</description>
	<lastBuildDate>Thu, 25 Jun 2026 15:09:52 +0000</lastBuildDate>
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		<title>L’aeroporto di Scalea e il deserto della Sibaritide: la politica gioca col futuro di 400mila calabresi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 15:09:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/ross-scal-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>Di Antonio Caruso Il recente accordo tra ENAC, Regione e Comune di Scalea solleva polemiche roventi. Mentre si scommette su un territorio da 60mila abitanti, la Sibaritide — motore demografico e produttivo della regione — viene relegata al ruolo di spettatrice impotente. È la solita, amara storia di una Calabria a due velocità. Un protocollo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/ross-scal-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>Di Antonio Caruso<br />
Il recente accordo tra ENAC, Regione e Comune di Scalea solleva polemiche roventi. Mentre si scommette su un territorio da 60mila abitanti, la Sibaritide — motore demografico e produttivo della regione — viene relegata al ruolo di spettatrice impotente. È la solita, amara storia di una Calabria a due velocità.</p>
<p>Un protocollo che sa di beffa<br />
La recente firma tra l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC), la Regione Calabria e il Comune di Scalea per l’aerosuperfice dell’Alto Tirreno ha scatenato un’ondata di indignazione che attraversa trasversalmente la Piana di Sibari. Non si tratta di una critica al progresso in sé, ma della ennesima, plateale esclusione di una delle aree più popolose e produttive dell’intera regione dai tavoli decisionali che contano.</p>
<p>Mentre le istituzioni festeggiano negli uffici romani o regionali, nella Sibaritide regna il silenzio assordante della politica locale. Dove sono i rappresentanti del territorio? Dove sono le voci di chi dovrebbe difendere gli interessi di una comunità che conta oltre 400.000 abitanti, rispetto ai circa 60.000 dell&#8217;area tirrenica interessata dal progetto?</p>
<p>Geografia della disperazione<br />
I numeri raccontano una realtà umiliante per i cittadini della Sibaritide. Oggi, raggiungere lo scalo di Lamezia Terme è già un calvario di ore, una sfida alla pazienza e alla logistica. Eppure, la soluzione prospettata non solo non risolve il problema, ma lo aggrava: per arrivare a Scalea, i tempi di percorrenza per chi vive nel cuore dell&#8217;Alto Ionio si prospettano proibitivi.</p>
<p>L’inutilità strategica di questo accordo emerge con forza dall&#8217;analisi geografica: il capoluogo, Cosenza, è storicamente e logisticamente molto più vicino a Lamezia Terme che a Scalea. Investire in un polo che isola ulteriormente il capoluogo e ignora il bacino d’utenza ionico appare, agli occhi dei cittadini, come una scelta politica dettata da logiche distanti anni luce dai bisogni reali delle persone.</p>
<p>Un sistema ferroviario al collasso<br />
Il quadro di smantellamento del diritto alla mobilità è completato dalla gestione del ferro. L’annullamento del progetto del tratto ferroviario Praia-Tarsia — che avrebbe dovuto fare di Cosenza un hub cruciale per le fermate dei Freccia — è una ferita ancora aperta.</p>
<p>Si è preferito continuare a insistere sul tracciato costiero tirrenico, una linea che corre a pochi metri dal mare. Una scelta scellerata, già punita dalla storia: le frequenti mareggiate non sono un evento imprevisto, ma una certezza meteorologica che puntualmente blocca la circolazione, isolando di fatto intere comunità. Eppure, si continua a puntare su un binario fragile, ignorando le esigenze di chi vive entroterra e necessita di collegamenti veloci, sicuri e lungimiranti.</p>
<p>Il grido di un territorio ignorato<br />
La Sibaritide, con le sue eccellenze agricole, turistiche e demografiche, merita rispetto. Invece, viene trattata come una terra di serie B, tenuta fuori da ogni programmazione infrastrutturale di ampio respiro.</p>
<p>Non si tratta di campanilismo, ma di giustizia sociale ed economica. Quando i palazzi del potere decidono le sorti del territorio senza consultare — o peggio, ignorando deliberatamente — le popolazioni che rappresentano, la democrazia perde di significato. La Sibaritide è stanca di subire decisioni prese altrove, che sembrano fatte apposta per confermare un isolamento che la Calabria non può più permettersi.</p>
<p>È tempo di risposte. È tempo che la politica regionale spieghi perché, nel 2026, la programmazione infrastrutturale continui a viaggiare lontano dai bisogni reali della stragrande maggioranza dei calabresi.</p>
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		<title>Mazza: &#8220;Quando la politica smette di studiare, la Calabria abdica al proprio futuro&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:55:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/08/mazza-1200-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/08/mazza-1200-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/08/mazza-1200-80x80.jpg 80w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/08/mazza-1200-320x320.jpg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/08/mazza-1200-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>CATANZARO – Un’analisi severa e senza sconti quella proposta oggi da Mazza, che punta il dito contro il progressivo svuotamento intellettuale della politica calabrese. In un intervento che scuote il panorama regionale, Mazza interroga la classe dirigente e il corpo elettorale su un quesito di fondo: &#8220;Chi ha spento la conoscenza?&#8221;. L&#8217;eclissi del pensiero analitico [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/08/mazza-1200-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/08/mazza-1200-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/08/mazza-1200-80x80.jpg 80w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/08/mazza-1200-320x320.jpg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/08/mazza-1200-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>CATANZARO – Un’analisi severa e senza sconti quella proposta oggi da Mazza, che punta il dito contro il progressivo svuotamento intellettuale della politica calabrese. In un intervento che scuote il panorama regionale, Mazza interroga la classe dirigente e il corpo elettorale su un quesito di fondo: &#8220;Chi ha spento la conoscenza?&#8221;.</p>
<p>L&#8217;eclissi del pensiero analitico<br />
Secondo l&#8217;autore, la crisi che attanaglia la regione non è un evento accidentale, ma il risultato di un lungo processo in cui la politica ha smesso di essere luogo di elaborazione, riducendosi a mera amministrazione del consenso. Il vero limite strutturale, si legge nella nota, è &#8220;l&#8217;eclissi del pensiero analitico&#8221;: senza uno studio rigoroso dei fenomeni sociali ed economici, l&#8217;azione legislativa perde la capacità di orientare i processi decisionali e di guidare il cambiamento, limitandosi a gestire l&#8217;esistente senza alcuna visione prospettica.</p>
<p>La figura dell&#8217; &#8220;agitatore-amministratore&#8221;<br />
Il documento delinea un ritratto impietoso della classe politica attuale, definita vittima di un &#8220;iperlocalismo autoreferenziale&#8221;. Mazza evidenzia due dinamiche distorte:</p>
<p>Frammentazione: Il rappresentante politico rinuncia alla programmazione regionale per concentrarsi esclusivamente su interessi microterritoriali, rendendo la Calabria un sistema diviso e incapace di fare strategia comune.</p>
<p>Il paradosso: Si afferma la figura ibrida dell&#8217;amministratore che critica le istituzioni per alimentare il dissenso, pur ricercandone costantemente il controllo per fini di carrierismo.</p>
<p>La doppia perifericità e la crisi del consenso<br />
La riflessione si estende alla qualità del voto in Calabria, descrivendo un elettorato che, a causa di decenni di assistenzialismo e isolamento, ha perduto gli strumenti critici per distinguere tra visione strategica e demagogia. Questa &#8220;contrazione della consapevolezza civica&#8221; genera una doppia irrilevanza:</p>
<p>Subalternità esterna: La regione, priva di potere contrattuale, finisce per subire passivamente le decisioni prese a Roma.</p>
<p>Cristallizzazione interna: Si consolida una geografia del privilegio dove le periferie restano semplici &#8220;riserve di consenso&#8221; anziché diventare motori di crescita.</p>
<p>La proposta: lo studio come atto rivoluzionario<br />
La conclusione è un appello a una &#8220;riconversione culturale profonda&#8221;. Per Mazza, la sfida calabrese è prima di tutto culturale: non basta occupare spazi di potere, occorre &#8220;abitarli&#8221; con una progettualità fondata sul rigore dell&#8217;analisi.</p>
<p>&#8220;Il tempo della gestione emergenziale è scaduto&#8221; – conclude la nota – &#8220;È il tempo dello studio come autentico atto rivoluzionario&#8221;. Solo restituendo alla politica la capacità di interpretare e anticipare la complessità, la Calabria potrà affrancarsi dalla subalternità e rivendicare una dignità istituzionale basata non sul peso dei voti, ma sulla qualità delle idee.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sicurezza nei cantieri, la FILLEA CGIL Calabria denuncia: &#8220;Ignorata l&#8217;ordinanza anti-caldo, a rischio la vita degli operai&#8221;</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/sicurezza-nei-cantieri-la-fillea-cgil-calabria-denuncia-ignorata-lordinanza-anti-caldo-a-rischio-la-vita-degli-operai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 06:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/Bandiera-CGIL-e1677778571868-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/Bandiera-CGIL-e1677778571868-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/Bandiera-CGIL-e1677778571868-80x80.jpg 80w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/Bandiera-CGIL-e1677778571868-320x320.jpg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/Bandiera-CGIL-e1677778571868-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>CATANZARO – Una denuncia grave e urgente arriva dalla FILLEA CGIL Calabria. Il Segretario Generale Simone Celebre ha acceso i riflettori sulla sistematica violazione dell&#8217;ordinanza regionale entrata in vigore lo scorso 10 giugno 2026, volta a tutelare i lavoratori dal rischio di stress termico estremo. La denuncia: il profitto calpesta la sicurezza Nonostante il divieto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/Bandiera-CGIL-e1677778571868-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/Bandiera-CGIL-e1677778571868-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/Bandiera-CGIL-e1677778571868-80x80.jpg 80w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/Bandiera-CGIL-e1677778571868-320x320.jpg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/07/Bandiera-CGIL-e1677778571868-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>CATANZARO – Una denuncia grave e urgente arriva dalla FILLEA CGIL Calabria. Il Segretario Generale Simone Celebre ha acceso i riflettori sulla sistematica violazione dell&#8217;ordinanza regionale entrata in vigore lo scorso 10 giugno 2026, volta a tutelare i lavoratori dal rischio di stress termico estremo.</p>
<p>La denuncia: il profitto calpesta la sicurezza<br />
Nonostante il divieto assoluto di lavoro all&#8217;aperto nelle ore comprese tra le 12:30 e le 16:00 nei giorni a rischio &#8220;ALTO&#8221; (secondo il sistema Worklimate), i sopralluoghi effettuati dal sindacato su tutto il territorio regionale hanno documentato una realtà preoccupante. Molte imprese, secondo la FILLEA, starebbero deliberatamente ignorando il provvedimento per evitare rallentamenti nelle scadenze, anteponendo il profitto alla salute degli operai.</p>
<p>«Costringere un operaio a sforzi fisici immani sotto il sole non è solo una violazione amministrativa: è un atto di pura irresponsabilità che sconfina nel reato contro la persona», dichiara Simone Celebre.</p>
<p>Le richieste del sindacato<br />
La FILLEA CGIL Calabria, dopo aver inoltrato decine di segnalazioni agli organi ispettivi, giudica la risposta attuale ancora «drammaticamente insufficiente». Il sindacato chiede interventi drastici:</p>
<p>Controlli a tappeto: Attivazione immediata degli organi di vigilanza.</p>
<p>Sanzioni ed esemplari: Punizioni severe per chi non rispetta l&#8217;ordinanza.</p>
<p>Sequestro dei cantieri: Interventi risolutivi nei cantieri che persistono nella violazione delle norme di sicurezza.</p>
<p>Appello alle maestranze<br />
Il sindacato rivolge un monito anche ai lavoratori stessi, invitandoli a non subire passivamente condizioni di lavoro pericolose:</p>
<p>Nessun compromesso: «Nessuno stipendio vale la vostra vita», ricorda il Segretario, esortando gli operai a denunciare ogni irregolarità.</p>
<p>Supporto sindacale: Le strutture territoriali della FILLEA CGIL sono in stato di mobilitazione e pronte a fornire assistenza legale e sindacale a chiunque segnali l&#8217;inosservanza delle disposizioni anti-caldo.</p>
<p>La FILLEA ribadisce che la battaglia per la dignità del lavoro e la sicurezza non ammette sconti. L&#8217;obiettivo è chiaro: evitare che l&#8217;avidità e l&#8217;indifferenza trasformino una giornata di lavoro in un&#8217;ennesima tragedia evitabile.</p>
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		<item>
		<title>Cassano All’Ionio: convocato il Consiglio Comunale per il 2 luglio</title>
		<link>https://informazionecomunicazione.it/cassano-allionio-convocato-il-consiglio-comunale-per-il-2-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 06:08:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione locale]]></category>
		<category><![CDATA[ASSOCIAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[cassano all'ionio]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Grotte di Sant'Angelo]]></category>
		<category><![CDATA[Immobili comunali]]></category>
		<category><![CDATA[rottamazione tributi]]></category>
		<category><![CDATA[Sofia Maimone]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/Sofia-Maimone-new-150x150.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>CASSANO ALL’IONIO – La Presidente del Consiglio Comunale, Sofia Maimone, ha convocato l&#8217;assise cittadina per giovedì 2 luglio 2026, alle ore 15:00. La seduta si terrà presso il Centro Polifunzionale delle Grotte di Sant’Angelo. In caso di mancato raggiungimento del numero legale, la seconda convocazione è fissata per venerdì 3 luglio 2026, alle ore 15:30. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2026/06/Sofia-Maimone-new-150x150.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" /><p>CASSANO ALL’IONIO – La Presidente del Consiglio Comunale, Sofia Maimone, ha convocato l&#8217;assise cittadina per giovedì 2 luglio 2026, alle ore 15:00. La seduta si terrà presso il Centro Polifunzionale delle Grotte di Sant’Angelo. In caso di mancato raggiungimento del numero legale, la seconda convocazione è fissata per venerdì 3 luglio 2026, alle ore 15:30.</p>
<p>L&#8217;ordine del giorno prevede la discussione di sei punti di rilievo per l&#8217;amministrazione dell&#8217;Ente e la vita della comunità cassanese:</p>
<p>I punti all&#8217;ordine del giorno:<br />
Polizia Mortuaria: Modifica del regolamento comunale con particolare riferimento all&#8217;utilizzo delle sepolture private per benemerenze.</p>
<p>Associazionismo: Iscrizione dell&#8217;Associazione &#8220;Onde Rosa&#8221; all&#8217;interno dell&#8217;Albo comunale delle associazioni.</p>
<p>Cooperazione territoriale: Adesione alla Centrale Unica di Committenza dei Comuni di Villapiana e Francavilla Marittima.</p>
<p>Partecipazione: Approvazione del nuovo Regolamento comunale delle Consulte.</p>
<p>Tributi: Adesione alla definizione agevolata (&#8220;rottamazione quinquies&#8221;) per i debiti affidati all&#8217;Agenzia delle Entrate-Riscossione.</p>
<p>Patrimonio: Integrazione della delibera riguardante la ricognizione e la valorizzazione degli immobili comunali destinati all&#8217;alienazione per l&#8217;esercizio finanziario 2026.</p>
<p>Il Consiglio rappresenterà un momento cruciale per la programmazione amministrativa, toccando temi che spaziano dal decoro urbano alla gestione del patrimonio, fino alle agevolazioni fiscali per i contribuenti.</p>
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		<title>Il Patto Territoriale lancia l&#8217;allarme: &#8220;Basta campi di confinamento, il diritto alla casa è affrancamento&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Caruso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:52:55 +0000</pubDate>
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<p>La critica: la logica dell&#8217;emergenza è un fallimento costoso<br />
L&#8217;appello giunge in un momento cruciale, alla vigilia del previsto sgombero della tendopoli di San Ferdinando. Il Patto Territoriale avverte: il rischio è di assistere a una nuova &#8220;coazione a ripetere&#8221; che, dai tempi di Rosarno in poi, ha visto la costruzione, lo sgombero e la ricostruzione di campi lontano dai centri abitati.</p>
<p>Spreco di denaro pubblico: Il Patto contesta l&#8217;enorme impiego di risorse per siti di accoglienza isolati, definendolo inaccettabile in un territorio già pesantemente impoverito.</p>
<p>Marginalizzazione: Il confinamento abitativo non è solo una questione di alloggio, ma il cardine della ricattabilità lavorativa. Senza una residenza stabile, il lavoratore perde l&#8217;accesso a contratti regolari, sanità e welfare.</p>
<p>Il modello proposto: le &#8220;Agenzie per l&#8217;abitare&#8221;<br />
La risposta del Patto Territoriale non è solo critica, ma propositiva. Il modello suggerito si basa sull&#8217;inclusione abitativa diffusa nei centri storici dei paesi, molti dei quali colpiti dallo spopolamento:</p>
<p>Strumenti di garanzia: Le &#8220;agenzie per l&#8217;abitare&#8221; proposte agirebbero come mediatori stabili tra proprietari di case sfitte e lavoratori, garantendo sicurezza a entrambe le parti.</p>
<p>Emancipazione: La casa, inserita nel tessuto urbano, diventa uno strumento di dignità e affrancamento, rompendo il legame di dipendenza dal datore di lavoro, che spesso funge anche da &#8220;proprietario&#8221; di alloggi di fortuna.</p>
<p>L&#8217;appello al Terzo Settore: scegliere da che parte stare<br />
Il Patto Territoriale pone un quesito morale e operativo diretto alle organizzazioni nazionali:</p>
<p>&#8220;Quale modello di accoglienza vogliamo costruire? Case nei paesi o ghetti?&#8221;</p>
<p>La richiesta è duplice:</p>
<p>Non partecipare: Che gli enti del Terzo Settore si astengano dal gestire bandi fondati sulla logica del confinamento, citando esplicitamente il progetto della &#8220;Fattoria sociale&#8221; di San Ferdinando.</p>
<p>Richiedere trasparenza: Impegnarsi nelle sedi istituzionali per sospendere i bandi emergenziali in corso, favorendo una verifica trasparente degli esiti passati e una progettazione condivisa con i territori.</p>
<p>Con la stagione agrumicola imminente, il Patto Territoriale sollecita una presa di posizione pubblica: è tempo di scegliere tra la prosecuzione di politiche di esclusione e lo sviluppo di modelli sostenibili, basati sui diritti e sul coinvolgimento democratico delle comunità locali.</p>
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